Testimonianza vittima di abuso sessuale foglio di stile

Testimonianza ricevuta il 17/10/2005

Ho letto ieri nel Giornale di Vicenza la testimonianza di Samantha. Anche lei ha subito nel sua infanzia la violenza sessuale. I giornalisti non hanno particolarmente fatto caso a questo fatto ma vi posso assicurare che sono fatti molto frequenti. Vorrei anch'io dire la mia perchè dopo avere letto il giornale di ieri ho girato un po' in internet e in questo sito web di sos infanzia ho letto alcune testimonianze e opinioni sulla questione pedofilia. Ho deciso così di scrivere a questa associazione per portare la mia testimonianza. Chi ha passato queste storie sa che solo Dio conosce fino in fondo la rabbia, la paura, la disperazione ed il dolore di queste bambine violentate da uomini senza cuore. Ma nel sito di sos infanzia ho trovato scritti di chi l'ha vissuta questa esperienza, e chi ci è passato come me può solo dirvi che siete in grado di capire la verità di questi drammi. Bravi, finalmente qualcuno che l'abuso sessuale lo conosce e non perchè lo ha letto sui libri o l'ha sentito spiegare all'università. Io sono "una di quelle". Lo dico subito, tanto per sgombrare il campo da possibili equivoci. Quindi nessuna grande cultura, nessun insegnamento da dare a nessuno, niente tabù, niente bigottismo, niente falsi moralismi. Pura, semplice e cruda realtà. In questa casta Vicenza, in questo puritanesimo in cui tutti i benpensanti di giorno deprecano la squallida vita notturna, in questa Vicenza di notte io sono la testimonianza vivente che tali personaggi si trasformano. Come usciti dalla parodia del dottor Jackil e mister Hyde tanti bravi professionisti, corretti (o corrotti?) paparini, amministratori di grandi aziende, impiegati, insomma un bel minestrone di buona società si trasforma in voyeur, in sporcaccioni lussuriosi che abbandonate le vesti del sant'uomo indossa la mimetica del porco. Si perchè con una puttana ci si può concedere il lusso, o la bestialità a seconda di come la si guardi la cosa, di chiedere anzi di pretendere le perversioni più recondite che la mente umana possa concepire. Bestialità contro natura, orribili e patetiche mascherate per orgie innominabili, ma per quanto mi riguarda ciò che più mi ha sempre schifato sono proprio loro, i pedofili. Io, vittima all'età di 5 anni ho sempre avuto una naturale repulsione per questi squallidi animali. Per me aiuto non c'è mai stato, ne durante la mia infanzia ne durante l'adolescenza. La famiglia ha sempre fatto finta di non accorgersene, la scuola se ne è completamente disinteressata, i servizi sociali sono stati totalmente assenti. Ho imparato ad arrangiarmi, a difendermi da sola, ma non sono riuscita a difendermi dal destino che mi ha portato su un marciapiede. Non cerco la pietà di nessuno, comunque sia trovandomi ora in questa condizione, sulla strada da dieci anni, ho avuto parecchie esperienze alle quali inizialmente non potevo sottrarmi ma che ora, puntualmente, rifiuto categoricamente. Sono uomini (ma lo sono?) che mi chiedono di farmi chiamare come la loro figlia, di fare finta di essere la loro bambina che magari ha 5 anni o 8 o 11. Sono tutti dei papà! E questo tra tutte le perversioni, tra tutte le orride e squallide miserie che mi chiedono di compiere i miei clienti, questa è la schifezza più infame alla quale mi rifiuto sempre di sottostare. Io sono quella che sono, non posso certo atteggiarmi a fare della morale a qualcuno, ma quando penso a quelle bambine in mano a questi mostri mi chiedo chi darà loro aiuto? Io posso rifiutarmi ora di fare quella parte, ma quelle bambine che non hanno la forza per farlo, chi le aiuterà? E le mogli, dove sono le mogli di questi piccoli uomini? Questi vermi le donne le devono pagare, alcuni sono pure impotenti, oppure si sfogano solo con le bambine. E le loro mogli non se ne accorgono? Ma che razza di mamme sono? Io forse devo scontare ciò per cui sono pagata, ma le bambine cosa devono pagare? Per questo ho deciso di scrivere a voi, chiedendovi di gridare sempre più forte con la speranza che anche questa mia testimonianza possa aiutare a capire quanto sia schifoso, nascosto ma orribilmente reale il trasformismo dei pedofili. E sto parlando di Vicenza, non di un altro mondo. Trent'anni fa toccò a me, ma conoscendo e vivendo sempre queste esperienze mi chiedo: cosa è cambiato? Di questa mia lettera fatene quello che volete, voi saprete come usarla. Ho pensato a voi sos infanzia unica realtà vicentina che sicuramente ne capisce qualcosa veramente e che probabilmente saprà trovare il modo giusto per dare un senso anche a questa mie disgraziate esperienze. Ed ho pensato che forse rendendo pubblica questa mia lettera si riuscirà a far pensare qualcuno o qualcuna. Non cerco niente, non voglio soldi, non voglio alcuna notorietà. La mia storia non è certo un bel esempio per nessuno ma forse anche dal letame può nascere un fiore come diceva De Andrè. Non importa chi sono, sono solo.....una di quelle!

Valeria

Pubblicata nel Gazzettino 02/12/2005