I rischi della navigazione nel web

Mi preme sottolineare alcuni aspetti che emergono dai recenti fatti di cronaca che, da quanto riportato dai quotidiani ed emittenti nazionali, hanno visto coinvolte molte persone che utilizzavano un diffusissimo programma usato specialmente dai giovani per scambiarsi files musicali. Credo si debbano fare alcune riflessioni in merito alla recente indagine dei Carabinieri, in quanto abbiamo ricevuto, da ragazzi e genitori, molte richieste di fornire informazioni e spiegazioni sui vari aspetti legati all'uso di quel programma ed a quello che la legge prevede in materia. Come associazione cerchiamo di tenerci sempre informati ed aggiornati e ci consultiamo, oltre che con il nostro consulente legale, anche con la Polizia Postale di Venezia, nell'intento di offrire un servizio competente e professionale, sempre gratuito e volontario. Vorremmo così rendere pubbliche alcune nostre considerazioni, e porre una serie di interrogativi con l'intento di far riflettere i lettori e magari sollecitare altre opinioni, anche da parte di professionisti e competenti Autorità, al fine di fornire una sempre più professionale informazione.
In particolare, alcuni ci hanno chiesto delucidazioni in merito ad alcuni articoli di legge che hanno letto nei quotidiani, e precisamente l'articolo 600 quater:
"Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste nell'art. 600 ter, consapevolmente si procura o dispone di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa non inferiore a euro 1549.".
Dalla lettura dell'articolo citato sorge spontaneo chiedersi cosa voleva dire il legislatore con i termini detenere e procurarsi? Procurarsi significa avere la disponibilità fisica del materiale pedopornografico? E perché si possa dire che taluno "dispone è necessario che egli abbia un rapporto materiale con la cosa o basta, invece, che vi sia il possesso virtuale? Pertanto, per la configurazione del reato, è sufficiente che taluno scarichi nell' hard disk del proprio pc un immagine, un video, un file aventi contenuto pedopornografico o addirittura si limiti a visitare via internet un sito pedofilo? E' certo che perché sussista detto reato è necessario che l'agente sia consapevole di detenere o di disporre di materiale pornografico riguardante minori.
Allo stato, tuttavia, non è possibile dare una risposta risolutiva a tali quesiti, infatti si tratta di una materia nuova e ad oggi manca, dalle informazioni in nostro possesso,sul punto un orientamento giurisprudenziale che permetta di chiarire i concetti espressi dalla norma.
A ciò si aggiunge la difficoltà, per chi non è pratico, di muoversi nel mondo di internet difficoltà che aumentano qualora vi sia anche l'inganno.
Pensiamo ad esempio che io mi colleghi per cercare un video del mio cantante preferito (anche questo sarebbe poi da valutare se è legale o meno, ma è un'altra storia): clicco sulla ricerca, seleziono l'opzione video e digito il nome del mio cantante preferito. Accade, e chi lo usa lo sa benissimo, che a quel nome scelto per la ricerca vengano restituiti diversi link, che riportano a files da scaricare anche con contenuto diverso dalle mie aspettative. Se cercassi, per esempio, Neil Young, potrebbe capitare che alcuni file disponibili per il download siano a contenuto pedofilo, poiché young significa anche giovane e potrebbe anche accadere che io scarichi qualche foto di bambina. Nel caso riportato dalla stampa, sembrerebbe che i files che gli indagati scaricavano da
Con questo programma avevano dei nomi, di cantanti e attori, che potevano trarre in inganno gli utenti circa il loro vero contenuto.
Se cosi fosse però, sempre parlando dell'utilizzo di questo programma, fino a quando io non lo scarico e non lo apro, non lo visualizzo, manca la consapevolezza da parte mia del vero contenuto del files. Peraltro, il programma citato in questa recente inchiesta, winmx, obbliga l'utente a condividere tutto ciò che si scarica con altri utenti e, quindi viene da chiedersi se in tal caso si ricada nell'ipotesi prevista dall'art. 600 ter, comma 3, c.p. che così recita: " Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui ai commi primo, secondo e terzo consapevolmente cede ad altri, anche a titolo gratuito, materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa da Euro 1.549 a Euro 5.164".
Si capisce quindi che le vicende sono molteplici, e le problematiche connesse assumono contorni spigolosi che possono trarre in inganno. Non intendo ovviamente entrare nel merito dell'inchiesta, che spetta alle Autorità competenti che sanno fare il loro lavoro. Tra l'altro, come spesso accade, alcuni organi di stampa riportano le notizie facendo intendere che tale programma era il mezzo per procurarsi i files, e quindi si presume gratuitamente, altri mass-media e quotidiani nazionali invece riferiscono che i files erano a pagamento, e quindi winmx non c'entrerebbe nulla, notoriamente disponibile tutto a gratuitamente.
Certo è che c'è necessita di fare chiarezza ed informare adeguatamente quei genitori e ragazzi che in questi giorni si sono preoccupati di vedersi considerare pedofili perché una volta hanno visionato, loro o i propri figli, un'immagine pedopornografica. Buona cosa è senz'altro quella, considerati i tempi, di segnalare a chi di competenza anche una sola foto scaricata o visionata a contenuto pedopornografico. Ora i metodi sono semplici, basta ad esempio collegarsi al sito della nostra associazione, www.sosinfanzia.org, dove si trova un link direttamente collegato alla Polizia Postale del Veneto, organo istituzionale molto esperto in materia oppure telefonare alla Polizia, Carabinieri o Procura. Quindi toccherà a loro, sicuramente i massimi esperti in materia, indagare, senza tanti clamorosi scoop sensazionalistici, verificando la sussistenza e la consistenza delle prove al fine di procedere nei tempi e modi consentiti e previsti dalla legge.
Al di là di tutto quanto detto, quello che è grave è il diffondersi di una cultura adultocentrica, che pone la mercificazione dei corpi, la dissacrazione dei bambini come un evento tollerabile, accettabile e addirittura in continua crescita esponenziale. E' giusto indignarci per queste immagini, per il loro possesso e la loro commercializzazione, ma è anche doveroso applicare il buon senso, facendo attenzione a non criminalizzare chi, magari involontariamente o inconsciamente, ne sia rimasto invischiato o intrappolato.
Non intendo certo giustificare i pedofili, su questo credo non ci siano dubbi, e le recenti indagini confermano le dimensioni del fenomeno anche a chi nega l'evidenza, ma si rende sempre più necessaria una corretta informazione, che parte anche, ma non solo, dalle conoscenze informatiche di base ai genitori che sono i primi ed insostituibili educatori dei propri figli. Quante volte abbiamo sentito dire da qualche genitore: "che cosa volete che ne capisca io di computer, è mio figlio che lo usa".
E' la stessa frase che ha detto il padre di quel venticinquenne che si è suicidato all'arrivo dei Carabinieri.
Forse è giunto il momento di capirne qualcosa di più, magari prima che avvengano fatti simili.

ASSOCIAZIONE S.O.S. INFANZIA ONLUS VICENZA

 Il Presidente

Graziano Guerra

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