Sos Infanzia lascia Facebook foglio di stile Nuova pagina 2

 

 

Ritroviamoci altrove.

La guida facebook (www.guidafacebook.it) alla domanda "Facebook è adatto ai minori?" risponde così:

Mio figlio o mia figlia sono su Facebook? Rispondiamo ad un quesito molto diffuso tra chi è genitore. I ragazzi al di sotto dei 13 anni non possono registrarsi ed accedere a Facebook. Nonostante Facebook rimuova i contenuti non appropriati e gli utenti con un comportamento scorretto, c'è sempre un rischio di trovare materiali illegali, offensivi, pornografici o comunque inappropriati. In tal caso è preferibile segnalare un contenuto inappropriato o rivolgersi a un genitore o ad un adulto di cui ci si fida. Resta ovvio che è estremamente sconsiderato incontrarsi con estranei..

Che sia ritenuto ovvio è una considerazione di chi ha redatto quel testo ma non appartiene alla ovvietà della realtà: purtroppo è già accaduto e temo che non rimarranno solo fatti di cronaca del passato che alcuni minori abbiano avuto incontri pericolosi senza parlarne ai genitori. Le statistiche in tal senso parlano chiaro, purtroppo. Ciò che è ovvia è l'innegabile peculiarità della virtuale conoscenza in base alla quale chiunque può spacciarsi per adulto o per coetaneo pur non essendo tale. Rimane un dato di fatto che sempre più minori usufruiscono del web per fare "nuove amicizie" o incontrare virtualmente persone sconosciute. Se nel 2000 i ragazzi tra gli 11 e 17 anni che navigavano su internet con una certa regolarità erano 28,5%, oggi, sono diventati il 66,9%. Lo rileva una recente indagine multiscopo dell'Istat che mostra l'immagine dell'ultima generazione che, nella fascia di età tra gli 11 e i 17 anni, ha visto un incremento nell'utilizzo dei nuovi dispositivi tecnologici. A tutto ciò si aggiunge la difficoltà di "controllare" e tutelare i minori da tutto questo. La peculiarità della navigazione in internet, che è di per se nata libera, offre il fianco anche ad usi impropri e a volte illegali e potenzialmente dannosi in particolare per i minori. Io non sono tra quelli che vorrebbero internet "blindato" perchè ritengo che lo spirito che ha fatto nascere la rete deve rimanere libero da condizionamenti anche se nella legalità. Tuttavia sono anche assolutamente convinto che ogni adulto di questa società ha il dovere di preservare l'innocenza di un Bambino che ha il sacrosanto diritto di non essere esposto a qualsiasi turpiloquio e nefandezza di ogni genere. In ragione di questo credo che internet, senza la presenza di un genitore, sia da sconsigliare ai minori nella navigazione "libera". E' vero esistono oggi molti sistemi di protezione dai contenuti ma la maggior parte dei genitori non è in grado di usarli. Sono assolutamente convinto che la responsabilità della tutela del minore è prima di tutto e di tutti dei genitori, ma sono altresì convinto che questa consapevolezza non è fatta propria da tutti i genitori. E' anche assodato che molti genitori non hanno il tempo o la voglia di imparare sistemi per tutelare i propri figli quando navigano in internet. L'associazione che presiedo ha deciso quindi di cancellare il suo account su Facebook per una serie di ragioni. 1) Dopo un periodo di "prova" ci siamo accorti che per "rendere onore" agli "amici" si dovrebbero impiegare risorse umane e tempo per coltivare e valorizzare le amicizie. Un mero conteggio di "amici" senza relazioni rimane una sterile classifica che non apporta alcun significativo contributo. Questa associazione ritiene che sia più utile riservare risorse alle richieste di assistenza che pervengono privatamente piuttosto che ai socialnetwork.

2)La stessa esperienza che abbiamo fatto con il Guestbook ed il Forum sul nostro sito (entrambi non più attivi) ci ha insegnato che le tematiche trattate da questa associazione hanno bisogno di incontri "empatici", di relazioni personali, di scambiare testimonianze nell'ambito riservato ed anonimo che solo un rapporto personale riesce a garantire. La stessa email diventa più "intima" di qualsiasi social network e più adatta a comunicare problematiche per le quali siamo impegnati. A fronte di circa 500 email con richiesta di assistenza che ci pervengono ogni anno abbiamo riscontrato un esiguo numero di messaggi in forma pubblica (sia nel libro degli ospiti, nel forum e in Facebook). Questa è la tangibile dimostrazione che i nostri servizi ed i nostri utenti richiedono altre forme di comunicazione.

3) Se è assodato che la responsabilità della tutela dei minori è prima di tutto compito dei genitori appare evidente che tale impegno non è gestito da tutti i genitori, per molte ragioni e per complesse dinamiche, i quali lasciano i propri figli da soli quando navigano in internet esponendoli a potenziali rischi.

4)L'associazione che presiedo si occupa prevalentemente di infanzia e frequentemente siamo nelle scuole di ogni ordine e grado per fare informazione e formazione sulle tematiche statutarie. Molti minori ci "seguono" anche per fare ricerche sul fenomeno da noi trattato. Preferiamo essere seguiti nel nostro sito che in Facebook dove è anche possibile che alcuni ragazzini si perdano in meandri pericolosi. Occupandoci di tutela dell'infanzia non vogliamo certo essere noi motivo o occasione di violazione dei diritti dei minori.

Posto ciò desidero inviare un sentito ringraziamento a quanti hanno aderito ai nostri intenti anche solo virtualmente: la nobiltà dei vostri sentimenti vi fa onore e ci auguriamo che continuerete a seguirci visitandoci di tanto in tanto al nostro sito web o nella forma che riterrete più opportuna.

Questa non vuole essere una battaglia "contro" Facebook ma un impegno "per" i minori, sempre con l'obiettivo di essere per loro modello di riferimento nel tentativo di favorire sistemi di comunicazione e di relazione che favoriscano le esperienze reali e interpersonali piuttosto che virtuali. Internet è uno strumento indispensabile e fondamentale per le comunicazioni, la conoscenza, ed ha favorito in modo innovativo a veicolare la globalizzazione anche del sapere. E' uno strumento, al pari di un televisore è pericoloso solo in base all'uso che se ne fa soprattutto in rapporto all'utilizzo che ne fanno i minori. E' dimostrato e riportato in letteratura che quanto più tempo un bambino passa davanti a uno schermo, tanto meno egli risulta socievole ed altruista, proprio perché in lui si riducono i tempi e le opportunità, e di conseguenza le motivazioni all'esperienza. Sentiamo il dovere di non favorire l'ipocrisia e la falsa coscienza di una rappresentazione virtuale dell'esistenza, dove saltimbanchi, buffoni ed imbonitori uniformano la cultura popolare nel nulla televisivo per esempio, o dove le conoscenze virtuali diventano per i nostri ragazzi un modo per nascondersi e spostare sempre più in avanti il momento fondamentale per fare esperienze reali e maturare. Se i nostri giovani trovano spazio solo all'interno di una stanza chiusa o di un monitor significa che noi adulti abbiamo rinunciato al nostro ruolo di guida e di modello per i giovani cedendo, arrendevolmente, il posto prima alla tv ed in ultima analisi alle nuove tecnologie informatiche, ad internet. Internet che proietta in un mondo che non è quello reale, che non è quello dello spazio fisico, ma è senza spazio, senza confini fisici. Questa società ha bisogno di veri padri e vere madri, di insegnanti motivati e di umili animatori, di educatori, insomma, che con amore e donazione sappiano essere modelli di riferimento dimostrando quanto è più bella una vita costruita sull'amore, sulla giustizia, sulla onestà, sul rispetto reciproco, sulla verità. E quando un bambino o un adolescente avrà acquisito i valori più importanti , non solo distoglierà la sua attenzione dalle cose vuote, ma avrà imparato a dare un senso profondo alla propria esistenza. I nostri giovani scappano e si nascondono in internet perché non abbiamo fornito una prospettiva diversa dal fallimentare e ossessivo luogo di rappresentazione, alla concretezza della logica di mercato che valorizza solo ciò che possiede un valore immediato o un interesse di tornaconto personale. Oggi vale solo ciò che è rappresentato su un video, poco importano i contenuti in un mondo virtuale dove ogni cosa ne vale un'altra. Ci dobbiamo impegnare per riaffermare i veri valori della vita, incentivando forme diverse di socializzazione. Formazione ed educazione che consista nello stimolare il recupero e la valorizzazione di una risorsa interiore, di una forma mentis creativa e ricreativa, risvegliando una coscienza personale, individuale, di cui ogni soggetto costituisce un'esperienza, una vita ed un dialogo vero che possano riunire, fare incontrare le persone tra di loro per ritrovarsi nell'insieme di persone diverse. E' importante promuovere valori educativi e culturali che mirino ad ottenere il fondamentale obiettivo di recuperare e tutelare le specificità di ogni singolo minore nella loro unicità. Porre in atto un argine diffuso e condiviso contro la violenta invasione del pensiero unico veicolato dai massmedia e al tentativo di uniformare le coscienze che la cultura consumistica ha l'esigenza di ottenere. Forse un po' tutti noi adulti ci siamo nascosti, impauriti forse dalle nuove tecnologie, sicuramente impreparati ma siamo anche capaci di accettare la sfida educativa e ritrovare lo stimolo e la forza di insegnare ai nostri figli non a nascondersi in internet ma magari di giocare a nascondino.

Il Presidente Graziano Guerra