Trans vittima di abuso sessuale foglio di stile

Il Giornale di Vicenza 16/10/2005

 

A Vicenza i trans sono circa sessanta

Samantha: «Da me per trasgredire» di Diego Neri

- Samantha, il suo numero di cellulare e le sue foto compaiono in uno dei siti più noti fra gli appassionati. «Sono a Vicenza da tanti anni e mi sono fatta un nome. Ormai da me vengono solo clienti importanti». - Come ha iniziato? «Sono nata uomo, in Campania, 29 anni fa. Mi sono sempre sentita un po’ donna, dentro. Quand’ero bambino fui vittima di una violenza sessuale che mi turbò molto. Poi sopravvennero grossi problemi economici. Decisi di iniziare a prostituirmi, e cominciai una cura ormonale per farmi crescere il seno. Ora ho una terza». - Dal marciapiede all’appartamento? «Più o meno sì. Sono venuta a Vicenza perché qui avevo dei parenti, e poi ci sono rimasta perché è una bella città. Molto bigotta in apparenza, molto porca in realtà». - Ma quanti clienti ha un trans al giorno? «Io ricevo in casa, in un appartamento di un bel palazzo. Un ambiente riservato, insomma. Io ho uno-due clienti al giorno. Chiedo tanto e quello che guadagno mi basta. Non sopporto le file di gente». - Quanto chiede? Fra i 100 e i 1.000 euro. A seconda delle prestazioni». - Cioè? Si spieghi. «Per 100 euro ho un normale rapporto sessuale. Di solito chiedo 1.000 alle coppie. Vengono marito e moglie, io ho un rapporto con la donna mentre l’uomo guarda». - È pura trasgressione, impensabile per i più. «Io rappresento la trasgressione per i miei clienti. Vengono da me con voglie segrete che sanno di poter soddisfare. Tutti noi trans siamo sinonimo di trasgressione». - Ogni genere di trasgressione? «Ho sempre detto no alla droga o ai rapporti non protetti. Chi mi chiede qualcosa in questo senso lo mando via. Sono pulita e sana». - Ma chi sono i clienti? «Tutta gente facoltosa, importante. Se facessi i nomi scoppierebbe uno scandalo. Politici, imprenditori, sportivi, gente dello spettacolo, anche religiosi». - Non le pare di esagerare, di millantare contatti che non ha? «No, è la pura verità. In realtà i vicentini sono pochissimi, vengono tutti da fuori, e i vicentini a loro volta vanno a Treviso, Padova o Verona. Qualche giorno fa è venuto da me uno che lavora in ambito giudiziario. Aveva appena finito in tribunale. Mi ha detto "Ho appena finito di giudicare. Ora ho solo voglia di essere giudicato"». - E Vicenza, com’è con i trans? Nella vita di tutti i giorni, al supermercato o in centro, si sente giudicata, derisa? «I disagi ci sono. La gente ti guarda male, ma non mi interessa. Chi abita nel mio condominio mi conosce e mi vuol bene, non ho mai fatto male a nessuno, cerco di essere gentile, in molti mi vengono a trovare per bere un caffè. Solo loro e qualche amico sanno però chi sono e cosa faccio. La riservatezza è tutto nel mio lavoro». - Non ha mai corso rischi? «Ho subito due rapine in casa. Ora sto attenta». - Il sindaco Hüllweck è intervenuto sul problema prostituzione a Vicenza ovest. Cosa ne pensa? «Che in parte ha ragione, perché oggi le straniere rovinano la città. Si mettono a battere mezze nude alle 9 di sera, in strada, urlano, rompono le scatole a tutti. Ma il Comune deve far pulizia, non stare a guardare. La prostituzione ci sarà sempre, ma deve essere riservata». - Cosa farà quando non potrà più avere clienti? «Scriverò un libro, "La storia di Samantha. Con nomi e cognomi».