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Testimonianza scritta ricevuta

Lo "ripudio"come padre, lui per me non è più nulla.....

 

Ho il cuore che batte a 1000. Tengo dentro di me quei ricordi da un sacco di tempo e che cerco di soffocare in ogni momento della mia vita. Non posso dimenticare, farlo significherebbe "dargliela vinta". Lo odio, lo odierò per sempre anche se è mio padre, "porta pazienza tesoro, presto avrai una vita tua, scapperai da quell'inferno": questa è l'unica consolazione che ricevo da tutti coloro a cui ne parlo. Non lo perdonerò mai, mi ha fatto troppo male e forse, chissà, continuerà a farmene. Tutto dipende dai suoi "schizzi d'ira". È malato, meriterebbe di marcire in una casa di cura. Mi fa male dirlo perché è mio padre. Mi reputo una brava ragazza: studio, do il massimo di me, a casa cerco di aiutare il più possibile. Mi rovina l'anima questa malinconia scura che assume la forma di una sola, terribile, profonda parola: vendetta. Per carità, non sono pazza! Non voglio dire che gli farò del male come lui ha fatto con me. Lo "ripudio"come padre, lui per me non è più nulla. Penso che quest'ultima frase sia già abbastanza forte e minacciosa…gliel'ho detta a settembre, le ho prese, ma non importa, perché nulla poteva comparare lo stato di soddisfazione che avevo… almeno ora sa che mi ha persa per sempre come figlia: per lui sono, anzi voglio essere solo un'estranea.