Infibulazione, tre milioni le vittime foglio di stile

Il Giornale di Vicenza 25/11/2005

MUTILAZIONI SESSUALI. L’Organizzazione: pratica da eliminare nel giro di una generazione


Infibulazione, tre milioni le vittime


L’Unicef: è un dramma che si sta diffondendo anche in Occidente


Il Cairo. Tre milioni di donne ogni anno nell’Africa sub-sahariana e nel Medio oriente subiscono la mutilazione genitale, ma con un forte impegno e i mezzi adeguati è possibile eliminare l’antica pratica in una sola generazione.
Uno studio del Centro di ricerche Innocenti dell’Unicef, compiuto grazie al sostegno dei governi italiano e giapponese e presentato al Cairo, indica che la mutilazione genitale femminile non solo è un dramma ancora estesissimo nei Paesi «d’origine» ma che, con l’emigrazione, si sta diffondendo nei Paesi occidentali diventando un «problema globale».
Ma se i governi, i media e i dirigenti nelle comunità locali si impegnano e sostengono la campagna per sconfiggerla, la pratica che crea gravi menomazioni fisiche e psicologiche e può anche essere mortale, può essere eliminata nel giro di una generazione. Il momento è favorevole: «Mai come oggi la comunità internazionale ha una comprensione così profonda sui perchè del permanere della infibulazione».
«Per porre termine alla mutilazione genitale su larga scala e nei diversi Paesi le comunità devono essere sostenute da politiche e leggi... e hanno bisogno dell’appoggio dei leader religiosi», afferma l’Unicef.
«Credo fermamente che le cose possano cambiare... le tradizioni non possono essere rispettate acriticamente», ha detto l’europarlamentare italiana Emma Bonino nel suo intervento alla presentazione del rapporto nella capitale egiziana. «Ma se c’è una violazione dei diritti umani, le tradizioni devono essere abbandonate», ha aggiunto, difendendo l’intervento esterno, occidentale. Sui diritti umani, valore universale, il «sostegno internazionale non deve essere mai sentito come fonte d’imbarazzo».
La questione, aggiunge il rapporto dell’Unicef, deve essere affrontata tenendo ben presenti le dinamiche sociali dietro la tradizione, solo così sarà possibile sradicare la pratica. Ci sono fra i 100 e i 140 milioni di donne al mondo che sono state obbligate alla mutilazione. L’età si sta abbassando, perfino neonate o bambine di meno di un anno sono vittime della pratica in Egitto, e questo per sfuggire alla legge.