Donne e violenza foglio di stile Nuova pagina 2

Il Giornale di Vicenza 16/11/2007

INCONTRO. A S. Corona presentati i dati Istat
Donne, violenza
per sette milioni

di Giovanni Zanolo


Secondo l’Istat sarebbero infatti quasi 7 milioni le donne italiane fra i 16 e i 70 anni che nel 2006 hanno subito violenza fisica o sessuale, ovvero il 31% delle donne in questa fascia d’età. E nel 2007 si è verificato un aumento del 30%.
«Un dato semplicemente agghiacciante, che dovrebbe farci riflettere a fondo su un fenomeno le cui cause, spesso culturali, sono radicate più di quanto si pensi», ha affermato nei chiostri di S. Corona la psicoterapeuta Maria Luisa Quadri, intervenuta davanti ad un pubblico numeroso e quasi tutto al femminile all’incontro “Donne e violenza”, organizzato dall’assessorato alle Pari opportunità assieme all’atelier vocale La Voce.
E dopo l’allarmante scoperta che «quasi una donna su quattro ha subito violenze fisiche o psicologiche», i numeri dei sondaggi Istat presentati dalla psicologa hanno rivelato ulteriori dettagli che, purtroppo, confermano le quotidiane pagine di cronaca nera: sarebbero state infatti 1 milione e mezzo le ragazze sotto i 16 anni ad aver subito nel 2006 violenza sessuale, nei tre quarti dei casi in famiglia.
«Sono numeri troppo grandi per continuare a far finta di niente - ha continuato -. In molti casi le violenze portano alla morte, e ciononostante continuano ad essere troppe le persone convinte che si tratti soltanto di raptus improvvisi da parte di uomini, o di eventi casuali».
Quali sarebbero allora le vere cause di un fenomeno che rivela un lato così oscuro della nostra società, delle vite di migliaia di famiglie nell’Occidente “progredito”, di ogni ceto sociale? «È la cultura della dominanza, la ricerca di un senso di virilità mancante - è la risposta lapidaria della psicoterapeuta -. E solo nel 10 per cento dei casi gli uomini soffrono di malattie mentali».
Allora dov’è il vero problema di quella che sembra un’epidemia? «Per tutti gli altri si tratta di comportamenti premeditati e consapevoli: non è certo un fenomeno nuovo, bensì affonda le sue radici nei secoli. Non sarebbe proprio per questo arrivata l’ora di smetterla?».