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ITALIA PRESS News


agenzia stampa - N° 222 - Anno XII, 21 novembre 2005

Pedofilia e abusi. Chiesa brasiliana in prima pagina

Il giornale brasiliano Istoé ha rivelato l'esistenza di un'inchiesta del Vaticano, voluta da Benedetto XVI, per investigare presunti casi di pedofilia in Brasile. Ma i risultati, sarebbero sconvolgenti

 

Brasilia - Nuova bufera in Vaticano : dopo le scioccanti inchieste giornalistiche e rivelazioni che hanno scoperto, nel 2005, l'esistenza di condotte omosessuali e di pratiche pedofile diffuse all'interno del mondo ecclesiastico in Paesi come Stati Uniti, Inghilterra, Irlanda, Francia e Croazia, questa volta è toccato alla Chiesa cattolica brasiliana finire sotto i riflettori dei media . E le dinamiche che hanno condotto il nome di alcuni sacerdoti sulle prime pagine dei quotidiani nazionali, accusati di molestie e abusi sessuali su minori, lasciano presagire un'evoluzione tormentosa e scandalistica della vicenda.

Secondo il settimanale del quotidiano nazionale Istoé, che ha riportato ieri la notizia, denunce e procedimenti contro preti particolarmente ed affettuosamente espansivi erano già emerse nei mesi scorsi, ma la divulgazione di tali notizie era stata prontamente frenata dalla rapida azione delle autorità ecclesiastiche, che erano riuscite a mantenere sotto parziale controllo lo scandalo. La Santa Sede sarebbe addirittura intervenuta per volontà del cardinal Joseph Ratzinger, che, non ancora pontefice ed ancora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e quindi responsabile istituzionale delle indagini sui casi di abusi sessuali, avrebbe firmato l'istituzione di un'inchiesta.

Ai primi di settembre, già Benedetto XVI, l'ex-porporato, sempre secondo le fonti di informazioni locali, avrebbe incaricato una Commissione ad hoc a recarsi in Brasile ed accertare l'attendibilità delle fonti. E le indiscrezioni pervenute alla redazione dell'inserto settimanale del quotidiano, circa i dati verificati dall'organo, delineerebbero uno scenario inquietante: oltre 1.700 preti coinvolti sarebbero accusabili di cattiva condotta sessuale; circa il 50 percento del totale dei padri non manterrebbe il voto di castità; più di 200 ecclesiastici sarebbero stati inviati in cliniche della Chiesa per essere rieducati e riportati sulla retta via della dottrina cattolica e della "deontologia spirituale". E la pedofilia? Risulterebbe un costume alquanto corrente, specialmente nei confronti di bambini poveri e facilmente sfruttabili.

"La Chiesa ha cercato di minimizzare l'accaduto di fronte alle masse – sostiene Thiago Tavares Nunes Bertolini, coordinatore del Portal Hotline Brasil, progetto gestito dalla Cedeca-Ba e finanziato dal Fondo governativo del Canada, che ha come finalità la lotta alla pornografia infantile su Internet – sostenendo, di fronte all'evidenza di alcune rivelazioni emerse in questi ultimi giorni, che si tratta di casi isolati e non rappresentanti la totalità dei ministri del culto; tacendo la verità, al contrario, in quei casi che non giungono all'attenzione dell'opinione pubblica. Non dimentichiamoci che il Brasile è il Paese cattolico più grande al mondo e che uno scandalo pedofilo potrebbe essere assai grave per le istituzioni religiose ".

"Del resto – continua Marco Scarpati, Direttore della sezione italiana dell'Ecpat, un network internazionale presente in 67 Paesi che lotta contro la pedofilia, la pedopornografia e lo sfruttamento sessuale dei minori -, come affermato dallo stesso Ratziger in un atto ufficiale della Santa Sede, quella del 'tacere, negare e non confessare mai' dovrebbe essere la scelta adottata dagli ecclesiastici in qualsiasi caso di accuse sessuali. La fuoriuscita di tali imputazioni dai circuiti strettamente controllabili dalla Chiesa doveva essere assolutamente evitata".

Tuttavia, sia il coraggio di alcuni bambini che hanno finalmente confessato gli abusi subiti, sia la collaborazione di quella parte del clero che non ha potuto accettare i crimini contro i minori, avrebbero contribuito alla sconfitta della tattica del silenzio escogitata dal Vaticano, portando alla luce particolari drammatici della vita confessionale brasiliana. Come la pratica diffusa dell'omosessualità nei seminari e nelle parrocchie locali, e, nei casi più gravi, l'esistenza di perversioni pedofile attuate tra le "rughe" della Chiesa cattolica. Alcune, addirittura documentate e certificate con precisione certosina dagli stessi responsabili del crimine in diari personali, in cui i sacerdoti avrebbero descritto minuziosamente il loro codice sessuale.

Uno di questi sarebbe giunto nelle mani della polizia, consegnato da una suora giuntane in possesso per errore, e narrerebbe non solo i vizi carnali di un parroco nei confronti di minori, ma anche veri e propri accorgimenti per evitare le ripercussioni della legge terrena. La legge degli uomini, perché quella divina sarebbe, invece, nella mentalità distorta del sacerdote, tenera verso certe degenerazioni. "Questa è la mia solenne scoperta: Dio perdona sempre ma la società mai".

"Ma le rivelazioni pubblicate da 'Istoè' – nega diplomaticamente ma risoluto l'arcivescovo della città di Maringá, nello Stato del Paraná, monsignor Amuar Battisti – sono bugiarde. Nessuno all'interno della Conferenza Episcopale è stato mai informato dell'esistenza di una Commissione d'inchiesta voluta dal pontefice ed inviata dal Vaticano per investigare su presunti casi. I dati riportati dall'Istoé sono il prodotto di una calunnia volontariamente costruita da due ex-vescovi, che hanno cercato di vendicarsi per essere stati espulsi dall'ordine ecclesiastico in passato".

Il porporato brasiliano non nega che talvolta alcuni membri del clero possano aver commesso atti impuri e deprecabili, ma che si tratti di un fenomeno da non enfatizzare. Si tratta di eccezioni, innegabili, come nel caso del padre Felix Barbosa Carreiro, sorpreso dalla polizia ed arrestato durante un'orgia di sesso e droga con 4 adolescenti adescati su Internet. "E tale episodio conferma la validità della risoluzione della Santa Sede che ha ordinato l'allontanamento dei giovani sacerdoti che presentano tendenze omosessuali, come verrà pubblicato dal Vaticano stesso il prossimo 29 novembre. Anche se non credo che un orientamento sessuale gay comporti una più marcata tendenza a sviluppare perversioni pedofilie. Piuttosto sarebbe da rilevare la necessita di risottolineare l'importanza e il vincolo del celibato nell'intera società ecclesiastica", aggiunge Battisti.

La smentita ufficiale di Amuar Battisti non riesce, tuttavia, a convincere i rappresentanti delle due ong impegnate a difendere e tutelare i diritti dei bambini. "Nel nostro database di denunce non abbiamo, effettivamente, riscontrato casi di abusi da parte di sacerdoti – afferma Thiago Tavares Nunes Bertolini -, ma ciò non significa che non esistano. Anzi esistono molti sospetti, e, comunque, i casi accertati non permettono di essere ottimisti".

"Nella recente Assemblea generale dell'Ecpat, tenutasi in Brasile, a Rio de Janeiro – commenta Scarpati – abbiamo tenuto un panel proprio sull'incidenza di violazioni ed abusi sui minori all'interno dell'universo religioso, osservando come nel mondo cattolico e in quello musulmano, buddhista ed induista, e quindi in quelle fedi dove è prevista una condotta di astensione dalla vita sessuale imposta dalla dottrina religiosa, è potenzialmente probabile che si verifichino degli atteggiamenti di riapproprio della propria sessualità".

Secondo il direttore dell'Ecpat Italia, la pedofilia nella Chiesa cattolica, pur condannabile e deprecabile, è un elemento che non rappresenta una perversione, quanto la liberazione da un'imposizione innaturale. "La percentuale di comportamenti erotici nei confronti dei bambini è molto più alta all'interno del clero che della popolazione in senso lato. Perché? Perché nei seminari vi sono più omosessuali che sviluppano poi distorsioni affettive? No. Credo che la risposta stia nell'incontrollabilità dell'impulso sessuale. Nessuno può ritenere che la gestione volontaria della propria sessualità riesca a controllare gli istinti di un uomo in età fertile intorno ai 14 anni, in cui si entra in Seminario, fino agli 80". Non una giustificazione, quindi, quanto una spiegazione psicologica di certi episodi, che pur rimanendo perseguibili, non dovrebbero venire etichettati come devianze omosessuali. "La scelta dei bambini avviene perché rappresentano le vittime più manipolabili ed innocenti, non perché si ha una pulsione irrefrenabile verso gli infanti".

Quali soluzioni quindi, apportare, per evitare che in futuro avvengano nuovamente casi simili? "Il primo passo è ammettere che un problema esiste, ma non sembra che la Chiesa voglia intraprendere questa via. Una seconda scelta sarebbe evitare di creare situazioni a rischio. Non credo che il manteninmento del celibato sia funzionale" conclude Scarpati. E interviene Tavares Nunes Bertolini "E creare sistemi di sicurezza per i minori, creare centri d'ascolto, portare al dialogo e all'apertura i ragazzi che hanno subito violenze. Ma, in tale ambito, è da denunciare l'incoerenza del governo di Lula, che da una parte al suo insediamento aveva promesso di porre la tutela dei bambini come una delle priorità del suo mandato esecutivo, ma dall'altra ha continuato ad abbasssare i fondi destinati proprio a questo obiettivo. Nel 2005 solo il 12 percento dei finanziamenti governativi destinati a tale finalità".