violenza sui minori in veneto foglio di stile

Il Gazzettino

TREVISO 
Veneto al terzo posto in Italia per reati sui minori
 
 
Treviso
Nel primo semestre di quest'anno in Italia ogni giorno più di due minorenni hanno subìto atti di pedofilia e maltrattamenti: le vittime in ambito nazionale sono infatti 471. Il Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero degli Interni mostra per il Nordest una situazione che non può certoi dirsi delle più felici. Il Veneto detiene un primato poco invidiabile, nella graduatoria dei reati compiuti sui minori: il terzo posto, con 44 vittime - sempre su base semestrale - dopo Lombardia ed Emilia-Romagna, con oltre il 20\% sul totale delle violenze accertate nel corso del primo semestre di quest'anno, in tutta l'Italia del Nord, e pari a 234 casi.

E' quanto si ricava dalla lettura dei dati raccolti dalla sezione minori del Ministero dell'Interno, coordinato dal commissario capo della Polizia di Stato, dottoressa Chiara Giacomantonio, ed illustrati nel corso di un incontro organizzato a Preganziol a cura della dottoressa Francesca Ceccato, presidente di "Effetto Europa Way", associazione trevigiana che dal 1992 si occupa di problematiche femminili.

"Crediamo fermamente nel ruolo della donna, come madre ed educatrice per eccellenza - afferma Francesca Ceccato - e dobbiamo quindi fornirle ogni conoscenza perché possa riconoscere e fronteggiare situazioni di particolare disagio, come pedofilia e maltrattamenti sui minori". La stragrande maggioranza dei reati compiuti sui minori avvengono tra le mure domestiche ad opera di conoscenti della famiglia, cioè non di estranei ma di persone che conoscono personalmente i bambini e ne guadagnano la fiducia. I numeri parlano di 164 casi, quasi l'80 per cento di quelli denunciati. L'aumento delle denunce è dovuto a una maggior consapevolezza individuale da parte delle vittime oltrechè alla legge 66 sulla violenza sessuale - che si appresta a compiere il decimo anno dalla promulgazione - che ha trasformato il reato da contro la morale a contro la persona. Un ulteriore elemento di riflessione riguarda la nazionalità di chi effettua la violenza:largamente al primo posto gli italiani (oltre il 90 per cento dei casi), poi romeni (5,3) e marocchini (2,12).

Fabio Zizzetti