Ho letto oggi la lettera di Natale del presidente di questa associazione, Graziano Guerra. Ha perfettamente ragione! Che ne sanno gli altri della solitudine che proviamo noi, dell'angoscia di noi ex bambine abusate ora adulte, all'apparenza "normali" ed affermate nella società e nel lavoro, quando si avvicinano le feste natalizie? Quelli che si atteggiano ad insegnanti dell'abuso, professionisti dei servizi sociali che si atteggiano a filosofi sono esattamente come tutti gli altri: al di fuori. Noi possiamo parlare con cognizione di causa, noi vittime assieme ad associazioni come sos infanzia possiamo descrivere cos'è la frustrazione che schiaccia il cuore quando ti vedi diversa quando tutta questa gaia spensieratezza di cui il mondo parla ti è completamente estranea. Vorresti che queste feste finissero in fretta, oppure vorresti dormire e svegliarti alla befana, ma allo stesso tempo capisci che anche tu, come tutti, attendevi queste feste. Capisci che c'era nell'aria, come per tutto il mondo in festa questa attesa, solo che tu attendevi qualcosa di diverso. Forse una magia, qualcosa che ti facesse dimenticare la solitudine, circondata di tante persone impalpabili come fantasmi dei tuoi natali da bambina. Quando eri piccola desideravi ardentemente il Natale proprio perché il Natale è la festa del Bambino Gesù e di tutti i bambini in generale. Speravi che in questa festa, per un giorno all'anno, almeno uno, gli altri si prendessero cura di te, ti coccolassero, ti facessero sentire importante e speciale. Ma non in quel modo. Speciale perché bambina, così come eri e senza dare niente in cambio. Invece erano tutti presi a mangiare, a preparare cose a parlare tra di loro e una volta messoti il tuo bel regalo tra le mani l'attenzione era già finita e tu restavi sola, con il tuo gioco nuovo ma sempre e comunque sola. Con il tuo senso di inadeguatezza, con la sensazione di essere indegna, sbagliata, sporca, fuori posto se anche a Natale, la festa dei bambini, nessuno si occupava di te. Eppure avevi atteso quel Natale ogni anno. Il Natale in cui braccia amorose ti avrebbero stretto e rassicurato: non avere paura, ti voglio bene, starò sempre con te". Oppure " ti voglio bene e non preoccuparti, non succederà mai più perché non ti lascerò più sola con il tuo problema……già…il mio problema. Sempre per tutta la vita è stato il mio problema. Nessuno ha mai scelto di stare con me. Nessuno delle persone che loro malgrado sono state complici, hanno voluto o potuto allargare quelle braccia come io da piccola attendevo. E adesso, da adulta il mio tempo è passato. Il mio Natale resta un'attesa ma è un'attesa diversa: quello che passi più in fretta possibile senza farmi troppo male. E allora diventa stress, affanno: i regali, i preparativi affinché sia una festa bella per gli altri, coloro che ami più della tua stessa vita. Non ti concedi tregua perché sai che se ti fermi è finita. Crolla tutto e tu allora devi fuggire. Non lo reggi un Natale così………..non ancora una volta. Se ti fermi e lo vivi con calma riaffiorano i fantasmi dei Natali passati………come nei films. Allora sei un fascio di nervi e scatti alla minima vibrazione. Solo che la feste di Natale non durano un giorno solo. Durano una settimana e più. La tua parte è dura da recitare: corri, cucini, lavi, prepari e urli perché nessuno ti aiuta. E infatti è così: nessuno ti aiuta perché tutti sono occupati a godersi il Natale, i cibi, la festa e basti tu. Vuoi lavorare? Lavora. Gli altri si sono scelti la parte migliore, quella peggiore tienitela tu. E allora crolla tutto. Come ogni anno reciti da sola e la solitudine che speravi di scacciare ti ritorna puntuale davanti, trionfante, beffarda. Non ci sarà mai il Natale perfetto. Non per te. Ma da ieri ho scoperto che può esserci un altro tipo di famiglia, dove zii, zie, papà e mamma credono nel valore dei bambini perché capiscono i loro bisogni. Ho conosciuto persone che ascoltano ed operano, senza clamore, senza chiedere niente in cambio, e che per loro Natale viene vissuto tutti i giorni dell'anno. Forse il vero Natale per me è arrivato. Grazie Sos Infanzia.

Michela

Inviata e pubblicata nel Gazzettino il 10/01/2006

Articolo prima pagina in pdf

Per scaricare il visualizzatore gratuito collegarsi al sito del produttore