Abusi all'asilo foglio di stile Nuova pagina 2

L'informazione sui bambini "presunte" vittime all'asilo

 

Come presidente di Sos Infanzia affronto quasi quotidianamente testimonianze di abuso subito durante l'infanzia. Mi sono abituato ad ascoltare, leggere testimonianze sempre diverse e sempre sconvolgenti. A volte con grande impegno emotivo faccio entrare nella mia mente le vicende più penose, più insolite. Ho imparato che la quotidianità di una parte dell'infanzia, la quotidianità per il 30% dell'infanzia, è fatta anche di violenza. Dopo il caso dell'asilo di Roma, a questa associazione sono pervenuti molti interrogativi su come sia possibile che adulti preposti alla tutela e alla protezione di quei bambini a loro affidati (pensiamo solo al fatto che sono passati mesi dalle denunce dei presunti abusi al momento in cui hanno allontanato i presunti abusanti) abbiano disertato il ruolo che spetta ad ogni essere umano: quello di sentire che la propria umanità e la propria dignità esigono la protezione del più piccolo e del più debole, almeno nel contesto socio-educativo. Questa vicenda, ma certamente non solo questa, dimostrano che questo tipo di indifferenza, ignoranza nel concepire cosa sia l'interesse superiore del Bambino e non quello dell'adulto, è non solo possibile ma frequente. Purtroppo. Mi sono spesso occupato di questo aspetto nei miei interventi, conferenze, incontri, nei miei scritti ed oggi per molti nostri utenti ho dovuto riaffrontare tale questione. L'omertà, il silenzio, l'indifferenza , l'insensibilità degli organi preposti, di chi vive accanto agli accusati o ne aveva diretta responsabilità, di chi vede e fa finta di niente, di chi potrebbe fare ma preferisce lavarsene le mani, sono ingredienti costitutivi della violenza e della sua riproduzione non solo nella famiglia, ma più in generale nella società, nella scuola e nella storia. Senza l'insensibilità della popolazione, senza il suo atteggiamento di diniego e di rimozione di fronte alla violenza all'infanzia in qualsiasi parte del mondo, non ci sarebbe il turismo sessuale, senza l'insensibilità e l'incapacità di ascolto empatico da parte di buona parte della comunità adulta nei confronti dei bambini non ci sarebbero violenze intrafamiliari che durano decenni, senza l'omertà e l'indifferenza l'agenzia educativa più importante che è la scuola isolerebbe e allontanerebbe subito un insegnante anche solo sospettato di simili nefandezze; senza le coperture di chi vive accanto a questi criminali non ci sarebbero coinvolgimenti di centinaia di bambini da parte di organizzazioni criminali pedofile senza che nessuno se ne accorga e senza che nessuno faccia niente. Se non comprenderemo questo, se anche questo "caso" non riuscirà a scuotere le nostre coscienze, se le timide dichiarazioni di personaggi famosi tese a "garantire" l'adulto non ci apriranno gli occhi verso un mondo di bambini violati, offesi e non ascoltati e protetti, saremo condannati dalla nostra stessa ignoranza a rivivere il perpetuarsi di queste drammatiche realtà sui nostri figli e sui figli dei nostri figli. La vera prevenzione parte da questa consapevolezza: 1 bambina ogni 5 in Italia è vittima di violenza sessuale, 100.000 sono le vittime ogni anno in Italia e di queste solo l'1% viene denunciato, non esistono isole felici e la pedofilia è un fenomeno trasversale a qualsiasi ceto sociale. Le nostre esperienze, i dati in nostro possesso, le migliaia di testimonianze ricevute evidenziano l'incapacità di larga parte del mondo adulto di affrontare la violenza all'infanzia soccorrendo e tutelando le vittime ed anzi, spesso, il garantismo adultocentrico riservato al presunto abusante non permette l'assistenza adeguata, tempestiva e soccorrevole alla vittima. L'adulto è strutturato per difendersi anche da un'ingiusta accusa mentre il bambino, anche se "mistificasse" la realtà, come si sostiene spesso da parte dei presunti abusanti, ha assolutamente bisogno di trovare, sempre, adulti che rappresentino la tutela, sociale, istituzionale e familiare che sia effettivamente dalla parte di questo "interesse superiore" enucleato nei principi giuridici e normativi della nostra evoluta società. In questo specifico caso, come in altri, assistiamo invece da un lato il Gip che sostiene che i bimbi sono credibili e dall'altro una parte dell'informazione, anche Rai, che tende a sostenere la tesi della montatura. Noi non facciamo processi a nessuno, siamo assolutamente contrari ai processi di piazza o mediatici perché riteniamo che il presidio della legalità sta nelle Istituzioni preposte. Ma quale credibilità diamo alle nostre Istituzioni e soprattutto che fiducia diamo a quei bambini, traditi prima da adulti criminali (secondo la loro versione ritenuta credibile dalle Istituzioni) ed ora rinnegati anche da un'informazione che non apporta alcun significativo contributo di approfondimento e che invece allude e sostiene tesi di diaboliche montature a danno degli adulti? I bambini vanno sostenuti, aiutati, ascoltati, non intimoriti. Lo sappiamo bene: è più facile credere che un adulto, più o meno famoso, più o meno importante, sia vittima di odiose montature piuttosto che un bambino sia vittima di violenza sessuale. E' più comodo, impegna meno la nostra coscienza il nostro pensiero, il nostro quieto vivere. A sostegno di questo concetto l'informazione mediatica veicola affermazioni dei "maestri di pensiero" di turno, come quella di "nonno Libero" - Lino Banfi - che si è augurato che sia tutto una fiction. Possiamo quindi continuare a narcotizzarci con l'idiozia di turno che la televisione ci propina rimanendo "increduli" verso chi "tocca" questi nostri piccoli oppure conoscere per capire, ascoltando e leggendo ad esempio le perizie degli esperti professionisti che hanno ascoltato i bambini. Io ritengo che se desideriamo veramente prevenire e capire abbiamo urgente necessità di approfondita e competente informazione. Un'informazione che dia voce alle centinaia di migliaia di vittime, finora relegate all'anonima ed inascoltata sofferenza, e che smetta di veicolare per il mondo voci adultocentriche, come quella di uno sparuto gruppo di imbecilli che proclamava la presunta costituzione di un partito pedofilo mai nato. Una corretta informazione che non si adegui alla moda di assecondare chi grida più forte o chi è più famoso o importante ma che sia cassa di risonanza di reali ed urgenti problemi sociali vissuti e sentiti dalla collettività, in particolare quando sono rappresentati dai soggetti più deboli ed indifesi. Ora basta con le ambiguità, le timidezze, le trascuratezze: siamo stanchi di constatare che non c'è alcun segnale di investimento e approfondimento serio nella prevenzione di questi drammi. Non bastano i volontari, ma tocca ad ogni adulto impegnarsi perchè le leggi siano applicate e migliorate, le pene scontate, programmi di intervento nelle scuole di ogni ordine e grado, formazione ai genitori, agli operatori ed educatori che si occupano dei nostri figli. Quanti saranno disposti a fare marce, cortei e proteste collettive per questo? Ahimè temo la risposta. I nostri figli, il nostro futuro hanno bisogno di riconoscersi in modelli di riferimento espressi da adulti capaci di scelte forti e coraggiose non da qualunquisti o peggio ancora da ipocriti opportunisti.

Il presidente Graziano Guerra

Pubblicata in Comincialitalia.net 

Il Giornale di Vicenza

Il Gazzettino

27 Aprile 2007