Comunicato stampa foglio di stile Nuova pagina 2

COMUNICATO STAMPA

In merito alla notizia apparsa oggi nei quotidiani dalla quale si apprende che la Dott.ssa Aurelia Passaseo, presidente del CIATDM che dal 1998 ha denunciato più di 4.000 siti pedofili, risulta indagata per detenzione di materiale pedopornografici, desideriamo comunicare quanto segue: a nostro avviso, risulta lampante che la legislazione vigente in materia offra il fianco a interpretazioni e abbagli clamorosi. In questa trappola potremmo caderci tutti noi operatori del volontariato che ci occupiamo di tutela dei minori nel web. Lo stesso Ministero delle Comunicazioni , per rispettare la normativa vigente, raccomanda , in una guida online le seguenti procedure: 

Le O.N.G. che attraverso hot-line raccolgono le segnalazioni su siti pedopornografici localizzati casualmente da cittadini che per motivi diversi non ritengono di effettuare tali segnalazioni direttamente alle forze di polizia specializzate, per rispettare la norma vigente, dovrebbero "girare" le URL provenienti da tali segnalazioni in automatico (forward), senza verificare in nessun modo il contenuto del sito e senza scaricare il materiale in esso contenuto. 

Tuttavia, chi si occupa di collaborare con la Polizia Postale per le segnalazioni , come questa associazione, tra le specifiche attività associative che per statuto sono regolamentate, svolge anche l'informazione e la formazione "culturale, giuridico e tecnico informatica per lo sviluppo di strategie atte a contrastare il fenomeno della pedofilia in Internet". Come non comprendere in tale attività lo specifico aggiornamento, quanto mai necessario quando si parla di internet, costante ma sopratutto tangibile visitando i siti segnalati dagli utenti? Come non valutare positivamente e tutelare l'attività di screenning delle associazioni che in questo modo possono inviare alla Polizia Postale le segnalazioni che effettivamente corrispondono ai criteri di "contenuto pedofilo" e non anche generici link di "sola" pornografia che rischiano di "intasare" di un inutile lavoro gli operatori di Polizia? Ora mi chiedo: ma queste attività, di controllo e visione da parte delle associazioni che si occupano, da anni, di questa specifica tematica non potrebbero rientrare nelle attività specifiche di queste associazioni senza per questo essere considerati soggetti penalmente perseguibili? La normativa vigente , però, non lascia spazio a interpretazioni: "Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste nell'art. 600 ter, consapevolmente si procura o dispone di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa non inferiore a euro 1549.". Tale nostra peplessità, era stata esposta ancora nel 2003 con una lettera pubblica, alla quale non era giunta alcuna delucidazione http://www.sosinfanzia.org/2003/testi2003/rischi_navigazione_webminori.asp 

Risulta evidente che essere passati per pedofili, sia essa la Passasseo o chiunque altro che gratuitamente e volontariamente si adopera per contrastare il fenomeno della pedofilia via web, è alquanto paradossale. Non si può non riconoscere il merito alle numerose associazioni che , in tema di segnalazioni di siti pedopornografici hanno virtuosamente e fruttuosamente collaborato negli anni con la polizia postale nella identificazione dei siti sospetti e hanno tratto da questa esperienza notizie e informazioni che hanno quindi restituito alla società anche in forma di senibilizzazione culturale a favore dell'infanzia. L'opera di queste associazioni rappresenta un valore di civiltà e un fattore di crescita culturale irrinunciabile; ed il rapporto di collaborazione con le istituzioni è un valore aggiunto da difendere e nel caso incoraggiare e regolamentare , non certo da incriminare! Interpretare in maniera perversa una norma (art 603 quater) del codice penale che, per una evidente lacuna, non tiene conto della preziosa attività delle associazioni e quindi mettere sullo stesso piano la scoperta di un sito pedopornografico e la conseguente ed eventuale temporanea detenzione delle immagini ai soli fini di effettuare una segnalazione da parte di una associazione che notoriamente da anni si batte a favore dei bambini, con la detenzione di materiale pedopornografico per fini invece di perversa libidine pare assolutamente grottesco e paradossale. Le conseguenze di questa improbabile incriminazione portano ad una caduta di fiducia e di collaborazione fra le associazioni e le istituzioni e coloro che ne traggono un chiaro vantaggio, da questa forzata battuta d'arresto e divisione di intenti e sforzi, sono esclusivamente i criminali che nutrono la loro perversione con le foto di bambini sfruttati e violentati. Sono questi ultimi invece a soffrirne un danno nel vedere limitata e addirittura incriminata l'opera delle associazioni che, appunto, per statuto, hanno proprio il compito di difenderli, anche attraverso la scoperta e la denuncia dei siti. Ci sentiamo indignati di ritrovare tra le cronache dei quotidiani notizie che gettano anche un solo sospetto di assimilazione con attività illegali e offensive della dignità dell'infanzia nei confronti di persone che si spendono quotidianamente proprio per contrastare quello per cui ora si trovano invece indagati di favorire. Crediamo si debbano studiare e concepire proposte legislative in materia, mirate a "proteggere" e incentivare chi collabora con la giustizia e le forze dell'ordine e non certo a indagarli come presunti pedofili! Altrimenti le collaborazioni tra le forze dell'ordine e la magistratura con le associazioni presenti nel territorio nazionale che si occupano di queste problematiche rischiano di subire un clamoroso e controproducente arresto. Favorendo in questo modo, non il contrasto alla pedofilia nel web bensi, paradossalmente il suo pericoloso proliferare. Attenzione: rischiamo di prestarci al perfido gioco dei pedofili, che queste associazioni conoscono, purtroppo, molto bene.

Cordiali Saluti. 

ASSOCIAZIONE S.O.S. INFANZIA ONLUS VICENZA

Vicenza 23 Marzo 2005 

Il presidente

Graziano Guerra

Inviato a:

Comitato Internet e Minori presso il Ministero delle Comunicazioni 
Polizia Postale del Veneto 
Procura della Repubblica di Vicenza a.c.a. Sot. Proc. Dott. Giorgio Falcone 
C.I.A.T.D.M. 
ANSA 
Il Gazzettino 
Il Giornale di Vicenza 
Il Corriere del Veneto 
La Repubblica Il Corriere della sera