Il Gazzettino 12/04/2003

LOTTA ALLA PEDOFILIA

Sos Infanzia vuole ripetere anche a Vicenza l'esperimento di 4 scuole a Treviso 
«Bimbi on line, sotto protezione» 
Guerra: «Ai genitori dico: imparate ad usare il computer e sorvegliateli quando chattano»
 
 
Attualmente, a Vicenza sono trentotto i casi di pedofilia regolarmente denunciati. In Italia, nonostante una media di settecento denunce l'anno, i minori che subiscono abusi arriverebbero almeno a cinquantamila. Il 73\% delle vittime sono bambine. Il 38\% ha un età compresa tra i 6 ed i 10 anni. Nel 46\% dei casi il responsabile è il padre. Vicenza è in media nazionale. E proprio di pedofilia si è discusso l'altro ieri sera alla scuola media Trissino di via Prati. Il Gazzettino ne ha parlato con il Presidente dell'Associazione Sos Infanzia. Graziano Guerra, 42 anni, sposato con tre figli, artigiano e da un anno capofila del movimento che a Vicenza conta venti soci.Dottor Guerra, per affrontare il delicato tema della pedofilia nelle scuole, la sua associazione ha in cantiere un progetto.
«In realtà, non è più un progetto perché si è concretizzato a Treviso grazie alla collaborazione di quattro scuole. E' un forum protetto on-line che si trova all'interno del nostro sito www.sosinfanzia.org. Lì i bambini possono dialogare tra di loro senza correre alcun pericolo. Mi piacerebbe che si realizzasse anche a Vicenza e ci stiamo lavorando».

La scelta di parlare di pedofilia tra le mura scolastiche non è casuale.

«No: la scuola riveste un ruolo primario nel far venire a galla gli abusi sui minori. Gli insegnanti hanno l'obbligo di denunciare alle autorità competenti i casi sospetti di abuso. Purtroppo, pochi lo fanno perché non riescono a cogliere i segnali che il bambino o il ragazzo manda loro».

Quali sono gli indicatori di disagio più comuni?

«Ovviamente, è impossibile generalizzare. Potremmo dire che i più frequenti sono l'apatia, l'anoressia, la bulimia, l'improvviso disinteresse per lo studio. Non ci si può aspettare che le vittime di abusi ne parlino liberamente per questo è importante affrontare il tema in classe con un atteggiamento tale da scacciare in loro il senso di colpa. La famiglia, la scuola, il pediatra, il medico di base devono riuscire a percepire quando se la trovano davanti situazione anomala per riuscire ad intervenire in maniera tempestiva».

I bambini spesso usano agevolmente il computer: che rischi si nascondono in rete?

«Purtroppo, i siti pedofili sono in continua crescita. La mia Associazione collabora con la Polizia Postale di Venezia e diverse denunce ad indirizzo di pagine web illegali sono partite anche da noi. Ed anche se solo il 10\% dei pedofili on-line passa poi all'azione, il rischio c'è ed è reale».I genitori come si devono comportare?

«Devono controllare la navigazione del figlio, fare attenzione a che siti frequenta e con chi comunica. Per questo sarebbe meglio che il computer non fosse nella camera del bambino. I genitori insegnano giustamente ai figli a non parlare con gli sconosciuti, ma poi li lasciano chattare senza sorveglianza non pensando che in internet, magari, scrivono nome, cognome, indirizzo e telefono».

Insomma, mamma e papà devono imparare ad usare il pc per controllare il proprio figlio.

«Sì, è indispensabile. Purtroppo, c'è sempre l'idea che possa accadere agli altri e mai ai propri figli».Roberta Labruna

 

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