dca e pedofilia

Redattore Sociale

Il 30% delle ragazze che si ammalano di disturbi del comportamento alimentare ha subito abusi sessuali

Il dato è umbro ma ricalca quello nazionale ed è fornito da Cristiana Pettinelli della residenza Francisci di Todi, ‘’la prima struttura pubblica a carattere intensivo in Italia’’, che dal 2003 al 2006 ha seguito 300 pazienti
 
TERNI – Il 30% delle ragazze che si ammalano di disturbi del comportamento alimentare in Umbria ha subito abusi sessuali. Il dato ricalca quello nazionale ed è fornito da Cristiana Pettinelli della residenza Francisci di Todi dell’Asl umbra n.2, “la prima struttura pubblica a carattere intensivo in Italia”, che dal 2003 al 2006 ha seguito 300 pazienti. “Il forte trauma emotivo è legato anche al corpo, e il disturbo va ad attaccare le stesse sfere”. Dall’analisi sul campione è emerso poi che l’80% ha comportamenti autolesivi (ma senza intento di suicidio), specie chi è colpita da bulimia nervosa. “Abbiamo indagato anche noi le dinamiche relazionali interne alle famiglie d’origine ed è emerso che il 60% delle ragazze ammalatesi sono state esposte precocemente a conflitti; il 35% delle famiglie viveva un conflitto inespresso; il 22% erano famiglie ‘invischiate’, quelle in cui non si chiudono le porte a chiave”, quelle in cui l’intimità non è riconosciuta e rispettata.

La giornata di oggi è stata anche l’occasione per parlare di una ricerca sulla “cultura rurale” che persiste in diverse zone dell’Umbria e incidenza dei disturbi alimentari. L’ipotesi è di Ilio Masci, responsabile dell’ambulatorio della Asl 4 per i DCA: “Nel giro di sei mesi, nei primi anni Novanta, mi capitarono 6 pazienti tra i 15 e i 20 anni tutte provenienti da contesto rurale”. La domanda è stata: è possibile pensare che nel residuo della famiglia arcaica, nel modello patriarcale che ha diversità di educazione per maschi e femmine, si trovasse una con-causa? Oggi le ipotesi fatte (la ricerca è stata condotta in collaborazione con l’Istituto di psicoterapia relazionale di Roma e rientra in una più ampia indagine sui “determinanti socioculturali” nei DCA) non sono state confermate, emergono però alcuni aspetti degni di non essere taciuti: su 99 casi (età media 17 anni, solo 2 i maschi) tra il 1990 e il 2007, il 64% ha anoressia restrittiva, il 19% bulimia; la prima è la più frequente in tutti i tipi di famiglia, la bulimia compare di più nelle famiglie in cui c’è un conflitto aperto e non risolto.

Quale il ruolo della figura paterna? “Negli anni Novanta le ragazze venivano con le madri, oggi molto spesso sono i padri a prendere il primo contatto col servizio, vengono in ambulatorio e si lasciano coinvolgere”. Uno studio milanese di cui si tratterà domani al seminario di Terni ha indagato su storie di carenze affettive della figura paterna. (ep)