Carta dei diritti dell'Onu 20 Novembre 2009 foglio di stile Nuova pagina 2

 

20 Novembre 2009 nel ventennale della Giornata mondiale dei diritti del fanciullo 

Se il progresso e le migliori condizioni economiche dal dopoguerra ad oggi ci hanno permesso di ritrovarci tra le nazioni occidentali che vivono nel benessere non è invece avvenuta una pari evoluzione sociale e culturale che abbia consentito all'infanzia di crescere in contesti di sufficiente tutela, di rispetto dei diritti e di osservanza materiale di quanto enunciato anche dalla Convenzione dell'Onu del 1990. Nel ventesimo anniversario della giornata mondiale dei diritti del Fanciullo ci ritroviamo a leggere dati e statistiche che sostanzialmente, anno dopo anno, classificano i bambini come vittime di una scellerata società adultocentrica. Alcuni dati sono semplicemente agghiaccianti

Da studi condotti in 21 paesi industrializzati circa il 36% delle donne e il 29% degli uomini dichiarano di aver subito violenza sessuale durante l'infanzia. Violenze sessuali: più dell'85% dei bambini dai 2 ai 14 anni nel mondo è vittima di una qualche forma di violenza: dalle punizioni corporali, alle peggiori forme di abuso. Nei paesi industrializzati, ogni anno il 4% dei bambini sono vittime di violenze fisiche o sessuali, spesso ad opera di familiari. 40 milioni di bambini sono vittime di abuso sessuale: 1 bambina su 4 e 1 bambino su 9 sono stati sessualmente abusati prima dei 18 anni.

Ma non occorre certo andare all'estero per riconoscere certa parte del mondo adulto che violenta l'infanzia. In Italia, secondo dati recenti, i casi di abuso e di maltrattamento contro i minori sono in costante aumento, con circa 1000 denunce per violenza sessuale lo scorso anno. In circa il 70 per cento dei casi le vittime sono bimbe, il più delle volte con meno di dieci anni. Non dimentichiamo che qui a Vicenza un nostro monitoraggio ha evidenziato una percentuale pari al 17% di soggetti che hanno subìto violenza sessuale durante l'infanzia. E purtroppo tutte le ricerche hanno dei denominatori comuni: la stragrande maggioranza avviene tra le mura domestiche o comunque ad opera di persone conosciute. Le denunce sono percentualmente irrisorie e i parenti delle vittime sono spesso omertosi e vigliacchi. Sono proprio queste particolarità a rendere la pedofilia il più odioso dei crimini perchè se è vero che il pedofilo è un criminale come si possono considerare tutti quelli che pur sapendo fanno finta di niente o peggio ancora operano per tenere tutto nascosto? Questo mondo di adulti si sta dimostrando incapace d'essere modello di riferimento per i bambini e gli adolescenti. Non meravigliamoci quindi se già a 11 anni il 57% naviga in internet, e la maggioranza (il 55,9%) scarica illegalmente musica da internet e guarda filmati su You Tube. Ci si chiede perchè i nostri adolescenti (7 su 10) si "attivano" su Facebook isolandosi dal mondo reale. E dove dovrebbero andare? Da chi dovrebbero andare? Mancano luoghi di ritrovo, spazi per loro che non siano virtuali, ambiti di socializzazione, occasioni pensate per lo stare insieme, per suonare o per ascoltare musica. Abbiamo insegnato loro un presente velocizzato, ritmi da jet supersonici quando invece avrebbero bisogno di essere orientati in una crescita nell'incedere naturale dello sviluppo. Stiamo avvelenando il loro futuro, in tutti i sensi considerato che alcuni ricercatori dell'Università di Granada in Spagna hanno scoperto che anche il consumo di alcuni tipi di pesce può peggiorare le prestazioni cognitive e la memoria nei bambini perché avvelenati dal mercurio (Department of Radiology and Physical Medicine, University of Granada). Ma offriamo anche una falsa rappresentazione virtuale dell'esistenza, dove saltimbanchi, buffoni ed imbonitori uniformano la cultura popolare nel nulla televisivo per esempio, o dove le conoscenze virtuali diventano per i nostri ragazzi un modo per nascondersi e spostare sempre più in avanti il momento fondamentale per fare esperienze reali e maturare. Se i nostri giovani trovano spazio solo all'interno di una stanza chiusa o di un monitor significa che noi adulti abbiamo rinunciato al nostro ruolo di guida e di modello per i giovani cedendo, arrendevolmente, il posto prima alla tv ed in ultima analisi alle nuove tecnologie informatiche, ad internet. Questa società ha bisogno di adulti che sappiano essere modelli di riferimento che vivono i valori della giustizia, dell' onestà, della legalità, del rispetto delle persone ed in particolare dei bambini, della verità. Adulti che siano esempio di veri uomini che abbiano le "qualità" non sono per invocare nei bar la gogna pubblica per i pedofili ma che molto più sapientemente sappiano denunciare quello che accade nelle loro famiglie, contro qualsiasi interesse personale e per l'interesse superiore del bambino. E quando un bambino o un adolescente avrà acquisito i valori più importanti, non solo a parole ma vissuti concretamente nel quotidiano, non solo distoglierà la sua attenzione dalle cose vuote, ma avrà imparato a dare un senso profondo alla propria esistenza. Forse un po' tutti noi adulti ci siamo nascosti, impauriti forse dalle nuove tecnologie, sicuramente impreparati ma sono convinto che sapremo accettare la sfida educativa e ritrovare lo stimolo e la forza di insegnare ai nostri figli non a nascondersi in internet ma magari di giocare a nascondino.

 

Il Presidente Graziano Guerra