Treviso, venerdì 9 maggio 2003, S. Geronzio

PAGINA APERTA

 

PEDOFILIA
Sos dall'infanzia

Graziano Guerra presidente Associazione Sos Infanzia Onlus

La cronaca recente riporta l'ennesima retata antipedofilia via web. Dai titoli dei giornali si focalizza l'ansia delle famiglie, lo sgomento, lo sdegno, la rabbia. Rimane però il fatto che succede ad ogni evento simile, quando i dettagli si fanno sempre più cruenti e disumani e poi, dopo qualche giorno, non se ne parla più. Quasi tutti preferiscono non parlarne, perché troppo doloroso o forse perché troppo impegnativo. La radice del problema però, secondo la nostra esperienza, sta nella tacita e subdola logica di normalizzazione che parte della società civile sta mettendo in atto. Esistono in internet siti che manifestano la loro cultura pedofila, asserendo che l'amore tra un adulto ed un minore di 12 anni è lecito, proponendo la teoria del «perché no»?, rivolgendosi proprio ai ragazzini. Da tempo ormai si parla di una lobby culturale pedofila, lo stesso don Fortunato di Noto ne ha parlato anche alla Rai raccontando che proprio l'anno scorso si discuteva sulla possibilità di introdurre la «modica quantità» di possesso di materiale pedopornografico e che pochi politici e pochissimi cittadini si sono opposti veemente a tale proposta.
Lo stesso Papa è intervenuto con dei «consigli» per i politici dicendo tra l'altro che per essere corretti, non solo non si deve cedere alla falsità ma non ci si deve neanche accompagnare a chi vive nella menzogna. E chi più del pedofilo vive nella falsità e nella menzogna? Pensiamo forse che da questi consigli siano esentati tutti gli altri comuni mortali? E quando queste connivenze, sanno di complicità, di consapevole responsabilità alla copertura di crimini, di abusi sui minori, sono forse meno disprezzabili? Mi riferisco a quelle persone che sanno e se ne stanno zitte, a quegli adulti che in barba all'innocenza dei piccoli convivono con situazioni scabrose, coprendo e favorendo con il loro comportamento il perpetuarsi di azioni criminose da parte dei pedofili, loro conoscenti, loro parenti. Non solo: questo stato di fatto è un'ulteriore offesa alle vittime, spesso costrette a tacere. Anche da queste recenti indagini, è risultato che in una comunità i ragazzini avevano denunciato la cosa, ma non erano stati ascoltati. Risulta dalle nostre esperienze e dalle testimonianze ricevute, che ad ogni abuso su minore corrisponde una triste realtà e consuetudine: i familiari, i conoscenti, a volte i preti stessi che raccolgono simili tristi confessioni, fanno finta di niente. Purtroppo la pedofilia fa parte dell'essere umano, ed è trasversale a qualsiasi classe sociale. Questi stessi episodi, proprio per il loro clamore, rischiano di far credere che siano crimini talmente orribili, e lo sono, da apparire rari e casuali. Ma non è assolutamente così: le stesse statistiche dicono che, purtroppo, è una realtà quotidiana. E non è internet il problema, ma l'uomo, con tutta la sua malvagità.
Internet è uno strumento importantissimo, per la divulgazione, l'informazione e lo scambio culturale tra i popoli. Il problema vero però è la pedofilia, e per affrontarla non basteranno tutti gli eserciti di questo mondo se il singolo cittadino, il politico, il genitore, gli educatori, gli operatori sociali, e tutti quelli che hanno a che fare con la formazione e l'educazione dei bambini, non cominceranno umilmente a capire veramente l'abuso ed il maltrattamento, informandosi sul problema. Questo è il nocciolo della questione: bisogna adottare una seria e corretta informazione e formazione per dare inizio ad una rivoluzione culturale a favore dell'infanzia. Una nuova cultura per l'infanzia.
Sui muri di Auswitz stava scritto: chi non conosce la storia sarà costretto a riviverla. Cari genitori, voi, primi docenti dell'educazione dei vostri figli, non pensate che capiti sempre a qualcun altro, e non aspettate che succeda a qualche bambino vostro conoscente o vostro parente, perché le statistiche parlano chiaro: una bambina su cinque, qui in Italia, è vittima di abusi sessuali subiti durante la sua infanzia. Vostra figlia potrebbe essere fra quelle quattro fortunate. Io, da genitore, ve lo auguro di tutto cuore, ma è un'aspettativa che hanno tutti i genitori, compresi quelli della quinta piccola vittima innocente, che ha bisogno di adulti attenti e preparati, «miti come agnelli ma astuti come i serpenti».