|
PAGINA APERTA
|
 |
PEDOFILIA
Sos
dall'infanzia
Graziano Guerra presidente Associazione Sos Infanzia Onlus
La cronaca recente riporta l'ennesima retata antipedofilia via web. Dai
titoli dei giornali si focalizza l'ansia delle famiglie, lo sgomento, lo
sdegno, la rabbia. Rimane però il fatto che succede ad ogni
evento simile, quando i dettagli si fanno sempre più cruenti e
disumani e poi, dopo qualche giorno, non se ne parla più. Quasi
tutti preferiscono non parlarne, perché troppo doloroso o forse perché
troppo impegnativo. La radice del problema però, secondo la
nostra esperienza, sta nella tacita e subdola logica di normalizzazione
che parte della società civile sta mettendo in atto. Esistono in
internet siti che manifestano la loro cultura pedofila, asserendo che
l'amore tra un adulto ed un minore di 12 anni è lecito,
proponendo la teoria del «perché no»?, rivolgendosi proprio
ai ragazzini. Da tempo ormai si parla di una lobby culturale pedofila,
lo stesso don Fortunato di Noto ne ha parlato anche alla Rai raccontando
che proprio l'anno scorso si discuteva sulla possibilità di
introdurre la «modica quantità» di possesso di
materiale pedopornografico e che pochi politici e pochissimi cittadini
si sono opposti veemente a tale proposta.
Lo stesso Papa è intervenuto con dei «consigli» per i
politici dicendo tra l'altro che per essere corretti, non solo non si
deve cedere alla falsità ma non ci si deve neanche accompagnare a
chi vive nella menzogna. E chi più del pedofilo vive nella falsità
e nella menzogna? Pensiamo forse che da questi consigli siano esentati
tutti gli altri comuni mortali? E quando queste connivenze, sanno di
complicità, di consapevole responsabilità alla copertura
di crimini, di abusi sui minori, sono forse meno disprezzabili? Mi
riferisco a quelle persone che sanno e se ne stanno zitte, a quegli
adulti che in barba all'innocenza dei piccoli convivono con situazioni
scabrose, coprendo e favorendo con il loro comportamento il perpetuarsi
di azioni criminose da parte dei pedofili, loro conoscenti, loro
parenti. Non solo: questo stato di fatto è un'ulteriore offesa
alle vittime, spesso costrette a tacere. Anche da queste recenti
indagini, è risultato che in una comunità i ragazzini
avevano denunciato la cosa, ma non erano stati ascoltati. Risulta dalle
nostre esperienze e dalle testimonianze ricevute, che ad ogni abuso su
minore corrisponde una triste realtà e consuetudine: i familiari,
i conoscenti, a volte i preti stessi che raccolgono simili tristi
confessioni, fanno finta di niente. Purtroppo la pedofilia fa parte
dell'essere umano, ed è trasversale a qualsiasi classe sociale.
Questi stessi episodi, proprio per il loro clamore, rischiano di far
credere che siano crimini talmente orribili, e lo sono, da apparire rari
e casuali. Ma non è assolutamente così: le stesse
statistiche dicono che, purtroppo, è una realtà
quotidiana. E non è internet il problema, ma l'uomo, con tutta la
sua malvagità.
Internet è uno strumento importantissimo, per la divulgazione,
l'informazione e lo scambio culturale tra i popoli. Il problema vero però
è la pedofilia, e per affrontarla non basteranno tutti gli
eserciti di questo mondo se il singolo cittadino, il politico, il
genitore, gli educatori, gli operatori sociali, e tutti quelli che hanno
a che fare con la formazione e l'educazione dei bambini, non
cominceranno umilmente a capire veramente l'abuso ed il maltrattamento,
informandosi sul problema. Questo è il nocciolo della questione:
bisogna adottare una seria e corretta informazione e formazione per dare
inizio ad una rivoluzione culturale a favore dell'infanzia. Una nuova
cultura per l'infanzia.
Sui muri di Auswitz stava scritto: chi non conosce la storia sarà
costretto a riviverla. Cari genitori, voi, primi docenti dell'educazione
dei vostri figli, non pensate che capiti sempre a qualcun altro, e non
aspettate che succeda a qualche bambino vostro conoscente o vostro
parente, perché le statistiche parlano chiaro: una bambina su cinque,
qui in Italia, è vittima di abusi sessuali subiti durante la sua
infanzia. Vostra figlia potrebbe essere fra quelle quattro fortunate.
Io, da genitore, ve lo auguro di tutto cuore, ma è un'aspettativa
che hanno tutti i genitori, compresi quelli della quinta piccola vittima
innocente, che ha bisogno di adulti attenti e preparati, «miti
come agnelli ma astuti come i serpenti».
|
 |
|