Rai News 22/01/2004

Uno screening su genitori, insegnanti e minori

Navigatori in erba

Internet, pedopornografia e percezione dei rischi. I risultati dell'indagine nel quarto Rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza pubblicato da Telefono Azzurro


Il 50,9% dei bambini italiani non si collega mai a internet, il 43,7% lo fa solo qualche volta. Ma se tra i bambini appena il 3,9% usa internet ogni giorno, basta aspettare qualche anno per avere grandi sorprese: oltre il 70% degli adolescenti è un navigatore abituale. I dati sono di Telefono Azzurro, raccolti dal centro studi dell’organizzazione e pubblicati nel quarto Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza. 
La ricerca ha visto la distribuzione di questionari nelle scuole ai minori compresi nell’età a maggior rischio di molestie e adescamento (8-13 anni) e lo svolgimento di colloqui e interviste semi-strutturate a gruppi di insegnanti e genitori. Il questionario, è stato somministrato nei primi mesi del 2004 a un campione di 5.000 minori che utilizzano Internet in maniera assidua appartenenti a vari ceti sociali. 
I primi risultati della ricerca CIRP (Child Internet Risk Perception), proposta dall’associazione ICAA (International Crime Analysis Association) e patrocinato dal Ministero delle Comunicazioni, dall’Unicef, dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e dal Consiglio Regionale del Lazio, sui rischi connessi all’utilizzo di Internet da parte dei minori lanciano comunque un allarme. Nel campione analizzato la percentuale di utenti della rete è abbastanza elevata (77%). 
L’indagine ha preso in considerazione solo i minori che hanno descritto un utilizzo frequente della rete, escludendo quindi coloro che l’hanno solo provata o che ne fanno un uso estremamente raro (23%). Le finalità di studio (79%) e di divertimento (74%) della navigazione sui siti costituiscono la fruizione primaria, mentre le opportunità di comunicazione offerte dalla rete attraverso chat ed e-mail rappresentano una finalità di impiego meno “gettonata” dai minori intervistati (13%). 
La navigazione su siti web costituisce ovviamente il tipo di servizio offerto da Internet più utilizzato dai giovani utenti (94%). Secondo i minori intervistati la percentuale dei genitori che svolge sistematicamente un monitoraggio della loro navigazione su Internet, accompagnandoli in prima persona, risulta abbastanza contenuta (26%), mentre per la maggior parte del campione il controllo è saltuario (47%) o addirittura assente (27%). Capitare occasionalmente su un sito pornografico, rappresenta un’esperienza vissuta da circa il 52% del campione di minori intervistati, anche per la presenza elevata di tali contenuti sul Web e la loro disponibilità anche all’interno di portali commerciali non dedicati e su banner pubblicitari di tipo “intrusivo”. E sebbene la percentuale di minori che utilizza le chat sia minima essa rappresenta comunque uno scenario di rischio. 
Le ragioni riportate dai minori che hanno incontrato dei presunti pedofili in chat e che non hanno informato di ciò i genitori sono in larga parte attribuibili alla scarsa “confidenza” con loro e all’imbarazzo nel trattare determinate tematiche. Il 33,5% degli intervistati non ritiene, infatti, i propri genitori “in grado di capire”, mentre il 16,6% dei minori afferma di provare vergogna. Anche la curiosità verso la nuova esperienza (16,6%) costituisce motivo di omertà. 
La ricerca indaga anche sulla reale conoscenza dei rischi legati alla navigazione su Internet da parte del corpo docente. La grande maggioranza degli insegnanti intervistati (92%) dichiara di conoscere i potenziali rischi della navigazione su Internet per i minori, mostrando attenzione verso il problema. Solo una minima parte di educatori (8%), che coincide con quelli che non utilizzano personalmente la rete, non si dichiara sufficientemente preparata in materia. Molti degli insegnanti intervistati hanno dichiarato di aver dato agli studenti informazioni sulla tematica della pedofilia (80%). Permane, però, una ridotta percentuale del campione che non ha intrapreso azioni formative in tale direzione (20%). 
Anche se la maggior parte dei genitori intervistati conosce per grandi linee il funzionamento di Internet (90%), persiste una discreta percentuale di soggetti (32%) che afferma di non aver mai navigato in rete, evidenziando ancora un certo gap generazionale rispetto all’alfabetizzazione informatica. Tale situazione di fatto limita notevolmente la possibilità, da parte dei genitori, di un’efficace attività di monitoraggio sulle modalità con cui i loro figli utilizzano Internet. L’azione di controllo della navigazione dei figli minori risulta purtroppo pressoché assente nel 58% dei casi. Il 18% del campione afferma che tale attività è occasionale, mentre solo il 24% del campione effettua un controllo costante. Nel campione di genitori intervistati, una discreta percentuale (66%) ha comunque fornito ai propri figli delle informazioni sui rischi della navigazione sulla rete mentre il rimanente 34% non ha avuto capacità o occasione di farlo. Il luogo preferito di collocazione del computer connesso a Internet, del resto, rimane nel 36% dei casi la stanza del minore e ciò costituisce un notevole ostacolo al controllo, ma anche lo studio del genitore (38%), specie in sua assenza, può non essere la soluzione ottimale.