Testimonianza di Giuliana foglio di stile Nuova pagina 2

 

20 Novembre 2009 nel ventennale della Giornata mondiale dei diritti del fanciullo 

Viviamo in una società che si definisce moderna e civile, eppure usiamo e buttiamo i bambini alla stregua di un giocattolo, li usiamo come e quando vogliamo finchè ci fa comodo. A questo punto non viviamo nel 2007, ma in un'epoca riconducibile alla comparsa dell'uomo sulla terra. Ho deciso di scrivere perché ogni anno tutti si riempiono la bocca con le belle parole sui diritti dei bambini ma ogni anno si leggono in cronaca sempre più fatti delittuosi a danno dei minori. Chi mi ridarà la serenità che avevo prima dei miei 5 anni? Chi ridarà a tutti i bambini violati nella loro innocenza una famiglia sana, dei parenti che li facciano sentire tutelati, degli educatori che sappiano cogliere le richieste di aiuto attraverso un tema, dei professionisti capaci che non si limitino a prescrivere pillole ma a raccogliere il grido disperato di aiuto? Forse la Carta dell'Onu? Avevo 5 anni quando lo zio cominciò a cercare sempre la possibilità di essere da solo con me. Era il nostro segreto diceva. Quando dopo circa due anni riuscì a convincere tutti che era così buono e bravo da meritarsi la fiducia di tutti riusci perfino a portarmi qualche weekend in "gita" diceva lui. Per me è stato l'inizio dell'inferno. Mi diceva pure che sapeva che io non capivo ma si giustificava dicendo che così facevano i grandi e che poi mi sarebbe piaciuto! Bastardo fino in fondo! Nessuno se ne è accorto, nemmeno quando ho tentato di dirlo attraverso un tema in terza media. Ricordo ancora di avere scritto " io sono una ragazzina che viene creduta tanto forte perché non piango mai e mi arrangio a fare tutto. I miei genitori pensano che sia tanto brava perché li accontento sempre anche quando non vorrei andare in gita con lo zio, ma per non farli stare male ci vado anche se non mi piace." In seconda superiore vomito addosso a tutta la famiglia le porcate subite ed il risultato…è stata un'altra delusione. Scene dapprima isteriche e patetiche poi. Il tutto fini con le tipiche frasi…"tanto niente ti ridarà quello che hai perduto"…"meglio comunque che non si sappia…per te che sei una ragazza e chissà cosa direbbe la gente…" Cosa direbbe la gente di me??? Durante le superiori incontro i famigerati sportelli di ascolto dove ho incontrato uno psicologo che probabilmente aveva lui bisogno di terapia. Non capi nulla e mi disse che la mia "introversione" era un fattore adolescenziale che sarebbe passato. All'università finalmente capisco che devo "arrangiarmi" se voglio sopravvivere, come ho sempre dovuto fare. Mi rivolgo così ad uno psichiatra il quale ritiene necessario lo Xanax. Finalmente trovo Sos Infanzia 5 anni fa e indirizzata da seri e competenti professionisti riesco a rielaborare il trauma con un percorso tuttora in corso. Ora riesco anche a capire chi mi ha usato violenza perché lo ritengo un maiale non essere umano e penso che solo il giudizio Divino riuscirà fare giustizia. Comprendo in parte anche quel prete che in confessionale mi ha detto che dovevo perdonare e non denunciare: la sua preparazione e la sua ignoranza in materia probabilmente non gli consentivano di rispondere diversamente. Ciò che continuo a non capire, e a non perdonare, sono tutti i comportamenti adottati dai parenti, a partire proprio dai miei genitori. Non posso scusare chi doveva essere al mio fianco quando avevo bisogno ed aveva la massima responsabilità. Se non sai fare il genitore è meglio che tu non metta al mondo dei figli. Se non sai cosa fare quando capitano queste cose non sei degno di essere genitore. Io ora sono serena, certo i danni causati sono irreparabili, inutile nasconderlo. Ho però raggiunto il mio equilibrio che tuttavia non sarà mai lo stesso di chi ha avuto la fortuna di avere un'infanzia serena. Tutti oggi si preoccupano di fare dichiarazioni sui diritti dei bambini ma la maggioranza di questi si preoccupa quando è già avvenuta la violenza: le leggi, le pene, i bambini abusati….il danno è già fatto. Ma lo vogliamo capire o no che l'obiettivo da raggiungere è fare in modo che tutto ciò non accada? Perché non ci preoccupiamo di formare futuri genitori che sappiano compiere il loro dovere? C'è ora allo studio il patentino per i cani a quando il patentino per i genitori? Dovremmo aspettare che qualche figlio li morda? Il guaio è che se dovessi mordere tutti quelli che mi hanno fatto del male rimarrei senza denti!!! Purtroppo la società guarda con sufficienza questo problema, prego vivamente che non capiti a nessuno, neppure al mio peggior nemico. Grazie Sos Infanzia.

Giuliana

 

Nel ventennale della carta dei diritti dell'infanzia dell'ONU che si celebra il 20 novembre, crediamo sia opportuno riflettere sulla testimonianza appena ricevuta che alleghiamo alla presente. Ancora una volta un'ulteriore testimonianza che punta il dito sui reali responsabili della violenza all'infanzia che non sono unicamente riconducibili al pedofilo il quale si alimenta di connivenze spesso in ambito familiare. Rimangono una serie di interrogativi pressanti, comuni denominatori in tante testimonianze ricevute, purtroppo ancora senza sufficienti e adeguate risposte: chi si pre-occupa che tutto questo non accada? Quali scelte politiche, sociali e umane sono state messe in atto per contrastare seriamente questo fenomeno largamente sommerso? A vent'anni di distanza dalla Convenzione dell'ONU cosa è stato fatto? Purtroppo dopo dieci anni che siamo impegnati in questo fronte dobbiamo amaramente constatare che se da un lato la legislazione in termini di repressione del fenomeno ha tentato di arginare il dilagare dei reati contro i minori, dall'altro lato, quello della prevenzione, c'è un vuoto quasi assoluto. Mancano serie programmazioni educative e formative a partire dalla scuola di ogni ordine e grado, informazione e formazione alle famiglie, agli operatori sociali ed educatori in generale. E' un tabù culturale che rimane relegato nei meandri della nostra mente salvo poi celebrarlo in manifestazioni ed eventi annuali dove tutti si incensano con dichiarazioni di principio e proclamano buone intenzioni, lasciando poi trascorrere un altro anno per ritrovarci tutti a ridire puntualmente le stesse cose. Siamo felici che dal Papa al Presidente della Repubblica giungano auspici affinchè agli abusi sui minori si contrappongano adeguate contromisure, ma se alle sacrosante aspettative non sapremo affiancare la concreta attuazione di interventi preventivi temo rimarranno ancora speranze vane.

Graziano Guerra