Giornata dei bambini foglio di stile Nuova pagina 2

 Parliamo dei bambini non dei pedofili

Empedocle - filosofo di Agrigento V secolo A.C. - definiva il termine "philia" nel concetto reso dalla traduzione italiana come concordia, amore, amicizia. La sua forza contrapposta lo stesso filosofo la identificava in "néikos", la discordia, l'odio che distrugge. Compito dell'uomo è quello di purificarsi dall'odio e di far regnare l'armonia che rende possibile la concordia tra tutti i cittadini. La pedo-philia, l'amore perverso per i bambini, il diritto dei bambini ad avere rapporti sessuali con gli adulti, proclamato da certi personaggi che vorrebbero ispirarsi ad uno pseduo riconoscimento costituzionale della libertà di pensiero, cosa c'entra con l'amore, l'amicizia, la concordia? E' certamente una visione molto singolare e contrastata da tutta l'umanità dotata di buon senso che ha saputo riconoscere come ogni azione ed ogni scelta debba essere fatta in vista di un fine che appare eticamente accettabile. La ragione dovrebbe guidare sempre l'uomo ma ritrovandoci in questi giorni a commentare proclamazioni di sdegno, affermazioni di principio che, giustamente, manifestano posizioni più o meno plebiscitarie a contrasto della giornata dell'orgoglio pedofilo, ci chiediamo anche se questa "ragione" non si svegli solo una volta all'anno. Anche quest'anno, ancora una volta, stiamo parlando delle stesse cose, dopo 8 anni che questa giornata si "celebra". Ripeto, è sicuramente un intento lodevole questa campagna massmediatica che viene intitolata "fermiamo gli orchi" o con simili appellativi. Tuttavia mi chiedo: siamo davvero sicuri che chiudere un sito, proclamarsi dalla parte dei bambini una volta all'anno, adoperarsi per sopprimere l'espressione o la giornata "orgoglio pedofilo" elimini la cultura dilagante della pedofilia? Empedocle vedeva nella philia, nella sua espressione più nobile "nell'Amicizia che avvince" la forza che può portare a un rinnovamento generale del mondo, che deve essere riscattato da una situazione di ingiustizia con il ritorno alla concordia. Questo potrà avvenire solo attraverso un collettivo sforzo quotidiano teso al raggiungimento di un obiettivo comune, il bene dei bambini, la concordia e l'amore sacrosanto verso il bene più prezioso, il nostro futuro. Dalla parte dei bambini significa volere il loro bene, valorizzare le loro aspirazioni, consentire lo sviluppo psico e socio cognitivo del Bambino. Il pedofilo invece cerca la sua soddisfazione, il suo piacere mistificando e travisando il concetto di amore. Ma dobbiamo fare attenzione a non banalizzare la questione, perché bisogna anche chiedersi se davvero siamo "dalla parte dei Bambini" e se abbiamo veramente acquisito la consapevolezza che per pronunciarsi in tal senso non è sufficiente proclamarlo una volta all'anno. La stessa giornata dell'orgoglio pedofilo lo sta dimostrando ed anzi, temo che la cassa di risonanza massmediatica questa volta abbia sortito anche l'effetto contrario, riconoscendo un ruolo a dei pazzi criminali che andrebbero perseguiti e messi a tacere, dedicando loro l'oblio e non spazi informativi che enfatizzano ideologie aberranti. Caliamo quindi un velo pietoso sull'odio che distrugge, spacciato per amore da alcuni perversi, e dedichiamo spazi, impegni e risorse al bene, all'amore vero per i bambini, a programmi e strategie di prevenzione della violenza all'infanzia ad un'azione politica che promuovi nelle comunità cittadine seri e reali interventi che non siano solo l'occasione per sterili proclamazioni di principi. La violenza all'infanzia si previene con i fatti concreti, i nostri bambini hanno bisogno di tutela, di attenzione, di ascolto dei loro reali bisogni, tutti i giorni dell'anno. Questo noi lo stiamo dicendo dalla prima manifestazione della giornata dell'orgoglio pedofilo, 8 anni fa! Noi operiamo a stretto contatto con questa realtà, la violenza all'infanzia, la cui dimensione è denunciata solo nell'1% dei casi. Una nuova cultura per l'infanzia passa attraverso la conoscenza e la collaborazione, accogliendo e interagendo con diverse esperienze, pubbliche e private. Associazionismo ed Istituzioni devono umilmente riconoscere, entrambe, le diverse e specifiche competenze, ruoli e potenziali risorse, perseguendo i comuni intenti e finalità a favore dell'infanzia. Se Istituzioni, politica ed adulti in genere non terranno conto ancora una volta dell'improcrastinabile necessità di cambiare atteggiamento e modalità di intervento a favore dell'infanzia, temo che il prossimo anno ci ritroveremo a dire le stesse cose. Saranno capaci costoro che oggi si sono indignati a raccogliere la sfida e dimostrare la volontà di essere davvero dalla parte dei Bambini? Saranno in grado gli amministratori, attuali e futuri, di lanciare un messaggio forte e deciso, fatto di concreti progetti e strategie, che siano tangibili operatività "dalla parte dei Bambini" e non solo scontate e facili proclamazioni di principio? 

Vicenza 22 Giugno 2007

 

Il presidente Graziano Guerra,  Coordinatore per il Veneto del Movimento per l'Infanzia.