Dr. House inadatto ai bambini foglio di stile Nuova pagina 2
Puntata del  "Dr. House" sanzionata dal Comitato Tv e Minori

 

Il 18 ottobre 2006 andava in onda su Italia 1 la puntata della serie "Dr. House" centrata sulla figura di una quindicenne che ammetteva disinvoltamente di avere rapporti sessuali con il padre, oltre che con altre persone, per scoprirsi poi ermafrodita. Divulgato in orario di "televisione per tutti", e quindi vietato dal codice sottoscritto da tutte le emittenti, veniva sanzionato il 19 dicembre dello stesso anno dal comitato "tv e minori" istituito presso il Ministero delle Comunicazioni.

Per avere un'idea di quali trasmissioni, cartoni animati compresi, e quante emittenti sono state sanzionate, solo nel 2007, cliccate a questo link.

Tra il mese di maggio 2006 ed aprile 2007 (dati disponibili)  l'Autorità per la garanzia delle comunicazioni (AGCOM) ha concluso 52 procedimenti nei confronti di emittenti pubbliche e private erogando sanzioni amministrative fino ad importi di 200.000 euro (Rai Uno) per singola trasmissione.(documento) Come mai i mass media di questo non parlano?

Questo è solo un esempio di quante  trasmissioni siano inadatte ai bambini e comunque divulgate in orari durante i quali possono esserci bambini senza la vigilanza degli adulti.

 

Ebbene, sempre tra le reti Mediaset, precisamente Canale 5, il 17 Febbraio 2008 è andata in onda la replica della stessa trasmissione citata del Dr. House.

Puntualmente segnalata da questa associazione che presiedo al comitato minori e tv, lo stesso cComitato ci comunica quanto segue:

"Con riferimento alla segnalazione fattaci prevenire in data 26 febbraio 2008 a riguardo del programma “Dr. House” diffuso da Canale 5, la informiamo che la sezione istruttoria, cui il caso è stato assegnato, dopo un esame preliminare ha ritenuto non esserci i presupposti per aprire procedimento, avendo l’emittente adottato questa volta segnaletica più severa".

In pratica sarebbe a dire, anche trasmissioni potenzialmente nocive per i minori possono essere trasmesse se vengono "segnalate". 

Ci chiediamo con quale ipocrisia si sottoscrivono codici di regolamentazione per non veicolare messaggi inadatti e nocivi per i bambini  se poi per ottemperare a quanto da loro stessi enunciato è sufficiente "segnalare il danno potenziale".

E' sempre la solita storia, si proclamano principi, si sottoscrivono codici di tutela minori ma poi sostanzialmente gli interessi adulti prevalgono sui diritti dei minori.

Considerata la scarsa deterrenza del codice di regolamentazione tv e minori, la disinvolta tentazione a programmare trasmissioni più "attente all'audience" che alla tutela dei minori, si dovrà iniziare ad usare lo strumento più potente che esista: la libera scelta di ogni telespettatore, preferendo programmi ed emittenti più "attente e concretamente dalla parte dei bambini". 

Graziano Guerra Presidente S.o.s. Infanzia Onlus e membro del C.D. del Movimento per l'Infanzia

 

Vicenza 27 Febbraio 2008