Corriere.it 01/07/2007
Ma due ragazzi su tre minimizzano
Tutti i numeri del cyberbullismo
Un adolescente su tre è stato oggetto di episodi di cyberbullismo. Lo
sostiene uno studio di Pew Internet & American Life Project.
STATI UNITI – Il bullismo è sempre esistito. Nasce e cresce soprattutto
a scuola, nell'età delle insicurezze durante la quale gli studenti si
dividono in prepotenti e mansueti e la vulnerabilità di vittime e
carnefici è manifesta. La tecnologia non fa che rendere il fenomeno più
vistoso e, in certi casi, lo facilita decisamente. Secondo i dati «Pew»,
infatti, il cyberspazio è un luogo dove si annida molto bullismo, anche
per la comodità che offre la rete di comunicare, dividere, esporre e
condividere. Un teenager su 3 sostiene di essere stato vittima online di un
qualche episodio di teppismo giovanile, con relative persecuzioni tipiche di
questo atteggiamento. Foto, e-mail, messaggi sgradevoli e insistenti: tutto ciò
può essere catalogato sotto la voce bullismo e, se avviene in rete, sotto
la voce di cyberbullismo. Eppure i giovanissimi, nonostante le brutte esperienze
sul web, continuano a pensare che le peggiori minacce provengano fuori da
internet. Per la precisione 2 adolescenti su 3 minimizzano i rischi del
cyberspazio e avvertono che fuori dalle chat e dai social network il clima di
violenza è ben peggiore.
IL GENTIL SESSO – Secondo la ricerca «Pew», i maschi se la passano meglio
delle femmine, ancora oggi e anche online più esposte ai rischi di
comportamenti sgradevoli, di prevaricazione e di violenza (anche psicologica).
Chiunque sia femmina o abbia finto di esserlo in qualche chat sa bene che la
differenza di genere conta eccome e che nei siti web 2.0 come in Second Life o
in realtà virtuali analoghe, le donne hanno vita meno facile. Per
l'esattezza è stato vittima di bullismo in rete il 38% delle ragazze,
contro il 26% dei ragazzi. Mentre in quei siti che fanno parte della galassia
del social networking la probabilità di inciampare nel cyberbullismo
è del 40%.
LA RICERCA – Lo studio di «Pew Internet & American Life Project» si basa
sulla testimonianza telefonica di 935 ragazzi dai 12 ai 17 anni e il 67% del
campione intervistato dimostra di non avere la percezione del pericolo,
continuando a ribadire che offline ci sono le realtà più
preoccupanti. E soprattutto che internet, a questo proposito, non ha inventato
niente di nuovo.
Emanuela Di Pasqua