Il Tempo 22/12/2004

GLI ESPERTI 
«La terapia rende più aggressivi» 


UN CORO di «no». Psicologi, criminologi, associazioni anti-pedofilia e sacerdoti picchiano duro contro il disegno di legge Calderoli sulla castrazione chimica dei pedofili. 
«Perché? La castrazione - spiega Lino Rossi, psicologo e criminologo, docente di Psicologia giuridica all'Università di Modena e Reggio Emilia, che sta lavorando proprio alla definizione del profilo psicologico del pedofilo - è una questione non tanto chiara. Da una lato provoca un temporaneo abbassamento dei desideri sessuali, dall’altro rende il soggetto più aggressivo. I dati - continua Rossi - provengono da una ricerca condotta in California e Canada, dove viene praticata la castrazione chimica. Sul piano clinico va premesso un fatto: chi abusa esprime un disturbo psicologico e non patologico, la pedofilia non è una malattia». 
Contraria al disegno di legge anche la psicologa del Moige (Movimento italiano genitori - su Internet www.prevenzionepedofilia.it, o al numero verde 800933377) Loredana Petrone. «La castrazione chimica - afferma - consiste nella somministrazione di ormoni ma non modifica l’assetto di personalità del pedofilo, perciò è inutile. Un’alternativa? L’utilizzo di un trattamento psicoterapico durante il periodo di detenzione». 
Dice no pure Roberta Cecchetti, responsabile del progetto "Stop-it", costola dell’associazione Save the children, nato due anni fa contro la pedo-pornografia on-line. «L’abuso - spiega Cecchetti - non è solo fisico ma anche mentale. La legge quindi non apporta alcun contributo. Il nostro progetto mira a intercettare il materiale porno che gira su Internet: dietro ogni immagine c’è un abuso, che va scoperto. In alcuni Stati europei non è reato ritrarre un minore di 16 anni con il proprio partner. In Italia sì, fino ai 18 anni. Le leggi europee a tutela dei minori andrebbero armonizzate. Ecco - conclude Cecchetti - il ministro Calderoli potrebbe impegnarsi a risolvere questo aspetto del problema». 
Nell’ultimo semestre Stop.It ha ricevuto 5 mila segnalazioni di materiale pornografico in Rete (il 33% considerato potenzialmente frutto di abusi su minori e girato alla polizia postale). 
Ma la pedofilia è un inferno molto più profondo e terribile. Ecco i dati 2004. In Italia si prostituiscono 1.500 minori (fonte il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza presso l'istituto degli Innocenti) in appartamenti, nightclub e palestre. E ancora: 4.387 abusi su bambini e adolescenti emersi dalla chiamate ricevute dal Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro. L'area geografica più violenta sembra il Nord (41% dei casi), seguita da Sud, Centro e infine Isole. La regione, la Lombardia (18,2%), seguita dal Lazio (13,5%) e dalla Campania (12,8%). 
«La castrazione chimica dei pedofili - rincara la dose don Forunato Di Noto, precursore della battaglia anti-pedofili e presidente dell’associazione Meter (su Internet www.associazionemeter.it oppure al numero verde 800455270) - non un rimedio ma un’assurdità. La pedofilia è un problema molto serio che non va risolto a valle (con la pena) ma a monte. I bambini vanno amati e non abbandonati. I pedofili si insinuano negli spazi vuoti che evidentemente esistono nella vita di un bimbo. È questo l’unica e la più importante mancanza che va colmata». 
Fab. Dic. 


In altri Stati è una cura volontaria 


LA CASTRAZIONE chimica è già legge in diversi Stati europei (Francia, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia) e d’Oltreoceano (California e Canada). In Danimarca i delinquenti sessuali possono scegliere fra lo scontare la condanna in carcere fino alla fine o accettare di seguire un trattamento medico, beneficiando cosi' di una liberazione anticipata. Dal 1989 sono stati trattati 25 casi con esito positivo: per nessuno di essi si è registrata una recidiva. Altre esperienze di castrazione chimica, sempre su base volontaria, sono state avviate in Germania e in Svezia. 
Francia, 9 novembre 2004. Parigi ha deciso di sperimentare dal 2005 la castrazione chimica su 48 pazienti ex detenuti (tutti condannati per questo tipo di crimini, recidivi), che si sottoporranno come volontari. Verranno somministrati farmaci che contengono due sostanze - l'acetato di ciproterone e la leuprorelina - che hanno la proprietà di neutralizzare e di impedire la secrezione del testosterone, l'ormone che agisce sul desiderio sessuale e la capacità fisica dell'erezione. 
Norvegia, 7 giugno. Quattro prigionieri condannati per reati sessuali hanno accettato di sottoporsi a un trattamento di castrazione chimica. 
In Australia nel giugno scorso i conservatori hanno proposto il ricorso alla castrazione chimica per combattere la pedofilia. 

mercoledì 22 dicembre 2004