Politica Isittuzioni e Volontariato foglio di stile Nuova pagina 2
Al Sig. Prefetto di Vicenza, Alla Presidente della Provincia, Al Signor Sindaco, Ulss Vicenza Direzione dei servizi sociali - piani di zona, Al Direttore Generale Ulss 5, Al Difensore Civico di Vicenza, Presidente di Circoscrizione 5, Al Presidente del Centro Servizi per il Volontariato

c.p.c. Mons. Cesare Nosiglia, Vescovo di Vicenza e Caritas diocesana

Come definiscono i giovani da noi incontrati gli adulti di riferimento, nella politica e nei mass media? I dati, le riflessioni, l'analisi e la proposta per una nuova cultura per l'infanzia

Le nostre attività

Questa non vuole essere una proclamazione autoreferenziale, piuttosto le attività descritte sono la misura dell'esperienza acquisita nel territorio e il bagaglio culturale di cui disponiamo che sono anche frutto di formazione e delle testimonianze ricevute. Testimonianze di vittime di violenza nella loro infanzia, di persone ora adulte o degli studenti incontrati nello svolgimento dei nostri progetti di formazione, ad oggi più di 5.000. 4.000 email ricevute per richieste di consulenza, lettere, ascolto telefonico, assistenza diretta presso la nostra sede o attraverso i nostri esperti professionisti. Progetti di formazione e monitoraggio sulle violenze subite durante l'infanzia. I dati in nostro possesso parlano chiaro: il 17% dei ragazzi monitorati a Vicenza e provincia ha subito violenza sessuale, il 3% fisica e il 10% psicologica (dati rilevati con un questionario anonimo su un campione di 1.300 studenti maggiorenni nel 2005). Purtroppo in questi casi anche quando l'adulto riesce a cogliere dei segnali di disagio non mette in atto alcun tipo di tutela, e questo avviene nel 99% dei casi. Le denunce che giungono quindi alle Istituzioni sarebbero solo l'uno per cento delle violenze subite nell'infanzia. Medesimi risultati hanno ottenuto simili monitoraggi svolti dall'Istituto di igiene preventiva dell'Università di Milano nel 2001 e a Ginevra nel 1995. Dati allarmanti ai quali non è seguita qui a Vicenza alcuna tangibile contromisura ma nemmeno alcuna riflessione da parte delle Istituzioni socioassistenziali. Nel corso degli ultimi anni, attraverso i progetti svolti nelle scuole, si evidenzia dalle testimonianze dei ragazzi la latitanza degli adulti di riferimento nei processi evolutivi dalla prima infanzia fino alla maturità. L'incoerenza del mondo adulto è il motivo più ricorrente descritto dai nostri ragazzi che allontana le comunicazioni tra mondo bambino e mondo adulto. Aspre critiche vengono rivolte ai mass media, in particolare a tv e carta stampata, attraverso i quali vengono veicolate immagini di adulti poco edificanti, figure queste a volte idilliache, edulcorate da spot e programmi irreali ai quali si contrappongono sempre più spesso immagini e scene di adulti volgari, violenti o dall'immagine del bambino sempre più mercificato o usato in programmi e spot demenziali. Una tv spazzatura sempre più ingombrante ed incapace d'essere veicolo di formazione ed intrattenimento culturale per i giovani; una stampa appiattita su informazioni omogenee, a volte asservita alla proprietà o alle ideologie e semplice strumento di sponsorizzazione, oppure veicolo di informazioni carenti, banali, stereotipate se non addirittura strumentali e capziose. I ragazzi non trovano negli adulti dei testimoni validi, modelli a cui ispirarsi, ancore a cui aggrappare e confidare le loro insicurezze, paure e disagi. Va ancora peggio la valutazione che danno i nostri ragazzi degli adulti nella politica: la politica è fatta da adulti per gli adulti. I minori non votano e quindi non contano quanto gli adulti. Le proposte che vengono rivolte agli elettori non toccano che in minima parte la questione infanzia. I nostri ragazzi si sentono poco rappresentati e questo genera scarsa fiducia nelle Istituzioni. Ci chiedono dove sono gli spazi per i giovani, per il ritrovo, per momenti di sano divertimento, per il dialogo, per suonare, per gli scambi culturali, ambienti, strade, quartieri, scuole, Istituzioni che siano pensate, costruite e messe a disposizione anche per loro. Chi ha risposto finora a questi loro interrogativi? Il palazzo è sempre più lontano dalla voce dei giovani e anche questa associazione constata come funzionino e rispondano tempestivamente le Istituzioni a livello nazionale mentre si evidenziano ingiustificate assenze della politica locale ai nostri costanti inviti a partecipare alle iniziative che ci ritrovano a riflettere con i minori. Il Garante per la Privacy, il Ministero delle Comunicazioni, la Presidenza della Repubblica, i comitati di autoregolamentazione radiotelevisiva ed internet, tutti hanno sempre risposto alle nostre richieste con tempestività. Inviata una lettera al Presidente della Camera in mattinata in merito alla violenza sui bambini ed alla cultura pedofila, al pomeriggio sono stato contattato telefonicamente dalla sua segreteria che mi riportava la solidarietà ed il sostegno dello stesso Presidente. Il comitato di autoregolamentazione radiotelevisivo ad ogni nostra segnalazione è sempre intervenuto tempestivamente comunicandoci gli esiti risolutori in proposito. L'ultima risoluzione in ordine di tempo, pervenutaci il 12 Giugno 2006, su una trasmissione televisiva di Italia 1 che su nostra istanza è stata sanzionata per violazione al codice, ci è stata comunicata via fax presso la nostra sede. Onore al merito quindi a queste testimonianze di politici ed Istituzioni al servizio del cittadino. Peccato non poterlo dire anche ad altri nostri amministratori locali. Un esempio per tutti: al primo incontro formativo di questo ultimo progetto abbiamo invitato tutte le Istituzioni locali, ma alla presenza di 250 studenti e relativi docenti abbiamo amaramente constatato le singole partecipazioni del Presidente della nostra Circoscrizione 5, rappresentanti della Procura e della Polizia e l'assenza di tutti gli altri nostri amministratori pubblici locali. L'amarezza non è per un'offesa arrecata a noi, siamo forti ed abituati a ben peggio, ma per la mancata opportunità di contribuire ad un progetto di formazione altamente qualificato che è anche stato premiato dal Presidente della Repubblica (medaglia assegnata il 31/05/2006). Spiace davvero constatare l'assenza di dirigenti e assessori delegati alle politiche dei servizi sociali del Comune e delle Usl di Vicenza che dovrebbero, a nostro avviso, essere tra i primi interessati a queste tematiche sociali. Come faranno questi nostri ragazzi ad avere fiducia negli adulti se questi adulti disattendono qualsiasi loro aspettativa di confronto?

Le nostre conclusioni

"Educare" deriva da "ex-ducere" letteralmente "cavar fuori" e quindi riuscire a capire, sentire, ascoltare ciò di cui il bambino ha bisogno, rappresentando così da adulti proteggenti, soccorrevoli e tutelanti i suoi diritti, interessi, aspirazioni e necessità. L'interesse superiore del Bambino, che molte normative e leggi sanciscono, regolano, e quindi non l'interesse dell'adulto. E per riuscire in questo non è sufficiente proclamare un principio, festeggiare i diritti dei bambini una volta all'anno, organizzare e celebrare i fanciulli con qualche festicciola, ma c'è l'impellente ed improcastinabile necessità di capire, da adulti saggi, che si deve trattare la questione infanzia attraverso precise scelte di metodo, sociali, politiche attraverso una nuova cultura per l'infanzia. Questa mia non vuole essere una sterile lamentela o un "j'accuse" qualunquista contro chissà quale parte politica! La nostra associazione è apartitica ma questo non significa apolitica. L'etimologia del termine "politica" significherebbe esprimere tutte quelle attività che sono per la polis, per la collettività, quindi anche l'impegno volontario che rappresenta interessi diffusi. Interessi, diritti, che sono spesso disattesi da una visone adultocentrica. I ragazzi da noi incontrati sono nauseati da questa politica interessata solo ad attività che offrono qualche tipo restituzione, tornaconto, un ritorno ad esempio di consenso elettorale - i minori non votano e quindi meglio occuparsi e gestire questioni, programmi e servizi per adulti -.

Le nostre proposte

E' necessaria una collaborazione paritetica tra politica e volontariato per acquisire, insieme e con pari dignità, esperienza e competenza per rispondere al meglio ai disagi che, nel nostro caso ad esempio, appartengono ad un fenomeno sommerso, la violenza sui minori, diffuso e sconosciuto a chi, istituzionalmente, se ne dovrebbe occupare. Il volontariato che svolge questa associazione è super partes in riferimento partitico ma è concretamente ancorato ai bisogni e alle necessità dei minori che sono conosciuti e vissuti attraverso le nostre attività. Conoscenze ed esperienze assolutamente ignorate da tutte le realtà socioassistenziali che mai hanno accettato le nostre proposte di collaborazione per seri interventi di prevenzione del disagio, dell'abuso e della violenza sui minori. Lo scopo di questa lettera vuole essere un appello perché anche Lei si faccia promotore di critica propositiva nei confronti di chi amministra, gestisce e rappresenta le Istituzioni cittadine affinché siano stimolate a collaborare, nei fatti e non solo a parole, con questa importante realtà che è il volontariato. Critica nell'accezione positiva del termine, che è analisi propositiva. Non sono sufficienti le adesioni formali, i patrocini, per dirsi dalla parte dei bambini. Queste associazioni, i progetti, le attività, i dati, la voce dei nostri studenti, devono essere ascoltate, invitate a relazionare a tutti i soggetti politici, amministrativi e socio assistenziali e soprattutto si deve necessariamente tenere conto di quanto emerge dal contatto diretto che abbiamo noi volontari con la collettività. I piani di zona territoriali, i servizi sociali ed educativi devono necessariamente programmare dei servizi che siano conseguenti alla realtà delle esigenze soprattutto dei soggetti più deboli ed indifesi, come i bambini vittima di violenza. Tale realtà in questi anni è sempre stata considerata alla luce dei dati e delle necessità che "ufficialmente" risultano, in mancanza di qualsiasi serio confronto con chi opera nel volontariato, ma appare evidente a tutta la collettività che non corrispondono alle reali necessità. I servizi sociali offerti risultano così insufficienti ed il volontariato viene visto come risorsa a cui si delega il compito di supplire con la beneficenza a ciò che dovrebbe essere un diritto. Troppo spesso il volontariato viene interpretato come servo scemo delle Istituzioni e poco o nulla viene riconosciuto alle associazioni in termini di competenza e professionalità dalla politica cittadina. La politica cittadina si sta sempre più allontanando dai reali bisogni della società, sorda a qualsiasi invito e confronto con i disagi emergenti. La presunzione del sapere non solo ignora la qualificata opera di questa associazione ma addirittura nega qualsiasi tipo di confronto e dialettica. Le attestazioni di stima e riconoscenza, pervenute anche dalla più alta carica dello Stato, sono il risultato e la prova che non sono "nostre" le positive valutazioni di competenza. Spiace constatare che questa associazione ogni anno vede migliorare ed ampliare le proprie attività e collaborazioni sempre più… lontano dal Comune di Vicenza. Riconoscersi e ritrovarsi nella definizione "nemo profeta in patria" non ci consola e soprattutto non qualifica questa città nei confronti dei minori. Riteniamo che il presidio della legalità e del diritto stia nelle Istituzioni e, nonostante tutto, intendiamo favorire sempre tutte quelle attività che siano mirate allo scambio attivo tra Istituzione e volontariato. Questa associazione si propone ad essere soggetto da coinvolgere nelle scelte della politica sociale e di programmazione di attività di prevenzione della violenza sui minori, in un rapporto basato sui corretti valori di reciproco riconoscimento di merito e competenza. Noi, insieme alla buona volontà di diverse associazioni, abbiamo trovato nel Movimento per l'Infanzia valori ed ideali che fungeranno da volano per raggiungere obiettivi e finalità a livello nazionale, le stesse finalità che hanno fatto nascere anche questa associazione, una nuova cultura per l'infanzia. Inviando questa nostra riflessione, ci auguriamo che nel prossimo futuro in queste Istituzioni cittadine e nelle politiche sociali di Vicenza si assuma una sana consapevolezza della realtà che noi da anni evidenziamo e denunciamo pubblicamente per iniziare finalmente a programmare insieme progetti seri di prevenzione del disagio anche per Vicenza e soprattutto per i bambini. Altrimenti, nel prossimo futuro, a perdere non saremo noi o chissà quale parte politica, ma i nostri bambini. Servizi, politiche e società che non sanno proteggere i propri figli, non hanno futuro. Non è una profezia, semplicemente il conseguente destino di chi non ascolta i bisogni e le necessità delle generazioni future.

 

Vicenza 14 Giugno 2006

S.O.S. Infanzia onlus - Vicenza Il Presidente (Graziano Guerra)

Breve stralcio pubblicato ne "Il Gazzettino" (prima pagina pdf)      articolo completo