Mamma denuncia il marito pedofilo foglio di stile Nuova pagina 2

Solidarietà alla mamma che ha protetto la figlia

 

In merito al fatto di cronaca recente secondo il quale una madre ha avuto il coraggio di denunciare il marito pedofilo, condannato la scorsa settimana dal tribunale vicentino, desidero inviare questa riflessione nel tentativo di offrire un contributo di approfondimento.

Tratto dal Libero "Un nuovo orizzonte per l'Infanzia" di Graziano Guerra (tutti i proventi, diretti ed indiretti, saranno devoluti a S.o.s. Infanzia Onlus Vicenza)

….."Abbiamo avuto modo di affermare che alla notizia di cronaca di un caso di pedofilia seguono da parte della collettività chiari sentimenti di indignazione e rabbia ma lo stesso inequivocabile atteggiamento di condanna non si verifica quando la violenza riguarda da vicino uno o più componenti della famiglia, in questi casi invece registriamo dei comportamenti di copertura, di omertà fino alla connivenza. Nei fatti l'abuso e la violenza all'infanzia rimangono un tabù culturale, del quale è preferibile non parlarne poiché è talmente in-credibile che diviene non-credibile Le motivazioni che spingono molti adulti a non stare dalla parte dei bambini sono diverse: a volte per interesse economico (capita che la moglie dell'abusante abbia nel reddito del marito l'unica forma di sostentamento e denunciandolo teme di trovarsi in difficoltà, anteponendo suoi interessi a quelli del minore), altre volte si invocano ipocrite giustificazioni di tipo affettivo, parentale (nella maggioranza dei casi l'abusante è un parente e quindi ci si giustifica pensando che si debba credere alla parola dell'adulto piuttosto che a quella del bambino/a, oppure anche credendo a quel bambino "conviene" mantenere saldi i rapporti tra adulti…tanto poi….i bambini dimenticano). Si tratta purtroppo di un diffuso modo di pensare e così con i dubbi che tali vicende suscitano (ma sarà poi vero?...mi sembra impossibile….quell'uomo sembra una così brava persona ecc.) le vittime vengono messe a tacere. Quando si parla di violenza intrafamiliare, guai a mettere in discussione i legami familiari o parentali ( ..ha tanto lavorato, fatto di tutto per i figli possibile che sia un mostro? …in fondo è sempre suo padre….). Il classico esempio è la donna che scopre il comportamento incestuoso del marito. Proviamo ad immaginare cosa dovrebbe fare qualsiasi persona dotata di buon senso quando assiste ad un qualsiasi delitto: dovrebbe forse riflettere sul fatto che siamo tutti fratelli oppure dovrebbe intervenire? E di fronte ad un incesto non è forse ancora più pressante l'esigenza di intervenire tempestivamente? La riflessione, doverosa, va fatta, ma dopo, dopo che, quella donna coraggiosa, quella madre responsabile ha fermato l'assassino dell'infanzia, ha soccorso e tutelato la vittima e, a seguire, tutti gli altri bambini potenziali vittime, denunciando il criminale che sarà chiamato ad assumersi le sue responsabilità. 1. La segnalazione, la denuncia è necessaria innanzitutto perché: permette al bambino abusato di veder riconosciuta la sua condizione di vittima. L'abuso, specie se protratto nel tempo, provoca nella vittima uno sconvolgimento psicologico tale da indurre a ritenere di essere colpevole o quanto meno a sentirsi in parte responsabile di quanto accaduto. Un minore, proprio in quanto tale, non può essere ritenuto responsabile di una violenza sessuale subita. 2. In secondo luogo, qualsiasi professionista, psicologa o psicoterapeuta, non potrà mai prendersi cura della piccola vittima senza avere denunciato l'abusante, che è un dovere legale per un incaricato di pubblico servizio e un dovere morale per tutti, quando si tratta di bambini. 3. Inoltre il processo è un atto riparativo, necessario e doveroso anche dal un punto di vista della tutela sociale finalizzato quindi alla protezione anche di altre potenziali vittime (nella storia di un pedofilo ci sono spesso violenze ripetute su più vittime). 4. L'assunzione di responsabilità del pedofilo, l'ammissione delle sue colpe, lo sconto della pena, sono i presupposti per rendere possibile anche un recupero dell'abusante (dopo che ha pagato le sue colpe verso la vittima e la società).

Questo dramma, definito dal Papa crimine contro l'umanità, ha una sola definizione in una società civile: reato gravissimo. Infine, ricordo a me stesso che l'essere cristiani, pur se personalmente con molti difetti, significa anche non rimanere indifferenti innanzi al dolore degli innocenti e avere il coraggio di sostenere i più deboli, i più piccoli ed indifesi, intervenendo, segnalando e denunciando. Chiunque sia l'abusante e qualunque sia la nostra fede, anzi a maggior ragione chi crede nel messaggio evangelico ha il dovere di ottemperare prima di tutto a precisi obblighi morali che impongono la tutela dei sacrosanti diritti dei bambini, per proteggere i più piccoli anche quando a "scandalizzarli" è il marito, il fratello, il padre, lo zio, il cugino ecc.. Intendiamo quindi inviare pubblicamente un applauso ed un abbraccio alla mamma di questa bambina e alla bambina stessa che hanno saputo rappresentare emblematicamente "l'interesse superiore del Bambino", tanto sbandierato dalla normativa di riferimento e così poco seguito nella realtà quotidiana in merito alla violenza all'infanzia. Questo caso di cronaca locale è un esempio di senso civico, rispetto dei diritti del Bambino e della legalità. Siamo certi e confortati dalle esperienze che sua figlia potrà ora avere un percorso di rielaborazione del trauma che le permetterà di avere un futuro migliore con la consapevolezza di avere accanto persone come lei, testimone di nobili valori che esprimono il grado di civiltà che ogni essere umano dovrebbe avere acquisito. Grazie a lei, dopo un cammino sostenuto e paziente, quella bambina capirà con il tempo che non esiste solo il male ma anche tanto bene e che questo, fortunatamente, sovrasta ed annulla sempre il male. Grazie quindi per il suo esempio che ci auguriamo possa essere imitato e seguito da tutte le mamme che si trovano o troveranno, purtroppo, a dover scegliere questa unica soluzione per proteggere una piccola vittima innocente.

29/04/2007 

Graziano Guerra Presidente  Sos infanzia

Stralcio pubblicato nel Gazzettino