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Violenta una disabile minorenne: fatto non grave, pena sospesa

Una notizia di ieri che lascia sconcertati e che ci riporta alla preistoria dei diritti dei minori.

I fatti risalgono al 1998 quando M.B., oggi 78enne, riceve un incarico particolare: con il suo taxi deve accompagnare una minore disabile a scuola tutte le mattine. Dopo circa due mesi la stessa ragazza descrive, ai genitori e agli investigatori poi, l’incubo che quel tassista le aveva fatto vivere. L’uomo faceva tappa negli androni dei palazzi prima di portarla a scuola sottoponendola ad abusi e violenze. Il tutto finisce in procura e l’uomo viene condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione. Giovedì scorso la Corte d’appello di Campobasso ha si confermato la condanna, riducendo la pena a 2 anni per violenza sessuale al tassista di Campomarino, ma gli è stata concessa la sospensione della pena perché per i giudici: «il fatto è di lieve entità». Non farà alcun giorno di carcere. La decisione dei giudici di Campobasso, è stata presa dopo un'ora e mezzo di camera di consiglio tra litigi e discussioni, secondo quanto riferito dal difensore del tassista, il penalista Antonio De Michele. Lo stesso difensore dell’imputato si è meravigliato della sentenza che molto imbarazzato ha dichiarato: “o si sarebbe dovuto assolverlo non ritenendo valido il racconto e le accuse della ragazza, altrimenti bisognava confermare la condanna di primo grado. Liquidare invece un rapporto sessuale contro la propria volontà come un fatto non grave, lascia perplessi”.

E’ inaudito e vergognoso che oggi in Italia si consideri una violenza su una minore e per di più disabile come un fatto non grave.

Riteniamo che decisioni di questo genere ledono fortemente i diritti dei minori e siano il segno di un’arretratezza culturale sulla tematica della violenza all’infanzia che ci lascia sbigottiti. Stiamo assistendo in Italia a proclamazioni di principio, a celebrazioni di enunciati e normative a tutela dei minori che restano solo pezzi di carta con la quale, come diceva Totò, qualcuno ne fa un uso assai volgare.

In questa settimana che si moltiplicano iniziative per ricordare la Carta dei diritti del Bambino ci chiediamo, ancora una volta, a cosa servono queste celebrazioni se poi nella realtà quotidiana una cultura adulto centrica concepisce un principio secondo il quale violentare una minore e per di più disabile è un fatto di “lieve entità”.

Le leggi, le normative e le convenzioni nazionali ed internazionali a tutela dei diritti dei Bambini rimangono regole non condivise dalla società civile. Tuttavia, ci trova ancora più disorientati constatare che alla violazione di tali regole non solo non seguano sanzioni e pene adeguate e certe ma che le stesse regole non siano state ancora assunte nella consapevolezza di chi è preposto istituzionalmente alla loro applicazione.

S.o.s. Infanzia onlus

Graziano Guerra, Presidente

18/11/2007