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Rassegna stampa monitoraggio

 

Progettazione:

S.O.S INFANZIA ONLUS VICENZA

 

Con il contributo di: 

Centro Servizi per il Volontariato di Vicenza

 

 

Con il patrocinio di:

Regione Veneto

Università degli Studi di Padova

Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Vicenza

 

 

Enti che collaborano

ASS. NAZ. PRESIDI

ETICA 2001 ONLUS

 

 

Violenza e abuso sui minori un fenomeno sommerso

 
La percezione sociale del fenomeno della violenza sui bambini risulta particolarmente ripugnante e difficile, perché troppo in antitesi con le pretese etiche e ideali della nostra cultura.
Il dramma degli abusi fisici, psicologici e sessuali a danno dei minori è per questo ancora in gran parte sommerso, occulto alla coscienza civile, ma diffuso in tutti gli strati sociali, molto più di quanto l'opinione pubblica ne abbia reale consapevolezza. L'attenzione al benessere dei bambini è carente nel nostro Paese al punto che non esistono dati attendibili sulla reale situazione dell'infanzia.
Per quanto riguarda l'abuso sessuale, che è la forma di abuso più devastante, la letteratura internazionale riporta numerosissimi studi e ricerche attuate fin dagli anni '70 in vari stati europei ed extraeuropei (in particolare Gran Bretagna e Stati Uniti), in prevalenza di carattere retrospettivo in quanto condotte nei riguardi di popolazioni di adulti e di adolescenti, che indicano ormai unanimemente una percentuale di abusi che si attesta su una media del 15%-20%, media che diventa molto più alta (fino al 40/50%) in alcune popolazioni specifiche (donne con problemi psichiatrici, tossicodipendenti, ragazze che fuggono da casa). In Italia, invece, esisteva un solo tentativo, a Milano nel 2002, di studio statistico che ha fatto emergere una situazione allarmante, ed ora, ad ulteriore conferma di simili dati, il nostro monitoraggio.
Progetto di monitoraggio

Premessa 

Questa associazione ha attuato un progetto di monitoraggio al fine di evidenziare statisticamente i dati attendibili dell'abuso sessuale all'infanzia. Tale necessità, a nostro avviso, è stata primaria in ragione di un'analisi delle statistiche ufficiali degli ultimi anni in merito agli abusi sull'infanzia che mal si conciliano con realtà da noi evidenziate e da altri monitoraggi autorevoli fatti in passato che illustreremo di seguito. Il monitoraggio eseguito non è fine a se stesso, ma si prefigge l'obiettivo di evidenziare dati certi sulla scorta dei quali si potranno ora mettere in opera progetti di informazione, sensibilizzazione e formazione, mirati e adeguati alla specifica realtà statistica emersa. La valenza del monitoraggio, l'autorevolezza dei dati che sono stati restituiti dai diretti interessati, possono fornire indicazioni certe per corretti progetti e programmi di prevenzione all'abuso al maltrattamento e al disagio, da attuarsi fin dalla scuola dell'infanzia.
Le ricerche statistiche internazionali sull'abuso sessuale mettono in risalto come il fenomeno riguardi una certa fascia di popolazione e come i casi che vengono alla luce sono solo un esiguo numero.
Esistono diversi studi a proposito: Il rapporto Kinsey del 1953 evidenzia che il 24% delle donne sposate aveva avuto rapporti con uomini adulti, Landis nel 1956 riscontra una percentuale del 30% rei ragazzi e del 35% delle ragazze, Finkelhor nel 1979 tra gli universitari arrivò a stabile una percentuale rispettivamente del 9% e del 19%.
In ogni caso, l'esperienza di questa associazione, le testimonianze di donne adulte che denunciano casi di abuso sessuale subito nell'infanzia e mai venuto alla luce, secondo nostre stime sono molto più consistenti numericamente delle cifre ufficiali e i dati raccolti da questo monitoraggio confermano queste nostre affermazioni. Le percentuali evidenziate sia dal monitoraggio di Ginevra del 1995 che dal sondaggio dell'Istituto di Igiene preventiva dell'Università di Milano, sono simili a quelle risultate anche qui a Vicenza con questo monitoraggio.

L'esempio di Ginevra (1995):

Riflessioni sugli abusi sessuali nel bambino: studio in prevalenza di Ginevra
Jérome Laederach
FAPSE - Università di Ginevra

TASSO DI PARTECIPAZIONE

L'inchiesta è stata condotta su un campione di 1193 adolescenti appartenenti a 68 classi tirate a sorte tra 201 classi della nona classe dei 17 cicli del Cantone di Ginevra. Questo campionario era rappresentativo degli allievi iscritti alla nona classe nel 1994-1995.
In questi 1193 potenziali partecipanti, 1130 erano presenti al momento della somministrazione del questionario. Nessun rifiuto di partecipazione è stato registrato. 11 adolescenti non hanno indicato il loro sesso, 2 hanno restituito il loro questionario in bianco ed 1 è stato scartato per le sue risposte ostentatamente fantasiose. I nostri risultati riguardano dunque 1116 questionari analizzabili, sia 548 ragazzi e 568 ragazze.
L'età dei partecipanti andava da 13 a 17 anni, il 96% andava dall'età di 14 a 16 anni.

PREVALENZA E TIPO DI ABUSO

Globalmente, 60 (10,9%) bambini e 192 (33,8%) bambine hanno riportato di avere fatto l'esperienza di un'attività sessuale abusante almeno una volta nella loro vita.
Tutte queste attività sessuali abusanti, maggiormente hanno afflitto le ragazze, tranne quelle dipendenti dalla presenza di materiale pornografico. Le ragazze hanno riportato abusi con contatto fisico 6 volte più spesso dei ragazzi e abusi senza contatto 2 volte più spesso.

NUMERO DI EPISODI ABUSIVI SUBITI DALLA VITTIMA

Per quanto riguarda la frequenza degli abusi, l'episodio abusante costituisce un avvenimento unico per 97 ragazze (59,5%) e 29 ragazzi abusati (65,9%). Delle recidive sono state descritte più frequentemente negli abusi con contatto fisico che negli abusi senza contatto. Queste recidive sono importanti, 6 volte più per quasi il 10% di queste vittime.

L'esempio di Milano (2002)

Pedofilia, il 15% degli studenti denuncia abusi sessuali

Dai risultati di una ricerca, firmata dall'autorevole Istituto di Igiene e Medicina Preventiva dell'Universita' di Milano e dal Servizio Famiglia della Asl, il 15,4 per cento degli studenti milanesi che frequentano il quinto anno delle scuole superiori confessa di aver subito, almeno una volta, un episodio di abuso sessuale durante l'infanzia.
La ricerca è stata effettuata attraverso un questionario distribuito a 3 mila studenti, con età media 18,6 anni, di 46 istituti milanesi.
I risultati del sondaggio indicano inoltre che il 3 per cento del campione (soprattutto maschi) è stato costretto a visionare materiale pornografico, l'11,3 di essere stato toccato nelle parti intime, il 2,6 di essere stato costretto a toccare i genitali di un adulto, l'1,4 di aver dovuto masturbare un adulto e l'1,6 di aver subito una penetrazione da parte di un adulto prima dei 18 anni.


Alla luce quindi di quanto citato, qui a Vicenza e provincia abbiamo eseguito un monitoraggio con le seguenti modalità.

Modalità, metodologia, procedura del Monitoraggio di Sos Infanzia a Vicenza e Provincia 2004/2005

SOGGETTI INTERESSATI:

1.300 studenti già maggiorenni (quinta classe) degli istituti superiori di ogni genere: Istituti Professionali, Liceo scientifico e Classico, Istituti Tecnici ed Artistici.

PROFESSIONISTI E VOLONTARI COINVOLTI:

4 Psicologi (personale maschile e femminile professionisti esterni) 15 soci volontari delle associazioni. 1.900 ore di volontariato gratuito Esperti di informatica in elaborazione dati, database, restituzione dati in presentazioni multimediali e supporti elettronici, che hanno formato i soci volontari allo scopo specifico. 2 Avvocati esperti nelle tematiche specifiche che già collaborano con l'associazione.

Dei 42 istituti informati - circa 3.000 studenti -, hanno aderito 14 Istituti Superiori e sono stati coinvolti direttamente dall'azione informativa 1298 studenti. Di questi 1058 erano presenti ed hanno partecipato al secondo intervento, (avvenuto una settimana dopo il primo intervento informativo) sempre classe per classe, e cioè la compilazione del questionario. 180 studenti erano assenti al momento della compilazione del questionario e 60 studenti non hanno potuto compilare il questionario per indisponibilità di ore scolastiche.

COMPETENZE PROFESSIONALI OFFERTE:

Psicologi (uomo e donna) presenti alla compilazione dei questionari. L'avvocato ha seguito le fasi relative alla formazione dei soci per le informazioni da fornire ai Presidi e ai ragazzi per quanto concerne la privacy e le definizioni legali della raccolta dati. I volontari dell'associazione per la presentazione del progetto ai Presidi, agli insegnanti. Operatori dell'associazione si sono occupati di fornire agli studenti le testimonianze ricevute sulla violenza all'infanzia. Gli psicologi sono stati sempre presenti alla compilazione dei questionari, classe per classe. Distribuzione dei questionari e raccolta ad opera dei soci. Analisi dei dati ed elaborazione informatica in database con restituzione in slide, grafici e cd per divulgazione (che avverrà all'inizio del prossimo anno scolastico) ad opera dei soci volontari formati con apposito corso.

MODALITA' DI PRESENTAZIONE QUESTIONARIO:

E' stata inviata informativa a tutte le Istituzioni, Regione, U.l.s.s., Ordini degli Psicologi e dei Medici, Università di Padova, sia all'inizio del progetto che durante il decorso ed ottenuto i patrocini documentati nell'intestazione della presente. Il Centro Servizi per il Volontariato di Vicenza e Ipab di Vicenza hanno dato loro sostegno al progetto e l'ANP ha inviato propria adesione ritenendo molto positiva l'iniziativa ed offrendo la propria collaborazione . La titolarità del progetto è stata comunque di questa associazione. E' stata effettuata la presentazione ai Presidi di 42 Istituti Superiori di Vicenza e Provincia dell'iniziativa ad opera dell'associazione. Hanno aderito 14 Istituti Superiori di Vicenza e provincia.. Su autorizzazione dei Capi d'Istituto i volontari dell'associazione appositamente formati dagli psicologi/e hanno spiegato per circa 20 min, classe per classe ad un totale di 73 classi, l'iniziativa direttamente agli studenti circa una settimana prima della compilazione del questionario. Sono stati forniti cenni chiarificatori sul concetto di violenza sessuale, fisica e psicologica al fine di identificare chiaramente le diverse tipologie di abuso e di escludere qualsiasi fraintendimento in modo da ricavarne dati attendibili. Si sono consegnati dopo circa una settimana, sempre ad opera di nostri soci volontari, i questionari ai ragazzi e invitati a compilarli entro un'ora scolastica, alla presenza della/o psicologa/o che hanno spiegato professionalmente i concetti di violenza sui minori. Raccolta questionari ad opera dei volontari. Il tutto si è svolto per singola classe in un'ora scolastica concordata con l'Istituto. Il questionario è stato presentato come un'iniziativa facoltativa e qualsiasi studente poteva rifiutarsi di compilarlo senza motivare il suo diniego (nessuno studente si è rifiutato). Ogni studente era da solo nel proprio banco, separato dagli altri compagni e protetto da un divisorio mobile fornito dall'associazione. Nessun dato anagrafico o che possa in qualsiasi modo identificare lo studente è stato richiesto. I risultati finali saranno resi pubblici in forma globale e mai specificando settorialmente un singolo Istituto. L'obiettivo di questa indagine sono i dati sull'abuso, non sulla scuola, per la prevenzione ed in particolare,

OBIETTIVI 

  1. di favorire una presa di coscienza più ampia e più adeguata da parte dell'insieme della popolazione e dei professionisti implicati. 
  2. di motivare la realizzazione di programmi di prevenzione fornendo ai pianificatori dei servizi sociali e della salute pubblica dei dati che permettano di valutare i bisogni di presa in carico delle vittime, e costituire una base per la loro valutazione. 
  3. di sviluppare nuovi strumenti di investigazione, prevenzione e assistenza in vista di affinare le conoscenze sugli abusi sessuali nel bambino da parte delle forze di Polizia, della Magistratura e dei servizi socio-sanitari, educativi e del volontariato. 
  4. Essere pionieri di un progetto pilota a favore del contrasto e prevenzione degli abusi all'infanzia, da estendere ad altre realtà comunali, regionali e nazionali. 
  5. Mettere in atto convenzioni tra gli Enti pubblici e questa associazione per la prevenzione del disagio e dell'abuso.

Spiegazioni e dettaglio

ORGANIZZAZIONE DELL'INCHIESTA

Al fine di limitare gli errori sistematici dovuti al richiamo dei ricordi del passato, abbiamo progettato di interrogare direttamente solo la popolazione studentesca già maggiorenne, giovani ancora vicini per età ai fatti. Si è trattato di rivolgersi ad un gruppo di età capace di comprendere le questioni poste e di rispondervi adeguatamente, senza suscitare conseguenze nefaste al benessere di questi giovani. Uno studio presso ragazzi dai 18 ai 19 anni ha offerto parecchi vantaggi: 

  • - Questo periodo di vita, è propizio per affrontare una problematica di ordine sessuale che riunisce le preoccupazioni dei giovani.
  •  - Le questioni legate alla sessualità sono già state affrontate a scuola nell'ambito dell'educazione della salute e sessuale.
  •  - I partecipanti sono in grado di leggere, di comprendere e di rispondere ad un questionario scritto senza difficoltà
  •  - Sono anche in grado di dare o di rifiutare il loro consenso a un tale studio, tuttavia le condizioni, anche legali, sono favorevoli all'esercizio di questo diritto. 
  • - Rivolgendosi all'ultimo anno di istruzione superiore, si accede quasi al 80% dei "fanciulli" appena divenuti maggiorenni, (come sancito dalla Carta dell'Onu, fanciulli=minori di 18 anni) di questo gruppo di età, che costituisce una buona rappresentatività. 
  • - Fare un'inchiesta con il questionario nelle scuole superiori offre un quadro adatto a un tale studio anziché inviare un questionario a casa o un'inchiesta telefonica, che comportano il rischio di una mancanza di confidenza riguardo all'ambiente familiare che a volte comprende anche un soggetto abusante. 
  • - Per quanto riguarda il colloquio individuale, esso comporta il rischio di un carico emozionale troppo forte, in più di essere un metodo più "costoso" in tempo e personale. 
  • - A tutti, qualora richiesto, è stato offerto e garantito un supporto sia legale che psicologico, gratuito, privato e personale.

POPOLAZIONE STUDENTESCA

Si è trattato di un vasto campione del quarto e quinto anno di scuola superiore del comune e provincia di Vicenza, ma molto rappresentativo (1.300 studenti), includendo gli Istituti di ogni genere (Artistico, Classico, Scientifico, Linguistico, Tecnico, Commerciale, Alberghiero, Professionale).

PROCEDURA

Si è proceduto in quattro fasi. La prima, ha incluso il gruppo di ricerca per intero o in gran parte (volontari e professionisti) rivolgendosi alle Istituzioni, la seconda fase di informazione e preparazione ha coinvolto sia i soci volontari che i professionisti e come destinatari della formazione gli studenti. La terza fase ha riguardato il monitoraggio vero e proprio nelle classi mentre la quarta ed ultima fase completerà il progetto con la elaborazione e restituzione dei dati.

  1.  informative per la direzioni scolastiche, comunicazioni e relazioni alle Istituzioni Regionali, all'U.l.s.s. di Vicenza, ai vari Ordini citati e all'Università di Padova. Sono altresì stati programmati in questa prima fase i momenti di formazione ad opera delle psicologhe e dell'avvocato rivolti agli altri soggetti coinvolti nel progetto come i soci volontari. Realizzazione della stampa degli opuscoli informativi.
  2.  seduta di informazione e di preparazione all'inchiesta in ciascuna classe. Questa seduta interattiva tra i ricercatori e gli adolescenti ha comportato parecchi aspetti: 
  • sul piano etico: prevenire un potenziale choc emotivo dovuto al questionario fornendo delle informazioni. 
  • Fornire un opuscolo che riassume informazioni e luoghi di ascolto e di aiuto nel Comune di Vicenza, sia nel pubblico che nel privato sociale. Permettere di orientare verso i servizi competenti lasciando all'adolescente la scelta della soluzione che gli sembra migliore, adatta alla sua situazione personale.
  • Momento di osservazione e di scambi reciproci per confrontare il modo in cui gli uni e gli altri concepiscono la problematica (sia durante l'informativa che alla somministrazione del questionario).
  • Strutturazione di una relazione di confidenza soddisfacente, che è una delle condizioni indispensabili alla raccolta dei dati che conservano malgrado le garanzie di anonimato, il loro carattere intimo, personale e segreto, spesso disturbante e doloroso. Motivare gli adolescenti a essere partners di ricerca responsabili non può essere fatto senza accordare loro tutta l'attenzione necessaria e senza integrare la loro visione delle cose.
  • la compilazione del questionario avvenuta in ogni classe una o due settimane più tardi, senza previa informazione della data esatta agli allievi. Gli allievi erano seduti uno per banco e "protetti" da un divisorio di cartone appositamente creato e fornito dall'associazione. La somministrazione è stata preceduta dal richiamo degli obiettivi e dalle definizioni di violenza.
  •  tutti i dati scritti verranno inseriti in un database ed elaborati statisticamente con grafici e presentazioni multimediali per la loro divulgazione e pubblicazione, sia su supporto informatico (cd) che a mezzo stampa. Un evento pubblico darà giusta collocazione ai risultati statistici.

QUESTIONARIO

Il questionario è stato elaborato intorno a due criteri: 

  •  La definizione delle misure e i termini usati sono precisi e senza ambiguità. 
  • L'insieme del questionario è molto breve per poter essere riempito in meno di 45 minuti, incluso il tempo di distribuzione e ritiro. 

Il questionario è rigorosamente anonimo e composto da 20 domande, divise in 5 parti: 

  1. Dati demografici, sesso, composizione della famiglia e tipo di scolarizzazione dei genitori.
  2. Conoscenze e idee ricevute a proposito degli abusi sessuali.
  3. Informazioni sull'avvento di uno o più abusi sessuali nel corso della vita e sul tipo di abuso. Per questo, l'uso di una definizione basata su fatti. La domanda è posta nel modo seguente: "C'è un adulto o un bambino più grande che non vi ha rispettato ecc.ecc.". La nozione di mancanza di rispetto è stata aggiunta per evitare di considerare come abuso situazioni che non lo sono (per es. visita dal medico) e per differenziare tra atti nel corso dei quali una persona non è rispettata e la sua fiducia abusata. Nozioni queste che sono state spiegate sia nell'informativa che precedentemente alla compilazione del questionario.
  4. Hanno precisato, all'occorrenza, sulle circostanze di abuso, la sua durata, la sua persistenza, l'età della vittima e dell'abusante, il grado di coercizione, il sesso dell'abusante, la relazione tra vittima e abusante, la rivelazione dell'abuso da parte della vittima e le conseguenze che ha avuto.
  5. Informazioni sulla valutazione del questionario e dello studio da parte dei partecipanti.

ETICA

Per quanto riguarda le considerazioni etiche: - Una particolare attenzione è stata rivolta attentamente allo studio e alla sua preparazione al rispetto assoluto della confidenza e dell'anonimato. Questi sono stati garantiti grazie alla diverse precauzioni prese a livello dell'organizzazione dell'inchiesta e grazie alla responsabilizzazione degli stessi allievi (possibilità di rispondere o no, un allievo per banco durante la compilazione e isolato da un divisorio mobile. Durata massima: 45 minuti, due psicologi presenti: un uomo e una donna. Raccolta dei questionari in busta sigillata e deposti in un urna con riguardo alla riservatezza del singolo/a). - Infine, al momento della seduta di informazione nelle classi, un opuscolo è stato loro distribuito contenente informazioni sugli abusi sessuali e sui luoghi in cui gli studenti possono rivolgersi in caso di bisogno (associazioni, servizi sociali, enti pubblici e privati). - Su richiesta, è stata offerta la possibilità di un consiglio individuale su appuntamento e gratuito. - I questionari sono stati scrutinati alla presenza degli psicologi presso la sede di sos infanzia. - In rapporto all'argomento della ricerca e dato che la letteratura mostra che una grande percentuale di abusi sessuali avvengono nella famiglia, è stata fatta la scelta di rinunciare al consenso dei genitori, ma di ottenere, invece, il consenso direttamente dai ragazzi sottoposti all'indagine conoscitiva, già maggiorenni e quindi legalmente in grado di esprimere il loro consenso o diniego.

COLLABORAZIONE CON ALTRE STRUTTURE

Associazioni: Etica 2001 onlus (Castelfranco Veneto TV) Enti ed Istituzioni che hanno collaborato in fase di realizzazione: Ipab Vicenza, Istituti Scolastici Superiori, ANP. Il progetto è terminato il 30 giugno 2005.

 E' un'azione resa possibile grazie al contributo del Centro Servizi per il volontariato di Vicenza e IPAB di Vicenza.

 

MONITORAGGIO ABUSI SUI MINORI: CONCLUSIONI

Alla luce dei primi dati riassuntivi del monitoraggio eseguito da questa associazione, anche qui a Vicenza e provincia la realtà del fenomeno sommerso si attesta al 17% per quanto riguarda la violenza sessuale più un 14% di violenza fisica e psicologica, per un totale del 31% di violenze subite durante l'infanzia dichiarate dagli studenti monitorati. Tali percentuali significherebbero diverse centinaia di casi di abuso ogni anno a Vicenza e provincia. Altro dato preoccupante emerso sono i rarissimi casi in cui la violenza è stata denunciata alle Autorità, e solo in 3 casi si è denunciato alla Magistratura la violenza sessuale patita. Più del 50% dei casi non lo ha mai rilevato ad alcun adulto. Solo in 5 casi (su 181 violenze sessuali dichiarate) ci si è rivolti agli operatori sociali o scolastici. Le testimonianze scritte nel terzo foglio del questionario (domanda aperta e libera alla quale hanno risposto in più di 1.000 studenti) evidenziano sofferenze e richieste di aiuto rimaste quasi sempre disattese. Il 52,5% delle vittime di violenza sessuale (95 studenti) hanno svelato per la prima volta la violenza subita attraverso questo monitoraggio, non avendo mai confidato prima a nessuno tali violenze. A fronte quindi, nella nostra città, di una ventina di casi di violenza sessuale denunciati nel 2004, e di 9 dall'inizio dell'anno in corso, riteniamo assolutamente indispensabile trarre indicazioni utili da questa nostra esperienza di monitoraggio al fine di instaurare rapporti, convenzioni, protocolli di intesa e comunque fattive collaborazioni con le Istituzioni cittadine, per mettere in atto strategie di "prevenzione" e di contrasto all'abuso al disagio e al maltrattamento dei minori.

PROPOSTE OPERATIVE

I risultati di questo monitoraggio sono un'ulteriore tangibile dimostrazione che per quanto riguarda la violenza sui minori non esistono "isole felici". Le percentuali di violenza subita non hanno riportato sostanziali differenze ne tra i diversi tipi di Istituto (sia esso Istituto Tecnico- Commerciale o Liceo Classico Artistico o Isituto Professionale ecc.) ne tra il capoluogo di Provincia e la provincia stessa. Tutti gli studenti hanno ritenuto utile ed interessante il questionario e solo 1 su 1.300 lo ha definito inutile. Siamo ora in possesso di circa 1.000 testimonianze, anonime, scritte (la terza pagina con domanda aperta del questionario) che probabilmente saranno oggetto di una pubblicazione specifica. Si evidenzia emblematicamente che il disagio, l'abuso e il maltrattamento non vengono comunicati ai servizi preposti: i minori, o chi di loro si dovrebbe pre-occupare, non si rivolgono ai servizi o alle Autorità! La deduzione che si può verosimilmente considerare risulta essere che i servizi sociali territoriali, anche se competenti e preparati, non vengono congruamente utilizzati per queste problematiche. Le politiche sociali ed assistenziali in tal senso dovranno tenere conto in futuro di questi dati per studiare attività preventive che si adattino a queste specifiche necessità ed urgenze emerse: la necessità di strumenti e realtà di assistenza di "mediazione" come questa associazione di volontariato alla quale i ragazzi riconoscono confidenza e fiducia per richiedere consulenza ed assistenza che potrebbero quindi essere veicolate anche agli organi istituzionali preposti e comunque alle specifiche esigenze delle vittime di violenza. A nostro avviso si rendono urgenti innanzitutto interventi preventivi che coinvolgano direttamente ed attivamente il volontariato con convenzioni con gli enti pubblici. Se i ragazzi e/o le loro famiglie o adulti "tutelanti" non si rivolgono ai servizi sociali, ai consultori alle Procure, alla Polizia, ci dovremo occupare di fornire loro tutta l'informazione e la formazione necessaria per la prevenzione di questi drammatici problemi, partendo dalla scuola per l'infanzia fino alle scuole superiori con mirati interventi educativi e formativi direttamente. Solo in questo modo, creando riservatezza, fiducia, comunicazione empatica, si potranno creare le condizioni per l'emersione e la prevenzione del fenomeno degli abusi sui minori. Queste nostre metodologie operative hanno portato ad ottimi risultati in termini di efficacia di procedura e per tale motivo riteniamo sia prioritario attuare strategie preventive con simili modalità. Ad una capillare sensibilizzazione ed informazione ne conseguirà sicuramente pari utilizzo dei servizi preposti e relativa emersione del fenomeno attuando la tutela dei minori. A tal proposito queste nostre conclusioni sono state inviate ai responsabili dei piani di zona dell'Ulss, al Dirigente dell'ulss di Vicenza, al dirigente dei Servizi Sociali dell'Ulss di Vicenza, all'Ipab, Alla Procura della Repubblica di Vicenza, al Difensore Civico di Vicenza, all'Assessore ai Servizi Sociali del Veneto, On. Antonio De Poli, al Ministro per le Politiche Sociali dell'attuale Governo, On. Roberto Maroni, per conoscenza, al fine di informare che questa associazione si sta attivando per promuovere e sostenere, programmando e coordinando strategie preventive come descritte, una serie di eventi, incontri, dibattiti e interventi formativi in collaborazione con gli Enti e le Istituzioni locali, mirati alla prevenzione degli abusi sui minori.

 

Rassegna stampa monitoraggio

30 Giugno 2005: il monitoraggio, per quanto riguarda la fase di compilazione del questionario è stato completato. Si stanno ora elaborando i dati statistici che saranno resi noti a mezzo stampa ed eventi sia locali che nazionali che si stanno programmando. Saranno rese pubbliche le date degli eventi a breve.

 Si possono visualizzare solo i primi dati riassuntivi.

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