Ragazzi viziati e infelici,colpa di papà foglio di stile Nuova pagina 2

Il Giornale di Vicenza 11/11/2007

 

L’INDAGINE. I dati della psicologa Gigliotti: «Il disagio riguarda la classe sociale più agiata»

Ragazzi viziati
e infelici
Colpa di papà
di Marialuisa Duso

All’apparenza sembrano felici, ma nascondono in realtà grandi inquietudini i 531 studenti che hanno frequentato il secondo anno delle scuole superiori di Thiene e hanno risposto al questionario proposto dalle scuole in rete.
I dati, elaborati dalla psicologa Rachele Gigliotti, parlano di una generazione spaesata, che soffre soprattutto la mancanza di una figura paterna capace di essere guida e riferimento. Sono ragazzi viziati da famiglie convinte che la risposta materiale sia quello che serve per tenerli a bada, da genitori che concedono tutto perché non vogliono far soffrire e non capiscono che i ragazzi hanno bisogno anche di divieti e punizioni.
«Già gli adulti tendono a sottostimare i problemi - spiega la psicologa - nel caso degli adolescenti la situazione è ancor più complessa. Dalle loro risposte emerge tanta solitudine, tanta noia e questo spiega le situazioni di disagio che possono sfociare anche in qualcosa di più grave. Il gruppo è sempre il principale punto di riferimento, anche se non è sempre portatore di aspetti sani e così un bisogno di rivalsa può portare a situazioni in cui l’impulsività non è tenuta a bada. L’adolescente sente il bisogno di prevaricare, dà importanza alla propria identità, molto precaria e imprecisa e, attraverso l’azione sull’altro, cerca di ricavare qualcosa per sé».
Una crisi che, secondo l’esperta, rispecchia anche le difficoltà degli adulti: «È sintomatico che oggi un ragazzo su 5 abusi di alcol e ancor di più che il disagio appartenga alla classe sociale più agiata». «Per trovare un rimedio - suggerisce - bisogna riprendere lo spazio dell’emotività, degli affetti, comunicare. Gli adolescenti trovano tante motivazioni per giustificare le loro trasgressioni. Per questo hanno sempre più bisogno di figure che possano dar loro dei valori. È importante il lavoro che fanno ormai da tanti anni le scuole, perché aiuta a creare una collaborazione fra scuola e famiglie. Ma i ragazzi hanno bisogno soprattutto dei loro padri: l’indagine dice che soltanto il 6% vive il padre come un’autorità e questo spiega perché tanti ragazzi hanno comportamenti problematici. La madre ha il compito di accogliere mentre spetta al padre trasmettere i valori. Quando il padre è latitante è facile che il ragazzo compia gesti plateali».