Italia Sera
Edizione n. 1472 del 20/11/2007
Cronaca Roma
Per il 36% dei casi si tratta di abusi sessuali nei confronti di bimbi fra 6 e
10 anni
In aumento nella Capitale i maltrattamenti dei minori
di Marina Ciavarro
Dal 1998 ad oggi, 516 minori sono arrivati al Centro Aiuto al Bambino
Maltrattato e alla Famiglia per un presunto o accertato maltrattamento o abuso
sessuale. Per la maggior parte (36%), si è trattato di bambini di età
compresa tra 6 e 10 anni, al 55,90% femmine e al 44,10% maschi. Nell’87,57% si
è trattato di bambini di nazionalità italiana. I dati, elaborati
dal Centro Aiuto al Bambino Maltrattato e alla Famiglia, sono stati presentati
ieri mattina in Campidoglio alla presenza dell’assessore capitolino alle
Politiche sociali, Raffaela Milano e del direttore del Centro, Luigi Cancrini. I
tabulati presentati in Campidoglio rivelano come nel 25,34% dei casi la
tipologia di abuso riscontrata sui minori del Centro aiuto coincida con
l’incuria, nel 21,23% dei casi si tratta di maltrattamento psicologico, nel
10,50% di maltrattamento fisico e nel 10,98 di abuso sessuale. “Nella maggior
parte dei casi - ha detto Milano - le violenze si consumano all’interno dei
nuclei familiari, situazioni di sofferenza difficili da intercettare, spesso
denunciate dalla scuola”. Il Centro aiuto interviene in “secondo livello”,
ovvero nei casi di emergenza sociale sui minori, quando la situazione è
stata già segnalata dal tribunale dei Minori o dai servizi sociali.
Nei casi di abuso sessuale su minore, si legge tra i dati presentati in
Campidoglio ed elaborati dal Centro aiuto al bambino maltrattato e alla
famiglia, la violenza si è prolungata per oltre 4 anni (38% dei casi) e
nel 12% dei casi per meno di 6 mesi. Nella maggior parte delle situazioni
(41,7%) ad esercitare la violenza su minore è stato il padre e nel 23,80%
dei casi, si è trattato di parenti. Per quanto riguarda le
caratteristiche del maltrattamento fisico, nel 65% dei casi si è
protratto per più di 4 anni e nel 64,37% delle situazioni è stato
esercitato dal padre del minore. Il maltrattamento psicologico ha avuto,
nell’80% dei casi una durata superiore ai 4 anni e, nel 45,22% delle
situazioni è stato commesso dalla madre (43% dei casi dal padre).
L’indagine rivela anche come la violenza si consumi, nel 50% dei casi, in
famiglie costituite da genitori biologici che vengono assistiti con visite
domiciliari e colloqui con gli insegnanti. Nel 32,56% degli interventi del
Centro aiuto, il minore è stato allontanato dalla famiglia di origine e
inserito in comunità, o affidato ad altro parente (13,76%). Spesso, il
Centro aiuto agisce tramite sostegno psicologico (19,38% dei casi) o
psicoterapia (7,56%). “Non è pensabile - ha detto il garante regionale
per l’Infanzia Franco Alvaro - che fuori Roma non esista una rete di servizi
sociali dedicati all’infanzia, l’esempio romano deve essere trasferito in
altri comuni, tenendo conto delle caratteristiche dei vari territori”. Alla
presentazione dei dati del Centro aiuto hanno partecipato anche il presidente
dell’Istituto Santa Maria in Aquiro (Isma), Paola Guerci, e il rappresentante
della procura presso il tribunale dei Minori, Simonetta Matone. “Voglio
denunciare la debolezza dei servizi dell’infanzia. In questi giorni si sta
pensando d presentare degli emendamenti bipartisan alla Finanziaria, per
rinforzare questa rete di sevizi”. Lo ha detto il professor Luigi Cancrini,
psicoterapeuta e direttore scientifico del Centro aiuto al bambino maltrattato e
alla famiglia intervenendo, in Campidoglio, alla presentazione dei dati
sull’attività del centro. Secondo Cancrini, “i numeri dei servizi
sociali sono deboli rispetto alla realtà dell situazioni. In particolare
abbiamo bisogno di serviz specialistici e di figure esperte”.