I nomi dei pedofili foglio di stile Nuova pagina 2

Tg.Com

11/4/2007
Gb,mappa dei pedofili? Anzi no
La controversa legge viene ritirata

Il governo inglese ha fatta marcia indietro su una sperimentazione anti-pedofili voluta da un deputato laburista. In base all'iniziativa che avrebbe dovuto partire a giorni in tre zone per poi eventualmente diventare legge tra qualche mese la polizia avrebbe aperto parzialmente i propri schedari a genitori, insegnanti, direttori di asili dichiarando quanti pedofili vivevano in una data zona, ma senza rivelarne l'identità.

 

La legge avrebbe dovuto chiamarsi "Sarah's law", in ricordo di Sarah Payne, la bambina di 8 anni uccisa nel 2000 da un pedofilo recidivo. Plasmata sulla scia dell'analoga "Megan's law" americana, in vigore dopo lo stupro e l'uccisione di una bambina 13 anni fa nel New Jersey da un pedofilo appena scarcerato.

A volerla strenuamente era stato l'onorevole Dan Norris che avrebbe seguito la sua applicazione sperimentale in tre distretti di cui solamente il nome di uno, Wansdyke, nel Somerset, località turistica estiva per famiglie nel sud est dell'isola nonché sua circoscrizione elettorale.

Ma queste "zone a rischio pedofili", dei quali non sarebbero state rivelate tuttavia le generalità, senza quindi liste di proscrizione, avevano creato qualche imbarazzo istituzionale. Di fronte alle perplessità di associazioni per l'infanzia, politici e vertici delle forze dell'ordine, il ministero dell'Interno dapprima aveva corretto il tiro: nessuna mappa ma solo informazioni mirate.

Poi, il ministro dell'Interno britannico Reid ha annunciato che non avrebbe seguito alla sua proposta di introdurre nel Regno Unito la versione dell'americana Megan's Law, che aveva suscitato vive polemiche. Al massimo, ha indicato Reid, si potrà chiedere di verificare se la baby-sitter o il nuovo partner ha avuto precedenti penali per abusi su minori.

In Gran Bretagna, tuttavia, è già in vigore una legge che consente alla polizia di avvertire donne che allacciano relazioni con un pedofilo conosciuto alle forze dell'ordine e sopratutto se in casa ci sono bambini.

Con la nuova normativa c'era chi temeva che, sapere genericamente che in un quartiere ci sono dei pedofili, avrebbe potuto ghettizzare la zona o creare inutile allarmismo nei genitori. Mentre per la polizia, sentendosi individuati dai vicini, i condannati per pedofilia, dopo la scarcerazione, abrebbero potuto decidere di far perdere le loro tracce rendendo ancor più difficile agli agenti il compito di sorvegliarli.


"Introdurre la Megan’s Law anche in Italia”. Anche la politica nostrana prende al volo l'idea di Stati Uniti e sperimentata anche in Gran Bretagna. “Consentire ai genitori o ai responsabili di scuole e asili di avere accesso, anche se limitato, agli archivi della Polizia per sapere se in un quartiere o in un’area ci sono persone con precedenti per pedofilia  - dice Riccardo Villari della Margherita - sarebbe una norma di trasparenza e una cautela preziosa di fronte al crescente allarme per questo tipo di reati