Giornata del minore rapito

Ogni anno, in Italia, le forze dell’ordine avviano circa tremila ricerche di minori scomparsi, e - in genere - l’80 per cento dei casi si risolve entro l’anno. Il fenomeno più preoccupante riguarda i minori di dieci anni che vengono sottratti da uno dei genitori: nel 2004 erano 167; nei primi quattro mesi del 2005 già 67. Il problema dei minori "rapiti" (o sottratti) è purtroppo in continuo aumento da parte di uno dei genitori, creando in tal modo gravi squilibri psicofisici e drammi di notevole entità. Si calcola che solo in Italia avvengono, verso l'estero, circa 1000 rapimenti (o sottrazioni) all'anno di minori. Anche Vicenza è purtroppo interessata da questo drammatico problema. Secondo gli ultimi dati del Parlamento Europeo sarebbero oltre 6000 in tutta Europa. Allo stato attuale, pur essendoci convenzioni internazionali, leggi e accordi di vario genere, gran parte di questi drammatici fatti rimangono insoluti. Il fenomeno in Italia coinvolge in particolare i figli di genitori separati di diverse nazionalità e in questi casi il "rapimento-sottrazione" diventa un battaglia diplomatica tra "cavilli legali" e burocrazia. Per sollecitare l’attenzione su questo fenomeno, il Comitato ecumenico per le comunicazioni sociali ha organizzato per oggi la nona edizione della Giornata internazionale del minore rapito. Numericamente i bambini vittime di rapimento, prevaricazioni, abusi, violenze sono costantemente in aumento, come dimostra anche il recente nostro monitoraggio svolto nelle scuole a Vicenza sulle violenze subite dai nostri ragazzi. I dati confermano dunque che il bambino continua ad essere un oggetto manipolato, tradito e violato da parte di molti adulti. Questa associazione, impegnata per la tutela dei diritti del bambino, intende far riflettere l'opinione pubblica sulle devastanti conseguenze di una cultura adultocentrica che in nome di propri interessi disconosce sistematicamente i diritti del soggetto-bambino. Questi adulti, che considerano i figli come proprietà da usare a proprio piacimento, sono da considerarsi dei veri  e propri criminali. Anche l'Appello di Losanna lanciato nel 1997, finalizzato a considerare i crimini contro l'infanzia come crimini contro l'umanità è stato trasfuso in 2 mozioni approvate dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica, nonché parzialmente integrato nella definizione di riduzione in schiavitù quale crimine contro l'umanità all'interno dell'art.7 comma 2 (c) dello Statuto della International Criminal Court. E' necessario però che il contenuto dell'Appello venga concretamente trasfuso nell'impegno di tutta la collettività, perchè non è solo l'autore del reato l'unico responsabile ma anche chi lo aiuta, lo sostiene, direttamente o indirettamente a compiere, nascondere e perpetuare tali crimini. Ogni adulto è chiamato a mettersi in discussione e ad assumere un impegno in prima persona, innanzitutto sul piano mentale e soggettivo, per contrastare le diverse cause della sofferenza dei bambini, per evitare di essere egli stesso, in qualche misura, parte attiva nei crimini contro i bambini. Ci auguriamo giunga comprensibile il messaggio che non è il genitore che ha il diritto ad avere un figlio, ma ogni minore ha diritto ad avere il miglior genitore possibile per lui. E quando si rende necessaria una scelta, si deve sempre scegliere l’interesse superiore del bambino, non dell’adulto.

 

ASSOCIAZIONE S.O.S. INFANZIA ONLUS VICENZA
www.sosinfanzia.org

Il presidente Graziano Guerra

25/08/2005