prete,ho abusato di 30 bambini foglio di stile

Il Messaggero

Domenica 27 Novembre 2005 
  
 
 La confessione dell’abate: «Sì, ho abusato di 30 bambini»  
  
  
 ROMA «Ho abusato di trenta ragazzini». Lo ha confessato l’ex abate di Farneta, don Pierangelo Bertagna, 44 anni, originario della provincia di Brescia. Il prete, arrestato l’11 luglio scorso per violenza sessuale dopo la denuncia di un ragazzino di 13 anni, ha ammesso davanti ai giudici di Arezzo. Il sacerdote, appartenente alla comunità dei “Ricostruttori nella preghiera” ha raccontato episodi che risalgono addirittura a 12 anni fa, quando non era ancora entrato in seminario. Il giovane parroco è stato sospeso dalla Curia.

Gazzetta del Sud

(sabato 26 novembre 2005)

arresti domiciliari

Arezzo, sacerdote confessa decine di abusi su minori


Salvatore Mannino

AREZZO – Si è liberato la coscienza come chissà quante volte avevano fatto con lui i suoi parrocchiani nel segreto del confessionale. Ma non era un sacerdote quello con cui Don Pierangelo Bertagna si è confessato, erano gli inquirenti della procura di Arezzo. Dinanzi a loro l'ex parroco, abate di Farneta (nel comune di Cortona) fino all'11 luglio, quando fu arrestato per violenza sessuale, ha raccontato tutto, ha ammesso per intero i suoi abusi nei confronti dei minori: sono alcune decine, una trentina secondo le indiscrezioni più attendibili. Ed è una confessione che svela i retroscena di uno dei più grandi scandali sessuali, forse il più grande, nella storia recente della Chiesa italiana. Una cascata di rivelazioni che comincia in estate con le confidenze alla madre di un tredicenne della zona, la Valdichiana, in cui Don Bertagna esercitava il suo ministero. La signora si presenta subito in caserma, dai carabinieri. Scattano le intercettazioni telefoniche, arrivano le conferme, vengono decisi gli arresti domiciliari, effettuati l'11 luglio. Ed è come scoperchiare il vaso di Pandora. Perché subito altre famiglie si precipitano dai carabinieri: anche noi abbiamo un figlio nelle stesse condizioni, vittima delle attenzioni particolari del parroco. L'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore aretino Ersilia Spena va avanti in gran segreto. Per mesi si sa soltanto della prima violenza sessuale, senza che trapeli niente del resto. Intanto, però, l'abate, combattuto fra quella che è una fede sincera (secondo chiunque lo conosce) e la coscienza dei suoi peccati (e reati) decide di liberarsi l'anima. In una sola giornata, nell'eremo appenninico in cui sta scontando gli arresti domiciliari, confessa la lunga serie degli abusi sessuali, che comincia negli anni '90, quando era ancora un laico, e finisce solo con l'ordine di custodia firmato dal Gip Gianni Fruganti. Un pentolone nel quale c'è di tutto: le violenze compiute in mezza Italia, in particolare nella sua zona di origine, la Lombardia e il Bresciano, quando non era ancora sacerdote ma faceva già parte della congregazione dei «Costruttori nella preghiera».