Scuola per genitori foglio di stile Nuova pagina 2

22/11/2006

Le cronache di questi giorni ci stanno proponendo tanti avvenimenti che vedono protagonisti di fenomeni di bullismo, violenza di gruppo, vandalismo, ragazzi poco più che adolescenti . Sembra quasi di trovarsi di fronte ad un'emergenza sociale. Sono mamma di un ragazzo ventenne, studente universitario in corso, educatore di ACR ed un dodicenne studente di seconda media. Svolgo un lavoro impegnativo, mi occupo di volontariato, svolgo un cammino di fede, ho ripreso a studiare ed ora, come dice mio marito, faccia anche da badente al mio papà anziano. Sia io che mio marito abbiamo una vita intensa, a volte frenetica, non mancano i momenti di tensione in casa.... I nostri figli non ci hanno mai dato problemi che non fossero quelli fisiologici legati all'adolescenza , alla crescita, al confronto con la società in cui vivono. Durante il convegno organizzato sabato 18 novembre a Foligno dal Movimento per l'infanzia al quale ho partecipato come socia fondatrice di SOS Infanzia ed addetta alla rassegna stampa del sito dell'associazione, alla conclusione delle relazioni vi è stato un un momento di interazione, come accade sempre, con il pubblico in sala.Un intervento che mi ha lasciata perplessa e fatto anche riflettere è stato quello di un rappresentante dell'associazione " Padri separati" che proponeva una scuola per genitori. Leggevo, nella mia quotidiana ricerca di notizie, che i ragazzi che avevano consumato una violenza di gruppo provenivano da " famiglie perbene". Forse, mi sorge il dubbio, che più che perbene si volesse intendere benestante. La mia mamma era una casalinga con licenza di quinta elementare ( ai suoi tempi era già una buona istruzione) ; mio padre dopo la licenza elementare aveva frequentato qualche anno di istituto d'arte poi si era fermato a causa della guerra. Nessuno di loro due aveva frequentato una " scuola per genitori" eppure hanno tirato su due figlie sane che a loro volta hanno formato famiglie sane. Essere genitori è un compito impegnativo ,ma non gravoso se come per le tutte le cose si fa uso di una grande quantità d'amore che non deve essere confuso con permissivismo o elargizioni di varia natura ed entità. Basta, a mio avviso, trasmettere ai figli valori civili e morali, che poi non sono lontani neppure da quelli religiosi, dare loro la possibilità di esprimere esuberanze e conflitti restando però sempre nei limiti della correttezza del rispetto degli altri e di se stesso, renderli partecipi delle gioie e sofferenze quotidiane. E' assurdo pensare ad una scuola per genitori nella quale acquisire nozioni, regole applicabili a tutti i figli ed a tutte le situazioni. Una scuola per genitori non è un ulteriore deresponsabilizzarsi per poter poi trasferire su altri ( i cattivi maestri) eventuali insuccessi, un'ammissione di incapacità di progettare un percorso individuale educativo per i propri figli?

Antonietta Cipriano