La Domenica di Vicenza 02/09/2006

 

Con l’orco sotto il letto

 

(g. ar.) - Il 27 novembre 2005 a Torino, in occasione del Convegno "Diritti dei bambini, rovesci degli adulti", si è costituito, con la partecipazione di varie associazioni e persone che da anni si occupano di tutela dei fanciulli, il "Movimento per l'Infanzia". Le associazioni che hanno contribuito a far nascere il Movimento sono: SOS Infanzia Onlus di Vicenza, Centro Studi Hansel e Gretel di Torino, Rompere il Silenzio Torino, Rompere il Silenzio Sardegna, SOS Adolescenza Caserta, Marcia degli Angeli di Luciano Paolucci , Etica 2001 Onlus. Perché la nascita di un Movi-mento a favore dell'Infanzia? La risposta è articolata come poche, ma è anche tutto sommato semplicissima e si può ricondurre a quella frase che leggete qui sotto nell’intervento di Graziano Guerra : “Ho scoperto innanzitutto che un qualsiasi bambino di questo mondo deve affidare alla buona sorte il suo sacrosanto diritto di avere un genitore che lo sappia rispettare e difendere dalla drammatica realtà della violenza all'infanzia”. Ecco il perchè di una barriera difensiva che deve essere organizzata attorno al mondo dei ragazzi per prevenire e salvaguardare, ascoltare,capire e perfino interpretare i segnali prima ancora delle parole. Quando si vive con l’orco sotto il letto, come dimostrano le cifre dell’indagine di SOS Infanzia, ogni attenzione è obbligatoria, ogni sospetto è lecito. Se poi è smentito,meglio così. SOS Infanzia lavora su un orizzonte allargato,al punto che l’Università di Padova sta pensando ad una indagine nel Trevigiano da affidare proprio all’associazione di volontariato vicentina, mentre tante altre iniziative stanno sorgendo. Daremo un seguito a questo discorso, coinvolgendo i servizi sociali del Comune di Vicenza.

 

SOS Infanzia Onlus porta allo scoperto cifre da shock e dimostra che la sorte di un bimbo è puramente casuale

 

Come e quando la vi-ta e la salute anche psi-chica di un bimbo sonoa repentaglio. Questo in-tervento di Graziano Guerra , presidente di SOS Infanzia Onlus,svela i termini di una questione intricata eppure semplicissima. La misura dei rimedi e della prevenzione è tutta nella capacità degli adulti di capire i messaggi che anche nel più disperato silenzio le vittime di violenza mandano verso di noi...

“Da più di vent'anni svolgo la funzione più importante e difficile per un adulto: il genitore. Ho cercato, e cerco, con i miei tre figli di essere un buon padre ma mi sono accorto, forse troppo tardi,che il ruolo del genitore viene affidato solo al buon senso,ad una presunta dote naturale in virtù della quale tutti "dovremmo" avere la formazione, l'intelligenza, la cultura, il sapere che ci permette di proteggere, educare e tutelare i nostri figli. Da circa sette anni ho cominciato ad interrogarmi, studiando ed approfondendo la materia, se la capacità di generare un figlio sia l'unica condizione che investe qualsiasi adulto dell'autorità di es-sere genitore. Da allora è ini-ziato per me un lungo cam-mino verso la formazione, la consapevolezza, una fase fondamentale di apprendimento tuttora in corso. Ho scoperto innanzitutto che un qualsiasi bambino di questo mondo deve affidare alla buona sorte il suo sacrosanto diritto di avere un genitore che lo sappia rispettare e difendere dalla drammatica realtà della violenza all'infanzia. Ho cominciato quindi a fare volontariato cercando il modo migliore per aiutare bambini e famiglie in difficoltà. Ho letto molto, scritto, ho fondato Sos Infanzia Onlus di cui sono presidente, coltivato per sette anni il sogno di costituire un grande Movimento a favore dell'Infanzia, ho organizzato, gestito e partecipato a decine di convegni, corsi di formazione nelle scuole, ho conosciuto tante persone e molte associazioni, imparando a distinguere le persone competenti, serie, oneste, umili, motivate dagli esaltati, dagli approfittatori, dai venditori di fumo, imparando a distinguere i leoni dalle iene e ho cominciato a camminare con i primi ed evitare le seconde. In particolare ho imparato molto dalle vittime di violenza sessuale, ascoltando il loro dolore e cercando di condividere la loro sofferenza, nel tentativo di trovare alcune risposte ad interrogativi rimasti sempre disattesi. Un percorso lungo, a volte sofferto, ma ricco di incontri, esperienze e formazione. A volte è stato un viaggio ai confini della morte dei sentimenti, scoprendo poi, in alcuni casi, vere e proprie resurrezioni emotive, prova inconfutabile che anche dal male può nascere il bene. Farsi parte di quella sofferenza significa caricarsi di quel dolore, sentirne gli odori, la rassegnazione, la paura, la rabbia, l'odio, la colpa, con la stessa intensità provata da chi la violenza l'ha subita. Sono ferite profonde che solcano l'anima, la psiche, molto più di quanto possa essere violato il corpo. Questo percorso ha cambiato la mia vita perché io ho cominciato a cambiare. Non dobbiamo aspettarci che la condizione della tutela dell'infanzia cambi solo in virtù di un riordino delle leggi o di un mutamento che cominci dal di fuori, dall'altro, ma dobbiamo iniziare da noi stessi. Cosa fare? Come aiutare? La tutela dei minori non è prerogativa di nessuno in particolare ma di tutti e nessuno può considerarsi in questo "un maestro". Tutti gli adulti hanno il dovere di assumere la consapevolezza dell'importanza assoluta che hanno la tutela e la protezione di ogni bambino. Doveri che non devono essere formali, principi che non possono essere solamente enunciati. La celebre affermazione di Papa Paolo VI "il mondo ha bisogno di testimoni più che di maestri" ci ricorda che è relativamente facile essere maestro, assai meno essere testimone. Infatti il mondo brulica di maestri, veri o falsi, ma scarseggia di testimoni. Trai due ruoli c'è la stessa differenza che esiste tra il dire ed il fare. I testimoni sono importantissimi perché "fanno" parlare con la loro vita vissuta:  gli adulti che non rimangono indifferenti e che sanno rispondere assumendosi la responsabilità di intervenire per proteggere l'infanzia violata, le vittime che con le loro testimonianze evidenziano la realtà di un fenomeno che non si può più oggi  nascondere e ignorare. Il Monitoraggio "Abusi sui minori" svolto nel 2005 documenta che anche a Vicenza e provincia il 17% dell'infanzia è vittima di violenza sessuale. Queste esperienze mi hanno indotto a scrivere un libro, un nuovo orizzonte per l'infanzia, con l'intento di rendere partecipi tutti di questa realtà sommersa e dimenticata, la violenza all'infanzia, attraverso una visione diversa di questo fenomeno sociale: non un saggio, non ne ho le competenze, non un romanzo, non c'è nulla di inventato, ma il racconto dei veri protagonisti dell'infanzia violata, le loro testimonianze, le loro verità. Verità nascoste, dati reali, resoconti delle attività svolte direttamente per e con i giovani. Dalla protesta alla proposta: con molta umiltà ma con altrettanta  determinazione e convinzione ho sentito la responsabilità di comunicare e condividere questi preziosi elementi di conoscenza che ho acquisito, mettendoli a disposizione di chiunque abbia a cuore la tutela e la protezione dell'Infanzia”.

 

Dire che l’iniziativa statistico-sociologica di SOS In-fanzia Onlus sulla violenza ai minorenni è sorprendente sarebbe come fare della retorica d’accatto e aggiungersi colpevolmente a tutti quelli(evidentemente molti) disponibilissimi a far finta di non vedere. I numeri che emergono dalle interviste volontariamente rilasciate su moduli anonimi e non identificabili da 1300 studenti della scuola superiore del Vicentino(città e provincia) sono rivelatori di una realtà tanto sconcertante e grave quanto tutt’altro che impensabile. Gli spunti forse più stimolanti per chi si incarica poi di analizzare queste risposte e disegnarne una traccia esplicativa di un qualche significato sono però gli spunti che riguardano la vera origine della violenza, chi ne è l’autore, qual è il mondo dentro cui matura ed esplode e quali reazioni suscita in chi ne è vittima. Il nocciolo è la famiglia e in gran parte (54%dei ragazzi che ammettono di aver subìto violenza) le vittime tacciono a lungo, per moltissimi anni. Sono 31 su 100 i diciottenni a dire: sì, ho subìto violenze

 

L’INDAGINE

Le risposte di 1300 studenti delle classi quinte di scuola superiore in 43 istituti della città e della provincia di Vicenza. Alla voce genitori, nonni, e fratelli la doppia cifra distingue papà da mamma ,nonno da nonna, fratello da sorella. Alla voce “altro”, allenatori, insegnanti, catechisti, religiosi, autisti di bus, e...

Hai subìto violenza? Sì 31%   sessuale 17  psicologica 11  fisica 3

L’hai raccontata? Subito 20  dopo anni 19  dopo mesi 3  dopo giorni 4  è la 1. volta 54%

Era un parentesi 63 cugini  34 zii   27 genitori   18 (17+1)   fratelli 16 (15+1)   nonni 5 (4+1)

Non era un parente conoscente  13    vicino di casa  8     “altro” 16