BAMBINI E MANIFESTAZIONI PUBBLICHE

 

Sono passati pochi giorni dalla maxi-manifestazione “anti-Moratti” di Roma, che ha visto schierati fianco a fianco genitori e figli, insegnanti ed alunni. E il Governo annuncia il suo “no” alla presenza dei bambini nelle manifestazioni politiche. E' il senso della proposta di legge presentata dalla presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia, Maria Burani Procaccini. Una iniziativa finalizzata «ad evitare nuove strumentalizzazioni dei minori nel corso di manifestazioni politiche, come è avvenuto nella recente manifestazione contro la riforma della scuola del ministro Letizia Moratti». La proposta di legge, nel suo unico articolo, prevede il divieto alle riunioni in luogo pubblico, «della partecipazione non occasionale di minori degli anni undici».

Tanti e discordanti i pareri nel merito: Daniele Novara (pedagogista, consulente e formatore, direttore del Centro Psicopedagogico per la Pace e la Gestione dei Conflitti di Piacenza, autore e curatore di numerose pubblicazioni dedicate all'educazione dei bambini)”Un'assurdita. E' come se lo Stato si arrogasse il diritto di dire ai genitori se debbono dare ai figli la frutta piuttosto che non la verdura o imporgli per legge di raccontargli una favola ogni sera prima che si addormentino”.  Il dottor Giuliano Limonta, (responsabile del Servizio di neuropsichiatria infantile dell'Ausl di Piacenza)  dichiara che non è assolutamente traumatizzante per i bambini la manifestazione di piazza, asserendo “d'altro canto i bambini partecipano da sempre, e con gioia, alle fiere e sagre popolari, ovviamente con la mediazione dei genitori o degli educatori. E' evidente che queste manifestazioni debbono avere caratteristiche di allegria e giocosità.”

Il nostro Presidente del Consiglio Comunale, Sante Sarracco, è intervenuto (ndr Leggi)  sulle pagine de “Il Giornale di Vicenza”, affermando che sia stato "sporco molto sporco politicizzare l’immagine di bambini con la loro presenza in manifestazioni, di sapore politico-sindacale.”

Siamo in piena sintonia quando dice “non toccate i bambini” e sappiamo benissimo cosa significa, in tutti i sensi.

Noi crediamo fermamente che fin dalla nascita, ogni persona sia, appunto, una persona, soggetto di diritti e che in quanto tali vadano sempre rispettati e tutelati da chi ne ha il dovere. C'è però una contraddizione. Il Ministro Moratti difende a spada tratta il privilegio educativo delle famiglie. E siamo assolutamente d’accordo. Sono cioè le famiglie ad avere l'onere e il diritto di scegliere quale educazione impartire ai figli. Su questo principio insiste molto, al punto di portare un attacco allo stesso valore universale della scuola pubblica. Che dire allora di genitori che svolgono come meglio sanno, o credono di sapere, la funzione educativa e portano i figli alla manifestazione, in allegria, assieme ai docenti? Si deve togliere loro la patria potestà?

Noi pensiamo che sostanzialmente ci sia un preconcetto ideologico nell’interpretare comunque, e sempre più spesso, qualsiasi messaggio educativo in chiave legislativa e repressiva. Siamo al punto che qualsiasi regola di buona educazione, del vivere civile, debba essere regolamentata per legge per poi, piano piano, finire inesorabilmente dimenticata e infranta. Riteniamo che forse basterebbe semplicemente rispolverare il buon vecchio codice civile laddove cita l’esempio del “buon padre di famiglia”. Il criterio di analisi in questo caso verrebbe illuminato all’insegna del buon senso, della ragionevolezza. E’ probabilmente la capacità genitoriale, la funzione educativa dei genitori, che dovrebbe essere rivista anche nel suo aspetto culturale e formativo. Genitore non si nasce, e forse è anche giunto il momento di aiutare gli adulti a diventarlo. Non certo imponendolo per legge, ma occupandosi di riaffermare i valori universalmente riconosciuti, di una nuova attenzione all’infanzia. E’ una questione principalmente culturale, prima d’essere legislativa, che si preoccupi solo ed esclusivamente degli interessi dei bambini, dei minori e non di strumentalizzazioni adulte, siano esse politiche o sociali.

 

ASSOCIAZIONE S.O.S. INFANZIA O.N.L.U.S. VICENZA

 

Il Presidente 

Graziano Guerra

 

pubblicata nel Gazzettino il 12/02/2004