La morte del piccolo Tommaso foglio di stile Nuova pagina 2

  

CHE SENSO DARE ALLA TERRIBILE TRAGEDIA DEL PICCOLO TOMMASO?

Il 27 novembre 2005 a Torino si è costituito, con la partecipazione di varie associazioni italiane e persone che da anni si occupano di tutela dei fanciulli il Movimento per l'Infanzia, tra le quali presenti nella regione veneto Sos Infanzia di Vicenza ed Etica 2001 di Castelfranco Veneto.

Un movimento nasce solitamente dalla spinta centripeta di un'opinione collettiva che non sente rappresentate, nelle istituzioni o nelle associazioni, nuove istanze di progresso sociale. Le ragioni della nascita del Movimento per l'infanzia, se da un punto di vista storico coincidono con le modalità aggregative prima accennate, necessitano oggi di un'analisi diversificata.

L'idea di fondare un Movimento, una grande coalizione delle associazioni, delle sensibilità, delle professionalità che si occupano a vario titolo della tutela dell'infanzia, nacque intorno agli anni 19992000 proprio sulla spinta di un'attenzione collettiva che sembrava un salutare vento di consapevolezza sociale destinato a risvegliare da un sonno secolare la coscienza degli adulti sul tema della violenza ai bambini.

Erano gli anni dell'incredulità, dello scandalo, la notizia di un bambino vittima di violenza faceva discutere, faceva pensare, faceva riflettere.

Il villaggio globale sembrava finalmente e una volta per tutte aver maturato l'idea di proteggere adeguatamente i suoi piccoli, la viva attenzione per il tema infanzia in generale lasciava ben sperare per un rinnovato impegno politico, culturale e sociale per una parte della popolazione così importante ma così invisibile.

Così non è stato e lentamente il clamore dei primi anni si è trasformato in silenzio, lo sgomento si è inabissato sotto la traccia impalpabile della fretta di una società che corre troppo velocemente dietro alle mode, all'audience, al successo facile e immediato per potersi fermare a pensare e riflettere sulle grandi questioni quali il tema dell'infanzia.

Oggi l'infanzia in difficoltà sembra non esistere più se non in qualche terribile fatto di cronaca nera, quale il barbaro assassinio del piccolo Tommaso, il cui resoconto giornalistico altre pretese non ha se non insistere sulla ripetizione spasmodica della notizia quale rituale mediatico fine a se stesso, non ci sono più domande da porsi, riflessioni da ponderare, cause da ricercare, in altre parole non esiste una questione infantile ma solo cronaca nera che sembra rassicurarci che la violenza sui bimbi si verifica solo in casi eccezionali: anomalia di un sistema sociale che vogliamo a tutti i costi immaginare protettivo nei confronti dell'infanzia.

Oggi, paradossalmente, la trasmissione di una notizia sulla violenza inflitta a un bambino, se non induce ad interrogarsi, a ricercare, se non ferisce l'interlocutore con l'acume di un dubbio, con l'ansia di una domanda, con l'intelligenza di un approfondimento riflessivo si trasforma in un messaggio positivo e rassicurante, induce lo spettatore, il cittadino del villaggio globale, il lettore a ritenere che quel bambino sparito, quel bambino ucciso è la sfortunata e unica vittima di un raro caso di folle violenza oltre il quale e al di là del quale esiste una popolazione di bambini sufficientemente felici e protetti.La morte di Tommaso, questa orribile furia caina dell'uomo su un bambino, non può risolversi nella superficiale strumentalizzazione dei media riducendone l'impatto emotivo nell'ossessiva ricerca della notizia inutile, delle emozioni da consumarsi in diretta, rischiando di rappresentare l'orrore, la morte, il dolore secondo i volgari canoni del reality show.

Che senso dare allora alla terribile morte del piccolo Tommaso?Il senso, l'unico senso possibile è l'autentica ricerca della consapevolezza e della riflessione profonda sul tema della violenza ai bambini, presupposti necessari per sperare che un giorno questa nostra società così distratta e violenta abbia il coraggio e la generosità di sentirsi responsabile verso il mondo dei piccoli che oggi, secondo noi del Movimento per l'Infanzia, è drammaticamente trascurato.

In verità tutti i giorni avvengono violenze inaudite sull'infanzia e buona parte di queste si consumano tra le mura domestiche, ma c'è un sordo rifiuto a considerare la sofferenza infantile sotto l'aspetto di un problema sociale esteso, grave e radicato nella nostra cultura disattenta ai problemi dei più piccoli e fortemente adultocentrica.

Si parla con grande spendita di tempo energie e intelligenza di calcio, di sterile litigiosità politica, di macro economia, di moda, di cronaca rosa e gialla, ma, fateci caso, al di là del singolo caso di cronaca nera, non si parla di infanzia, del benessere dei fanciulli, delle loro esigenze, del loro bisogno di ascolto, di un futuro sostenibile e del diritto a vivere un presente sereno e armonioso, ma soprattutto non si parla della sofferenza dei bambini, del disagio, della violenza loro inflitta, della trascuratezza quale fenomeno di rilevante dimensione sociale.

Un vero e proprio tabù.

Ma allora esiste e in quale misura una questione infantile?Tutte le ricerche finalizzate a fare emergere il fenomeno sommerso della violenza a danno di fanciulli indicano una cifra che varia dal 15 al 25 per cento quale percentuale di ragazzi che dichiarano, rispondendo a un questionario anonimo, di essere stati oggetto di gravi violenze fisiche o sessuali (ricerca di Sos Infanzia nel 2005, ricerca Istituto di igiene e medicina preventiva Università di Milano 2001, ricerca del prof. Jèrome Laederach dell'Università di Ginevra 1999).

Significa che in Italia circa due milioni di bambini su dieci, secondo le proiezioni di queste ricerche, sono stati oggetto di gravi violenze sessuali o fisiche; di questi casi solo lo 1\% sono stati denunciati. Significa che in Italia ogni anno 100.000 bambini subiscono violenza e solo mille sono le denunce.

Nell'ultima ricerca compiuta da Sos Infanzia il 17\% dei ragazzi ha dichiarato di essere stato vittima di violenze sessuali durante l'infanzia (si tratta di circa un milione di minori in Italia).

Altre cause di sofferenze diverse, ma non per questo meno traumatiche, sono ad esempio gli incidenti stradali che rappresentano la prima causa di morte per i ragazzi dai 15 ai 29 anni, mentre la seconda causa di morte per gli adolescenti è il suicidio!

Questo succede in Italia, oggi, adesso, e allora che senso dare alla lacerante morte di Tommaso se non avere il coraggio di aprire gli occhi e preoccuparsi davvero con generosità del mondo dei piccoli in difficoltà? Che senso diamo a quest'onda emotiva se non la utilizziamo per un impegno personale a favore dei bambini? Il resto, tutto il resto sono chiacchiere, grande fratello, volgare curiosità.

Il dolore gratuito inflitto ai bambini lascia senza fiato, increduli, talmente increduli da rimanere indifferenti, inerti, impotenti e passare oltre sperando che qualcun altro, un giorno, possa risolvere una questione talmente dolorosa che diventa istintivo rimuovere e allontanare dalla nostra esperienza.

Ecco che, purtroppo, il Movimento per l'Infanzia rischia di non essere più espressione di istanze centripete della collettività, così come si scriveva all'inizio, perchè oggi la sofferenza dei bimbi, il loro disagio, la sofferenza è un tabù che viene radicalmente negato e rifiutato, il Movimento per l'Infanzia è diventato un'anomalia, una sfida che anticipa i tempi, una operazione di sensibilizzazione politico/culturale in levare, ne siamo consapevoli, così come sappiamo però che la coscienza sociale dell'uomo è come l'onda e il suo riflusso, il silenzio, la distrazione di oggi prepara la prossima ondata di attenzione e interesse: è anche per realizzare quel momento che il Movimento per l'Infanzia è nato. È nato un movimento che come quel famoso chicco di grano tenta di far rinascere una coscienza che sembra morta e sepolta sotto le macerie di una civiltà che ha imparato a consumare le emozioni piccine davanti alla televisione e spettacolarizzare anche il dolore di un bambino, senza interrogarsi, senza pensare, senza reagire, senza pietà.

 

* A cura del Movimento per l'Infanzia - Presidente Avv. Andrea G. Coffari - Coordinatore Regione Veneto Guerra Graziano.

 

www.sosinfanzia.org

www.movimentoinfanzia.it

Pubblicata nel Gazzettino il i 26/4/2006

Pubblicata nel GDV il 22/05/2006