La foto del neonato ucciso e pubblicata nel Gazzettino foglio di stile Nuova pagina 2

Ai quotidiani italiani

Egr. direttore,

 in merito alla vicenda della fotografia pubblicata nel Gazzettino del neonato morto, ucciso dalla furia caina di un criminale, desideriamo intervenire nel quotidiano da lei diretto per esprimere alcune considerazioni. Accade ora, come spesso succede, che vi sia una levata di scudi da parte di molti che intendono, sicuramente in buona fede, esternare indignazione quando un fatto violento viene rappresentato dai massmedia con immagini, cronache e resoconti giornalistici che sembrano (o sono) lesivi dei codici deontologici o delle normative in materia di tutela dei minori. Nell'ambito delle nostre attività statutarie, quotidianamente ci occupiamo di evidenziare nel nostro sito internet gran parte delle notizie che la stampa nazionale riporta per quanto riguarda il disagio, l'abuso, il maltrattamento e la violenza che vede i minori come vittime di reato. Negli ultimi 4 anni abbiamo evidenziato che raramente, o forse mai, ci si indigna per quanto avviene quotidianamente e non assistiamo ad una giusta e sacrosanta presa di posizione, nei fatti, a favore dei bambini che, ad opera di adulti criminali e molto spesso appartenenti alla cerchia parentale, vengono strumentalizzati, molestati, violentati ed uccisi. Tutte le ricerche serie in tal senso riportano dati allarmanti ai quali nessuno fa caso, come ad esempio che 1 bambina ogni 5 è vittima di violenza sessuale. Questo accade tutti i giorni, qui in Italia, qui nel Veneto, nelle nostre città ed è trasversale a qualsiasi ceto sociale. Capita oggi che lo sdegno, la rabbia sia rivolta verso la pubblicazione di una foto e come sempre si vuole creare "il caso", quasi a suffragare la persistente convinzione che "quel" bambino ucciso è la sfortunata e unica vittima di un raro caso di folle violenza oltre il quale e al di là del quale esiste una popolazione di bambini sufficientemente felici e protetti. Certo, forse la scelta di pubblicare quella foto non è da considerarsi esemplare ma voglio augurarmi che il Direttore abbia voluto stimolare l'attenzione del lettore ad interrogarsi, a ricercare, e forse anche "ferire" il lettore con l'acume di un dubbio, con l'ansia di una domanda, con l'intelligenza di un approfondimento riflessivo. Voglio sperare che nell'era del villaggio globale, del culto dell'immagine, l'immagine appunto sia servita a rappresentare quanto la nostra collettività cerca di dimenticare, di allontanare da sé e cioè la paura, il mostro, l'orco cattivo che uccide i bambini. Voglio pensare che quella foto pubblicata sia servita a scuotere le nostre coscienze assopite, narcotizzate dall'orrore quotidiano che immaginiamo appartenere sempre al di fuori di noi, oltre di noi, lontano, così lontano da non essere parte di noi, della nostra società, dei nostri piccoli orticelli in cui ci sentiamo sicuri e tranquilli. Ma se di violazione della normativa si tratta, allora dovrebbero essere sottoposte ad attenta valutazione le cronache di tutti i quotidiani quando sistematicamente ed in maniera spesso subdola e sicuramente lesiva della dignità e del rispetto che alle vittime di violenza sicuramente si deve, riportano simili episodi. Ma credo che enfatizzando la scelta, se pur discutibile, di un direttore si tende a dimenticare che una vita umana, un piccolo neonato innocente è stato barbaramente ucciso. E che diamine! Questo è il vero dramma, questo è lo sdegno che ci deve trovare tutti uniti: mai più violenze, mai più bambini uccisi! Allora io esorto tutti, giornalisti e adulti in genere a farsi parte, a coalizzarsi con i fatti e non solo a parole non contro qualcuno ma per i Bambini. Purtroppo tra qualche giorno nessun giornalista parlerà di questa ecatombe della coscienza e prevedo pure che le persone che normalmente fruiscono dei mezzi di informazione, non leggendo e non ascoltando nessuna notizia per mesi di minori uccisi o violentati, si convinceranno che nella nostra società i bambini sono ottimamente tutelati e protetti da una rete di attenzione e solidarietà e di puntuale informazione diffusa e coerente. Poi accadrà, purtroppo fra qualche mese, che un bambino sarà vittima di qualche clamorosa violenza, adatta per diventare una truce telenovela, che sarà raccontata a tutto il popolo italiano fin nei minimi dettagli, per qualche giorno o qualche settimana (dipende dall'audience). Allora tutti ci stupiremo, piangeremo, parteciperemo al dolore con commozione e sdegno così come si fa quando si guarda un film triste, una telenovela strappalacrime, ma poi torneremo, magari dopo un paio di fiaccolate, a guardare qualche altro reality show. L'importante, caro Direttore, è non pensare, non riflettere, non sentirci responsabili, non sentirci coinvolti, l'importante è che la nostra commozione, il nostro sdegno i nostri sentimenti siano fini a se stessi e che magari trovino il capro espiatorio di turno. Allora anche il quotidiano di turno o il suo Direttore diventeranno i colpevoli sfogando su di loro la nostra rabbia le nostre insicurezze rendendo così impossibile che tutte le nostre meravigliose buone intenzioni si trasformino in pensieri e azioni di reale solidarietà e impegno verso i bambini, tutti i bambini che vivono l'incubo della violenza, della privazione, della negazione dei diritti fondamentali della loro personalità.

Il presidente

(Graziano Guerra) Presidente Sos Infanzia Onlus e coordinatore per il Veneto del Movimento per l'Infanzia

Vicenza 13 Maggio 2006

 

Gazzettino 16/05/2006

www.sosinfanzia.org

www.movimentoinfanzia.it

Inviata ai quotidiani il i 13/05/2006

Pubblicata Gazzettino 16/05/2006