baby prostitute foglio di stile

Gazzetta del Sud

Allarmanti dati di una ricerca condotta dall'Osservatorio dell'Asl di Rimini
Si abbassa l'età della baby-prostituzione

FIRENZE – È difficile quantificare gli abusi sui minori tra le mura domestiche a causa dell' intensità del segreto che lega indissolubilmente vittime e carnefici. Di certo, però, si abbassa l'età dei minori che subiscono e anche di chi abusa dei minori, mentre aumenta la prostituzione omosessuale maschile minorile e quella delle bambine, sia sul fronte dell'offerta sia su quello della richiesta. I più, gli adolescenti che si prostituiscono, il cui numero è in aumento, lo fanno per soddisfare «bisogni secondari». I maschi tendono a divenire in seguito transessuali. Questi sono alcuni dei dati emersi dal seminario sullo sfruttamento sessuale dei bambini che si è svolto ieri promosso dall'Istituto degli Innocenti, a Firenze. Tra i dati emersi durante il seminario, anche quelli relativi all'avviamento alla prostituzione: si comincia a causa della violenza subita in famiglia, ma anche per l'adescamento, per mantenersi dopo una fuga da casa e per il rapimento (nei paesi dell'Est). La prostituzione minorile, per la quale si abbassa ancora una volta la fascia d'età, è sempre più straniera: per la maggior parte albanese, ma anche nigeriana e russa e proveniente dai Paesi dell'Est. Per quanto riguarda il turismo sessuale, questo viene praticato nel 90-95% dei casi da maschi di età tra i 20 e i 40 anni appartenenti alle più diverse classi sociali. Sul web, invece, clienti e pedofili sono maschi nel 97% dei casi, un terzo dei quali omosessuali. L'utilizzatore di internet è ancora più giovane del cliente e del pedofilo che viaggia: l'età scende a 18-35 anni, con non pochi casi di 15-16enni che si fanno foto o hanno rapporti con bambini tra i 6 e gli 8 anni. In questi reati la recidiva è elevatissima: 75% contro il 30% registrato per altri tipi di reato. Sulle donne pedofile gli studi sono ancora poco numerosi, mentre le mete per il turismo sessuale declinato al femminile sono completamente diverse da quello maschile: le donne infatti preferiscono America centrale e Senegal. I dati sono stati estrapolati da un'indagine, avviata su casi reali, effettuata dall' università di Parma e da Ecpat, la End Child prostitution, pornography and trafficking for commercial purpose. Per quanto riguarda gli abusi su minori consumati in famiglia, oggi «non si può parlare di aree geografiche specifiche – ha detto Dante Ghezzi, psicologo e psicoterapeuta del Centro italiano servizi maltrattamenti e abusi sull'infanzia di Milano –. In passato c' erano situazioni di maggior degrado culturale e sociale dove c'era maggior diffusione di situazioni d'incesto. Oggi purtroppo c'è una totale omogenizzazione. Tra l'altro, non è vero che l'abuso sessuale intrafamiliare riguardi le categorie più svantaggiate o più povere. È un fenomeno presente anche nelle famiglie benestanti e borghesi». In un quadro così terribile «il ruolo che enti locali, Regioni e istituzioni educative e della giustizia diventa necessario – ha detto Daniela Lastri, assessore fiorentino alla pubblica istruzione, che ha citato il caso del tavolo permanente contro gli abusi dei minori istituito dal Comune di Firenze –. Ma è anche necessario dare prospettive di istruzione e di formazione a coloro che vivono in un contesto di disagio e di difficoltà e, contemporaneamente, dare pari opportunità a tutti fin da piccoli contro qualsiasi discriminazione che crei stereotipi».

(sabato 11 giugno 2005)