L'Adige 04/08/2003

La pedofilia
si combatte
parlandone

Chi ha la possibilità di navigare in Internet sicuramente non si sarà lasciato scappare due notizie di cronaca molto importanti che oggi, 23.07.2003, sono riportate con insistenza.
La prima parla dell´intervento chirurgico ancora in corso su due sorelline siamesi nel tentativo di dividerle e dare loro una vita normale, mentre la seconda parla di pedofilia. Sono sette gli arrestati che costringevano bambini e bambine, regolarmente violentati ed abusati, a combattere nudi per il gusto di alcuni adulti. Se nel caso della prima notizia non posso che rallegrarmi ed unirmi a tante persone sperando nel buon esito dell´operazione, nel caso della seconda notizia non posso che alzare la mia voce e la mia collera verso una società ipocrita come la nostra che da una parte impegna persone, denaro e tecnologie avanzate nel tentativo di offrire una vita più vivibile a due gemelline, mentre dall´altra assiste in silenzio agli orrori che quotidianamente vengono consumati sulla pelle di tantissimi minori. In tutto il mondo ma anche a casa nostra. Genitori, mi appello a voi, affinché insieme troviamo la forza di farci sentire e di dire chiaro il nostro no contro un numero sempre più crescente di maiali incalliti (con tutto il rispetto per i maiali del genere animale!) pronti a tutto pur di soddisfare i propri porci comodi: non illudiamoci perché nessuno è al sicuro.
Vorrei che a questa mia lettera ne seguissero molte altre, vorrei sapere che non sono l´unica a pensarla così, e nel ringraziare il giornale che mi offre questa possibilità vi lascio l´indirizzo di un sito speciale che ha fatto propria la lotta contro la pedofilia e che ha moltissime carte da giocare contro essa: giochiamole insieme, perché l´unione fa la forza: www.associazioneprometeo.org.
Marina Tomasoni

Certo che non è l´unica a pensarla così. In caso contrario sarebbe proprio la fine di questa umanità autolesionista, che sta giocando molto al ribasso col mondo animale.
L´argomento è talmente di attualità che si corre il rischio di perdere lo stato di vigilanza per assuefazione. Non definirei tuttavia ipocrita la società che si spende per dare una vita degna alle due gemelle mentre non si accorge che ad altri bambini vengono inflitte ferite indelebili. Non si tratta di simulazione o di scelta, credo sia semplicemente molto più facile cavarsela con un´offerta in denaro piuttosto che con un impegno civile e sociale, perché quest´ultimo richiede idee, progetti, iniziative. È fin troppo comodo scandalizzarsi e dare solidarietà finchè certe cose succedono sempre agli altri. Che fare più che disprezzare i maiali di turno e intenerirsi di fronte a situazioni angoscianti? Se poi invece accade di piombare dentro quelle situazioni, allora spesso subentra il tabù legato alle questioni di sesso. Non sempre una persona ha la forza di reagire dando in pasto all´opinione pubblica tragedie così intime delle quali sembra di dover provare vergogna prima ancora che sdegno.
È importante l´appello perché propone di passare dalle parole ai fatti. Non è l´unico, a sua e nostra consolazione, ma ogni mattone risulta vitale per erigere un muro contro il fango che oggi più di ieri sembra avanzare con ondate di piena. È possibile che ora l´informazione sia un veicolo rapido per portare a conoscenza fatti che succedevano anche prima, dei quali non si veniva a conoscenza perché consumati dentro le mura domestiche, tenuti nascosti da arcaici timori. 

Certo è che per fermare la violenza - perché di violenza prima di tutto si tratta - in qualche modo bisogno intervenire. Ma le reazioni istintive - non è istintivo per esempio pensare alla castrazione ? - vanno incanalate razionalmente affinché diventino strategia e si trasformino in rete di protezione generale, per tutti, nel mondo intero. Serve un intervento a monte, perché la prevenzione come sempre dà frutti molto più stabili e più sicuri della terapia.
Io non conosco l´associazione Prometeo e può darsi che sia dotata di validi mezzi d´intervento, ogni sforzo in questo senso è il benvenuto, ma sono anche convinta che il passo principale, definitivo, dovrebbe essere fatto dalle istituzioni. Un passo da gigante, non palliativi che non hanno ricadute sulla collettività. Le situazioni di degrado economico, culturale, sociale, morale sono ottimo terreno di coltura per i germi della pedofilia ma non solo. Che vogliamo dire degli stupri o dell´abbandono dei vecchi, tanto per fare due esempi di violenza sui più deboli e indifesi? E apposta non parlo dello sfruttamento dei popoli per non ampliare gli orizzonti rischiando di perdere di vista l´argomento specifico. È dei giorni scorsi lo stralcio dei reati di pedofilia dai benefici dell´indultino. Ci mancherebbe non fosse così.
Intanto è già un gran bene che di pedofilia si parli apertamente, che la gente venga informata, che nasca una sensibilizzazione diffusa, non perché si facciano avanti i giustizieri (non servono e diventerebbero anzi nocivi per sé e per gli altri), ma perché si trovino le armi legali per punire e i mezzi per debellare.
Nel frattempo ho aperto il sito da lei suggerito. Questa la presentazione: "Chi abusa dei bambini abusa anche della nostra indifferenza. Ribelliamoci, decidiamo da che parte stare". Tra le azioni concrete vengono proposti una campagna informativa, corsi di formazione per educatori e insegnanti, la creazione di un gruppo di auto aiuto per genitori e vittime di pedofili e di un´equipe di pronto intervento per supportare le piccole vittime.
Piccole, appunto, che guardano agli adulti con fiducia.

s.tafner@aruba.it

S.O.S. INFANZIA ha inviato una sua opinione in merito.

 

 

 

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