Nel messaggio per questa Quaresima, il Papa segnala "anche l'egoismo di quanti non "accolgono" i bambini: ci sono minori feriti profondamente dalla violenza degli adulti: abusi sessuali, avviamento alla prostituzione, coinvolgimento nello spaccio e nell'uso della droga; bambini obbligati a lavorare o arruolati per combattere; innocenti segnati per sempre dalla disgregazione familiare; piccoli travolti dal turpe traffico di organi e di persone".
L'impegno che Giovanni Paolo II chiede ai credenti è quello di dedicare, in occasione della quaresima, "maggiore cura ai bambini", anche a partire dal "proprio ambiente familiare e sociale: essi sono il futuro dell'umanità".
Quanta verità in queste parole, e quanto sono rimaste disattese finora queste aspettative!
A partire proprio dall'ambiente familiare e sociale. Famiglie i cui genitori talvolta svolgono il loro ruolo con delirio di onnipotenza, con la convinzione che la loro figura genitoriale sia talmente assoluta ed intoccabile da consentire loro di abusare, violentare, e a volte, uccidere i propri figli piuttosto che vivere, senza la loro presenza. Si sta instaurando un'indifferenza disarmante nei confronti dei valori che stanno alla base dei vincoli familiari. Come se il riconoscimento del ruolo e del valore di "genitore" fosse incentrato su un riconoscimento biologico o giuridico anziché sui valori che in esso debbono essere realizzati. A partire dal concetto, non inteso da molti, che un figlio necessita della figura paterna migliore per lui e non del padre riconosciuto in quanto tale anagraficamente. Succede, ad esempio nei casi di pedofilia, che proprio il padre anagrafico sia la peggiore figura paterna per un figlio. I bambini sono oggi oggetto delle più abbiette perversioni umane, anche nella nostra civilissima Italia, Vicenza compresa. L'insensibilità di alcuni adulti permette ancora che violenze inaudite avvengano nel silenzio omertoso anche di famiglie cosiddette perbene. E' cronaca recente, ormai quotidiana purtroppo, l'arresto di persone appartenenti a qualsiasi ceto sociale, stimati professionisti, religiosi, padri di famiglia. Gli abusi sessuali che avvengono tra le mura domestiche, in ambienti familiari e socio-educativi, o che si compiono in filmati ed immagini visionate ed acquistate nel web, debbono necessariamente responsabilizzare e chiamare in causa tutta la comunità adulta, non solo gli autori del reato. Anzi, forse in pari misura, se non addirittura maggiore, è responsabile chi sapeva e poteva fare qualcosa perché ciò non avvenisse! "Qui tacet consentire videtur si loqui debuisset ahc potuisset". Pensiamo a quei familiari che nascondono la testa sotto la sabbia per non accorgersi, colpevolmente, di quanto sta accadendo nelle loro famiglie, alla loro piccola innocente prole. Il loro silenzio equivale ad un esplicito e deprecabile assenso. I parenti delle vittime sono i primi responsabili del perpetuarsi delle violenze. Per ciò che accade con il commercio della pedopornografia i responsabili dei mezzi informatici in cui queste immagini sono contenute sono stati troppe volte "disattenti", e tutte quelle componenti economiche- finanziarie, formate e rappresentate sempre da persone adulte, che da questo commercio ne tranno profitto non possono dichiarasi innocenti. Il problema degli abusi sessuali all'infanzia è stato un tabù culturale fino a poco tempo fa ed ora piano piano si tentano contromisure che tuttavia risultano spesso inefficaci ed inadeguate. Le stesse politiche sociali sono penalizzate da bilanci sempre più esigui e le risorse destinate anche per programmazioni future sono state drasticamente ridotte fino al 60%. Ci sono alcuni Comuni che tentano orgogliosamente di darsi da fare e questo accade quasi sempre in piccole realtà territoriali, quasi fosse un'esclusiva di pochi e dei più piccoli la sensibilità politica verso tali problematiche. Ad esempio proprio in questi giorni una nostra socia è stata incaricata ufficialmente, con delega scritta, dal proprio Comune di Poggiomarino (NA) , di collaborare per le problematiche relative all'infanzia. L'incarico è del tutto volontario e gratuito. Avrà poteri di rappresentanza e potrà formulare proposte ed indirizzi operativi rapportandosi direttamente con il Sindaco e l'Assessore delegato. Questo è un grande successo per noi, perchè tale incarico verrà ricoperto da una persona che, oltre a propria sensibilità e cultura nella materia specifica, si è formata negli ultimi quattro anni anche con l'apporto delle attività di questa associazione. Anche in questo modo si avrà l'opportunità di mettere a frutto le esperienze, le testimonianze, le competenze che a questa associazione sono riconosciute da più parti ed ora anche da questo Comune vesuviano. Dobbiamo sforzarci di capire che l'abuso sessuale sui minori è coperto da una serie di complesse dinamiche, e le "Verità" che in esse si celano sono, a volte, conosciute e svelate solo dalle stesse vittime. Per una seria e competente conoscenza sono necessarie le collaborazioni con chi la "Verità" l'ha scritta sulla propria pelle. Sì, perché la conoscenza di questo problema, alla fine, è possibile anche e non a prescindere da questa condizione. Il dramma che non si vive in prima persona prima o poi diventa un racconto o uno studio accademico. Un racconto, uno studio, dove la violenza non ha segnato la nostra anima, il senso di colpa non ha violato la nostra psiche, e l'indifferenza non ci ha abbandonato ad incolpevoli sofferenze spesso soffocate da adulti insensibili . Constatare che questa associazione riceve attestazioni di stima e richieste di consulenze e collaborazioni da Comuni anche molto lontani da quello della propria sede, Vicenza, ci lusinga, ma non basta. Noi ce la mettiamo tutta, ma il problema è talmente vasto e complesso che c'è bisogno dell'apporto di tutti, di risorse umane, di fondi per il sostentamento e finanziamento delle attività statutarie, di collaborazioni fattive con le Istituzioni, troppe volte rimaste in silenzio. Crediamo che nessuno in questa materia si possa definire talmente esperto da non considerare l'apporto di associazioni che hanno acquisito professionalità nel merito e si stanno formando quotidianamente, con attività ed eventi specifici, a stretto contatto con chi il problema lo ha vissuto o lo sta vivendo, nel tentativo di riaffermare i valori etici universalmente riconosciuti, primo fra tutti l'inviolabilità e la tutela dei diritti dei Bambini. Facciamoci parte, tutti, anche dell'esortazione del Santo Padre, valicando tutte le carte dei diritti, perché non rimangano solo "carta" ma sanciscano diritti e tutele che concretamente si realizzano in progetti e collaborazioni a sostegno di iniziative sempre più competenti e professionali a favore dell'infanzia violata.

ASSOCIAZIONE S.O.S. INFANZIA O.N.L.U.S. VICENZA Il Presidente Graziano Guerra

Inviata ai quotidiani

01/02/2004


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