Vicenza 05/08/2003

Inviata al quotidiano "L'ADIGE"

Accolgo l’appello lanciato tramite questo giornale da una vostra lettrice, tale Marina Tomasoni, per mezzo di una lettera pubblicata il 4/8/2003 a titolo “La pedofilia si combatte parlandone”. Nella lettera si invitano i genitori a farsi “parte” per stare, appunto, dalla parte dei bambini. Come genitore e come presidente di S.o.s. Infanzia, presente al sito www.sosinfanzia.org, non posso che esprimere la mia totale adesione a tale invito.

La risposta pubblicata probabilmente già da sola è esaustiva, ma vorrei porre l’accento su una frase che deve far riflettere:  “E’ dei giorni scorsi lo stralcio dei reati di pedofilia dai benefici dell’indultino. Ci mancherebbe non fosse così” .Assolutamente d’accordo, anche se, a chi si occupa di queste tematiche, non sfugge il particolare, drammaticamente rilevante, che solo una parte del parlamento, anzi una sola componente politica, si è apertamente schierata a favore di questo famoso stralcio dai benefici dell’indultino. Forse non tutti sanno che da un po’ di tempo a questa parte, alcune scelte legislative operate dal Parlamento rischiano di favorire anche gli autori dei più efferati delitti, come i pedofili. In ordine di tempo, la legge sul patteggiamento allargato pubblicata sulla GU n. 136 del 14-6-2003, estendendo la possibilità di patteggiare le pene detentive fino a cinque anni, aumentando così il precedente limite di due, di fatto permette anche ad alcuni abusanti dei minori di evitare il carcere.

Dobbiamo certamente indignarci per certi fatti di cronaca, ma dobbiamo passare oltre. Cercando di divulgare una nuova cultura per l’infanzia, che favorisca una diversa sensibilità ed attenzione verso i minori con la speranza che il mondo adulto diventi responsabile e consapevole delle scelte operate. Partendo dalla prevenzione, ad opera del mondo del volontariato e delle Istituzioni congiuntamente e non, come spesso accade, in una sorta di competizione, coinvolgendo innanzitutto i primi educatori dei figli, i genitori, e poi via via tutti quelli che, in un modo o nell’altro, entrano in contatto con il processo evolutivo e formativo dei minori (operatori sociali, scolastici, religiosi, sportivi, Istituzioni). Con umiltà, consapevoli che un problema così largamente sommerso e poco conosciuto ha bisogno dell’aiuto e dell’esperienza di tutti i soggetti coinvolti. A partire proprio da chi l’abuso l’ha vissuto e da quei soggetti che, nel pubblico e nel privato, sono a stretto contatto con queste realtà, operando così con competenza e professionalità, assieme, per fare in modo che una pluralità di idee e contenuti favoriscano risposte adeguate e risolutive, in nome di una vera tutela dei bambini e non degli adulti.

 

ASSOCIAZIONE S.O.S. INFANZIA O.N.L.U.S. VICENZA

Pubblicata 11/08/2003 nel quotidiano "L'Adige"