Scuola e vigilanza alunni foglio di stile Nuova pagina 2
Il Giornale di Vicenza 08/11/2006

Il difensore civico sul “caso Pajello”

«Il modulo firmato non esime la scuola dalla vigilanza»

di Anna Madron

La scuola ha l’obbligo di vigilare sui propri alunni. Sempre e comunque. Sia che rimangano in classe, sia che escano per andare al cinema, al museo o a vedere gli animali allo zoo. Nessun “collaboratore esterno”, sia egli una guida o un esperto di qualsiasi genere, solleva insomma la scuola dalla responsabilità di vigilare sugli studenti. Questo il verdetto del difensore civico Massimo Pecori, interpellato sulla questione delicata della vigilanza da Graziano Guerra, genitore di un’alunna che frequenta le elementari Pajello di Polegge, plesso dell’istituto comprensivo 11 che ha sede in via Prati ed è diretto da Maria Grazia Guarenti. Dove anche quest’anno è stato consegnato alle famiglie - come del resto è di prassi in tutte le scuole della città - un modulo da firmare, con il quale si chiede l’autorizzazione per eventuali uscite didattiche a piedi, in autobus Aim o con mezzi di altre aziende di trasporto programmate nel corso dell’anno scolastico. Solo che nel modulo in questione viene anche precisato che i genitori sono «a conoscenza che i docenti accompagnatori sono soggetti della (sic) vigilanza sugli alunni con responsabilità limitata ai soli casi di dolo o colpa grave (art. 61 L.n. 312 dell’11.07.1980)». Di conseguenza, attraverso la firma, si chiede di «sollevare la scuola da qualsiasi responsabilità, nel caso di collaboratori esterni, per quanto possa accadere al figlio durante le visite didattiche programmate (art.8 C.M. 291/92)». Obiezioni? Poche. Le firme, infatti, come ogni anno non si sono fatte attendere e i moduli riconsegnati al comprensivo, puntualmente compilati. Con qualche eccezione, però. È il caso di Graziano Guerra, responsabile dell’associazione Sos infanzia onlus di Vicenza, che ha gettato il classico sasso nello stagno. «Ho autorizzato mia figlia a prendere parte a tutte le uscite organizzate dalla scuola - spiega - ma senza firmare quella dichiarazione, perché convinto che la richiesta della preside contrasti notevolmente con la normativa giuridica di riferimento. La scuola ha infatti precisi obblighi di legge e fra questi c’è la vigilanza sugli alunni, anche durante le ore in cui sono presenti “collaboratori esterni”, definizione peraltro vaga con la quale si indicano i bidelli, gli autisti degli autobus, le guide turistiche». Non pago di aver omesso la firma, Graziano Guerra ha bussato anche alle porte del difensore civico comunale per chiedere, spiega, «un ulteriore parere competente», giunto qualche giorno fa e subito girato dallo stesso Guerra alla preside Guarenti. Nella risposta viene detto chiaramente che attraverso il modulo fatto compilare ai genitori «l’istituto scolastico non può esimersi dall’obbligo di vigilare e custodire gli alunni, obbligo posto a suo carico direttamente dalla legge al momento della ’presa in carico’ del minore». Di conseguenza, sostiene il difensore Pecori, «la responsabilità per eventuali danni subiti dagli alunni, anche se cagionati da collaboratori esterni o terzi, resta a carico dell’istituto» e «la sottoscrizione del modulo da parte dei genitori non ha alcun valore giuridico in quanto l’obbligo di custodia discende dalla legge e dura fino a quando il minore non viene affidato alle cure di un altro custode, vale a dire ai genitori o ad altri soggetti legittimati».