Inviata al "Gazzettino" il 17/12/2002

In riferimento alla lettera del 17/12/2002: 

Dedsidero rispondere quanto segue:

Caro lettore, qualcosa è cambiato,  ma la strada da fare è ancora lunga. Non si tratta di cambiare una legge, una norma, sarebbe semplice, invece si tratta di compiere un vero e proprio cambiamento culturale. Quando si tratta di atteggiamenti culturali radicati nella società, il cambiamento non è repentino, non è immediato e nemmeno facile. In questo caso poi, l'attenzione verso il mondo dell'infanzia, intervengono codici non scritti, modi di fare e di essere in merito ai quali solo da poco tempo la collettività adulta ha iniziato a riflettere. Bisogna però compiere uno sforzo di volontà, tutti, informandosi partecipando alle iniziative in proposito di formazione, abituandosi a scegliere di stare dalla parte dei più piccoli dei più indifesi. Non è da tutti, a parole tutti ne sono capaci, ma nei fatti le cose sono diverse. Alla nostra associazione , di testimonianze come la tua ne giungono parecchie, e questo dimostra come, ancora oggi, l'indifferenza, l'ignoranza, e l'omertà facciano ancora parte di certi adulti, nostri simili, mascherati da persone perbene. E sono, spesso, proprio quelli che dovrebbero essere i primi a difenderci, i nostri familiari, i nostri parenti. L'80% degli abusi si verifica in famiglia. Proprio da costoro, i familiari, le vittime subiscono le umiliazioni peggiori, prima dal pedofilo e poi da tutti quelli che, in nome di una presunta tutela, obbligano al silenzio la piccola vittima, comportandosi in modo del tutto simile al pedofilo stesso. Anche se non fisica, questa violenza, perpretata dai familiari che pensano egoisticamente solo al loro tornaconto, causa devastazioni psicologiche che a volte, purtroppo, durano tutta la vita. . Sono convinto che più se ne parlerà più l'intera collettività adulta crederà all'enorme fenomeno sommerso degli abusi sui minori, e forse comincerà a capire che bisogna cambiare quell'ottuso e arcaico modo di pensare secondo il quale "i panni sporchi si lavano in casa". Le innocenti vittime di violenza da parte di adulti, non sono "panni sporchi". Caso mai sono proprio questi adulti, quelli che hanno taciuto, quelli che sapevano ed hanno girato la testa dall'altra parte , che indossano i "panni sporchi" della vergogna! Rispondendo ai tuoi quesiti, devo dirti che questo non è ancora del tutto cambiato, ma grazie a testimoninaze come la tua, ora la società sta assumendo nuova sensibilità che va crescendo. Tu hai dato un contributo alla giusta e corretta informazione sulla problematica "pedofilia", e con coraggioso senso civico hai voluto dare testimoninaza del calvario a cui una vittima è sottoposta, e di questo, in nome dell'associazione che rappresento, ti ringrazio.

ASSOCIAZIONE S.O.S. INFANZIA ONLUS VICENZA

Il Presidente Graziano Guerra