Certezza della pena per i pedofili foglio di stile Nuova pagina 2

Scandaloso quel principio del beneficio

E' consueto leggere la cronaca e trovare resoconti processuali secondo i quali i pedofili ottengono sistematicamente sconti di pena. Non sono il numero dei mesi o degli anni di sconto lo scandalo, ma il principio secondo il quale chi ha usato violenza sui bambini, ritenuto colpevole da un'aula di Giustizia e condannato, sia ammesso a tale beneficio. Il carcere rimane allo stato attuale l'unica forma di protezione per questi individui: protegge le potenziali future vittime e protegge anche il pedofilo dalle sue perversioni. Si potrebbe discutere sulla validità della carcerazione così com'è nella realtà: sono del parere che il paventato reinserimento nella società di simili individui, se pur auspicabile nonostante tutto, risulti possibile solo con adeguate terapie e strutture che attualmente non esistono in carcere. Tuttavia non si possono beneficiare i pedofili scaricando sui cittadini problematiche che nemmeno le Istituzioni sono in grado di gestire. Pertanto, in questo momento, il carcere è l'unico strumento di protezione sociale da questi individui. Allo stato dei fatti quindi ci si chiede come mai tanta indulgenza che decurta ed annulla "ipso facto" la pena anche di questi assassini dell'infanzia. Ancora una volta le aspettative sacrosante del diritto delle vittime vengono rinnegate dagli adulti. Dov'è la certezza della pena in tutto questo? Che giustizia è mai questa che fa sconti di pena ad un violentatore di bambini? Come potrà mai esserci pace senza giustizia? Con quale coraggio possiamo dire oggi ad un genitore di una vittima che l'abusante era già stato condannato per lo stesso reato ma che la sua perversione non poteva essere nota e che non era giustamente carcerato ma libero di commettere l'ennesima violenza? Intendiamoci, i magistrati applicano le leggi che il parlamento, eletto da noi cittadini, legifera. E' necessaria una giustizia umana, foriera di pace sociale capace di rispondere ai reali bisogni dei più piccoli ed indifesi. Bisogni di tutela, di protezione, di pene certe e scontate per chi si macchia di orrendi crimini sull'infanzia, di programmi di prevenzione e tutela per l'infanzia. Da cristiano sono assolutamente convinto che si devono aiutare anche i pedofili ma tale recupero, per questi specifici pregiudicati, è possibile solo mediante strutture protette ed adeguate terapie, non certo rimettendoli in libertà. Chi si occupa di violenza all'infanzia come questa associazione che presiedo, raccoglie lo sgomento e l'indignazione delle vittime e dei loro familiari per l'offesa arrecata all'infanzia violata. L'errore commesso dalle Istituzioni preposte, concedendo "benefici" a termini di legge che hanno rimesso in libertà un pedofilo condannato, si perpetua con l'ennesima violenza commessa dallo stesso pedofilo, manifestando l'incapacità di questo sistema di tutelare altre potenziali vittime innocenti. Ci auguriamo che si inizi finalmente a capire, da parte di tutti, che questi perversi criminali debbono scontare la pena che verrà loro comminata, dopo l'iter processuale che dovrà stabilire responsabilità e colpe in un'aula di giustizia. La certezza della pena, concetto sentito dalla comunità ma che sembra dimenticato da più parti, sarà quindi la logica conseguenza di un processo che è atto riparativo, necessario e doveroso socialmente per la protezione anche di altre potenziali vittime (nella storia di un pedofilo ci sono spesso violenze ripetute su più vittime). L'assunzione di responsabilità del pedofilo, l'ammissione delle sue colpe, sono i presupposti per rendere possibile anche un cristiano ipotetico recupero dell'abusante, ovviamente dopo che ha pagato le sue colpe verso la vittima e la società. Così inizieremo forse a comprendere che la coerenza tra stupendi enunciati a favore dell'infanzia e la concretezza dei fatti porranno fine all'essere Ponzio Pilato di fronte ai tanti Erode di turno. Esistono dei valori che devono essere difesi non solo dalle associazioni di volontariato ma tutti gli adulti di buona volontà.. Dobbiamo ritrovare la capacità di indignarci e di agire concretamente. Ma non basta stracciarci le vesti e scandalizzarci di fronte all'ennesima violenza ai danni di una bambina ma trovare, ognuno di noi, la forza di batterci per valori assoluti e nobili ideali che sono alla base di una civiltà che si dice evoluta. Quanti leggendo queste notizie si scandalizzano, quanti si organizzeranno, scenderanno in piazza, faranno mozioni, tavole rotonde? Quante testate giornalistiche interverranno a Vicenza, televisioni pubbliche e private faranno servizi speciali per denunciare l'ennesima violazione dei diritti del bene più prezioso al mondo, i nostri Bambini? La violenza ai bambini non fa più indignare, non fa più riflettere, non scandalizza, non fa male e oramai non viene neppure sentita come un bisogno per il quale si debba adeguatamente legiferare, tutelare, reprimere e tutelare. Ora possiamo tornare a occuparci dell'ultima alchimia politica, del "Dal Molin", degli importantissimi e improcrastinabili problemi legati al mondo del calcio.

Graziano Guerra, Presidente Associazione S.o.s. Infanzia Onlus Vicenza

Pubblicata nel Giornale di Vicenza 24 Marzo 2007