Mass media e preti pedofili foglio di stile Nuova pagina 2

Lo scandalo dei preti e la tentazione del capro espiatorio

In Internet 4.000.000 di utenti avevano già visionato il video mandato in onda dalla BBC in merito ai preti pedofili. Ci si chiede ora se sia stato giusto che la nostra tv di stato, i quotidiani ed i mass media in generale abbiano fatto da cassa di risonanza a questo video che da più parti si definisce con contenuti accusatori nei confronti della Chiesa e del Papa. Credo che chi si occupa di informazione debba sempre tener presente l'antico concetto del buon giornalista: "primum informare". Credo inoltre che nascondersi dietro ad un dito non sia mai una scelta coraggiosa o degna di rappresentare valori forti, e per quanto mi riguarda, irrinunciabili come quellievangelici. Certo possiamo disquisire su alcune inesattezze documenate in quel video, oppure possiamo soffermarci se sia giusto o meno minimizzare, come ha fatto qualcuno, la portata delle denunce di quel video, ma tutto sommato sono dettagli. E' incontestabile e reale il numero delle condanne e quindi conseguentemente degli innumerevoli abusi consumatisi a danno di bambini e compiuti da coloro che, a mio avviso, sono, anziché "preti pedofili" , autentici pedofili che, ingannando il loro prossimo, sono riusciti a fingersi preti, quindi "veri pedofili e finti preti". Queste violenze sono successe negli USA, ma sono emerse anche in altre parti del mondo (Sud America, Irlanda) e sono veramente state compiute da preti, che si definiscono cattolici e che da cattolico non considero tali, e sono state davvero coperte da alcuni vescovi che hanno cercato di evitare lo scandalo favorendo il perpetuarsi di quelle violenze. Piaccia o meno questo appartiene alla storia, anche recente e su questo la chiesa, tutti noi, dobbiamo umilmente riflettere. Non possiamo invece condividere il messaggio distorto e gravemente dannoso, non solo nei confronti della Chiesa Cattolica, ma soprattutto verso i bambini e il loro diritto alla verità e alla correttezza che quel tipo di informazione tende a far passare nella coscienza delle persone che lo guardano. Il messaggio di sintesi è quello di una Chiesa Cattolica omertosa che copre i suoi preti, di una diffusione quasi epidemica dell'orrore della pedofilia fra i preti. Tale convincimento, assolutamente fuorviante e privo di qualsiasi fondamento sia statistico che scientifico, ci fa dimenticare di interrogarci sul fenomeno della violenza sessuale a danno dei bambini, ci fa trovare facilmente e istintivamente un falso capro espiatorio di siffatto orrore e quindi danneggia i bambini che ogni giorno subiscono, a centinaia, l'ingiuria della violenza sessuale non ad opera dei preti cattolici ma, come vedremo, ad opera di persone appartenenti al genere umano. La verità è di ben altra fattura, la verità è altra e molto distante dalle conclusioni sopra sintetizzate, la verità è, come più volte da noi ricordato, che la pedofilia è un male diffuso in ogni ceto sociale e in ogni istituzione (familiare, scolastica, religiosa di ogni credo o orientamento, sportiva). E' sufficiente leggersi o rileggersi i risultati delle ricerche, sulla violenza sessuale sommersa, portate a termine da questa associazione, a Vicenza e Treviso, e all'estero attraverso la compilazione di questionari anonimi, per rendersi conto che i bambini vittime di violenze sessuali ( con contatto fisico) variano da un minimo del 10% ad un massimo del 20%. La verità è che ogni istituzione (familiare, religiosa, scolastica) ha il terrore dello scandalo e si autoprotegge in maniera meschina e violenta. La verità è che le stesse vittime, una volta diventate adulte, non trovano il coraggio di dare la loro testimonianza per far capire quanto il cancro della pedofilia, ma della violenza sui bambini in genere, sia diffuso e non compreso nella nostra società. La Chiesa Cattolica, composta da uomini figli del loro tempo, è disarmata e impreparata innanzi ad un problema grave e istintivamente ha reagito autoproteggendosi, come ogni istituzione, la famiglia "in primis", coinvolta nello "scandalo degli scandali". Ma è la stessa impreparazione ed inadeguatezza che possiamo riscontrare anche in ambito laico, nei servizi socio-assistenziali, nelle politiche sociali a tutela dei minori, nella giustizia adultocentrica che non garantisce l'interesse superiore del Bambino, la certezza della pena, nella volontà, politica e sociale, di affrontare seriamente questo tabù culturale che è la violenza all'infanzia. La Chiesa Cattolica ha anzi il merito di essere la prima istituzione che ha cominciato a diventare permeabile alle istanze di verità e tutela che sono state avanzate dalle vittime dei "veri pedofili e falsi preti". Non solo, dopo gli scandali permette oggi alla vittima maggiorenne di denunciare nell'arco di dieci anni i religiosi che hanno commesso violenza durante la sua infanzia. La legislazione civile e penale, di qualsiasi paese al mondo, in questo, deve imparare ancora molto, considerato che la prescrizione del reato non permette dopo alcuni anni la sacrosanta giustizia alla vittima. Noi che abbiamo interrogato più di 2000 adolescenti chiedendo chi era l'abusante nei casi di violenza subita in provincia di Vicenza ed in provincia di Treviso, siamo testimoni che i preti non sono nemmeno l'1% a differenza di qualsiasi altra categoria sociale, professionale o confessionale. Bisogna invece chiedersi come mai si parla così tanto in tutto il mondo della pedofilia tra i preti e non si parla invece con lo stesso impegno dei pedofili che nell'80% dei casi appartengono alla cerchia parentale? Perché non si parla di quel 30% formato dai cugini più grandi che usano violenza su loro cuginette, perché non si spende lo stesso vigore comunicativo su quel 20% di padri incestuosi? Perché? Probabilmente si preferisce comunque sempre collocare la pedofilia al di fuori dei nostri sentimenti, di questo istituto familiare, o comunque pensare e convincersi che la pedofilia possa risiedere in altro, in un altro ben definibile e controllabile, identificandolo in un ambito ben preciso, in questo caso nei preti. I mass media hanno avuto un ruolo importante nella questione dei "falsi preti" pedofili, forse determinante ed il loro contributo professionale, quando competente, serio e libero, non può far altro che accrescere il nostro sapere. Tuttavia ora auspichiamo lo stesso rigore morale, lo stesso impegno investigativo e comunicativo per veicolare, finalmente, l'approfondimento, la conoscenza, le reali dimensioni, dinamiche e specificità della pedofilia e della stragrande maggioranza dei pedofili, che non sono preti.

Graziano Guerra presidente S.o.s. Infanzia onlus Vicenza Coordinatore per il Veneto del Movimento per l'Infanzia

01/06/2007 

Graziano Guerra Presidente  Sos infanzia

Pubblicato "Il Gazzettino" 04/06/2007