Gazzettino a Vicenza chiude foglio di stile Nuova pagina 2

 

 

Apprendo dalle notizie di cronaca la paventata possibilità che le redazioni di Vicenza e Bassano del Gazzettino possano debbano chiudere i battenti. Ho cercato subito di informarmi per capirne le motivazioni e francamente non sono riuscito a trovare una spiegazione plausibile se non quella, se pur comprensibile anche se non giustificabile, prettamente economica. Una voce "fuori dal coro", 122 anni di storia, cronaca raccontata da giornalisti ancora con il taccuino in mano, che verificano la notizia prima di pubblicarla: sembrano immagini di altri tempi, sembrano valori ai quali si ispiravano solo i grandi del giornalismo come Indro Montanelli. Invece no, personalmente posso testimoniare che "Il Gazzettino" ha rappresentato per questa associazione che presiedo quel giornalismo "vero", ha dato voce a tante nostre istanze, ha pubblicato pareri "scomodi" ai più, non ha cercato il consenso facile ma piuttosto la vera informazione. "Primum informare" è il concetto del buon giornalista e, ricordando quanto ha scritto Zavoli in un suo recente articolo "essere ben informati è la prima possibilità per farcela". Essere "ben informati" a mio avviso significa avere una pluralità di informazione, significa avere la possibilità di "sentire" voci diverse sullo stesso argomento e, a volte, di avere l'opportunità di un canale informativo alternativo che faccia valere diritti e valori che altri "dimenticano", forse perchè semplicemente "poco vantaggiosi". Le redazioni di Vicenza e Bassano del Gazzettino con la loro cronaca locale rappresentano quell'informazione che non scade nella sintesi ad ogni costo, che non si presta a banali semplificazioni, all'insegna della banalizzazione o della spettacolarizzazione. Il Gazzettino ha dato sempre a questa associazione la possibilità di informare sulle tematiche come la violenza sui minori, cercando di cogliere il significato profondo di ciò che si voleva trasmettere senza mai indulgere verso modelli che cercano solo il consenso facile e che cavalcano l'onda del momento. Lo so che è un'antica questione, da una parte c'è chi sostiene che le esigenze dei lettori pare aborriscano la complessità, gli approfondimenti, dall'altra chi sostiene invece che all'informazione si richiede l'assunzione di una buona dose di responsabilità andando al di là delle mere esigenze imposte dal mercato. Io credo che a una città "di provincia" come Vicenza, storicamente ancorata a due grandi quotidiani, non si possa chiedere di aderire a logiche di mercato e penso che, ragionando secondo il mercato, ad un giornale "capozona" in termini di quantità, sia "doveroso" contrapporre una alternativa diversa, di qualità, che sappia coniugare la sfera dei valori rispettando l'antica logica di mercato "costi/benefici". Mi rivolgo quindi al gruppo editoriale invitando tutti a riflettere sulle scelte che andrà a fare per Vicenza e Bassano. La sfida è proprio questa: fare in modo che a "contare" non siano solo i "conti" ma il saper coniugare i valori con il rapporto costi-benefici, allora si che il Gazzettino potrà dirsi ancora "voce autorevole del Veneto e dei Veneti". Veneti, di Vicenza e Bassano, gente semplice ma non sempliciotti, gente con antiche tradizioni contadine ancorate a valori come l'onestà e la libertà. Onestà nel fare e nel dire, libertà come libera nella sue molteplici e diversificate espressioni deve essere l'informazione.

Vicenza 18 Marzo 2009

Il Presidente (Graziano Guerra)