Nasco negli anni 60 in una famiglia rurale primogenita di 4 fratelli in un piccolo paese dell'alto vicentino. Il mio dramma inizia all'asilo: sono vittima di una suora pedofila. Avevo circa tre anni. Il mio è un percorso di solitudine, di profondo abbandono morale da parte della mia famiglia incapace di raccogliere un qualsiasi segnale di disagio. Nel novembre del 2002 finalmente riesco ad affrontare il portone della casa madre di questa religiosa per poter parlare direttamente con lei che allora dirigeva le sorti delle varie consorelle e proprio in quel periodo anche il mio asilo. Racconto gli abusi subìti alla madre superiora, che conferma di essere già a conoscenza dei fatti; sapeva che nell'asilo alcuni bambini erano stati vittime di questa suora e per questo la religiosa venne a quel tempo allontanata…. in un altro asilo. Non si era accorta che tra le vittime c'ero anch'io. E' impossibile comunque poter rivedere questa suora pedofila; mi dicono sia incapace ora di intendere e volere, e vive "protetta" nella casa di riposo per vecchie suore. Beata lei, dico io! Cosa mi resta? Sempre il vuoto intorno. Il convivere con sentimenti di rabbia, odio, sete di vendetta. Un faticoso vivere. Ciò che mi resta è un biglietto che tengo prezioso. E' un biglietto di auguri di Natale datato 13/12/2002. Mi assicurano che pregheranno per me, che sperano che il Buon Dio che mi ama molto mi aiuti a rimarginare totalmente le mie profonde ferite. Mi domando da tempo però dove sia il buon Dio, un Dio distratto. Probabilmente durante la mia infanzia tutti guardavano da un'altra parte.

Anna.