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Violenza donne: quasi 7 milioni vittime
 
Ricerca Istat, solo il 4% presenta denuncia

 
(ANSA) - ROMA, 24 OTT - Una donna su tre tra i 16 e i 70 anni e' stata vittima dell'aggressivita' di un uomo, ma solo pochissime lo hanno denunciato. Secondo l'Istat, 6 milioni 743 mila donne hanno subito violenza fisica e sessuale (il 31,9% delle donne che vivono in Italia), mentre il 4% di loro ha chiesto l'aiuto delle forze dell'ordine o di centri d'ascolto e associazioni.
In quasi 4 milioni sono state vittime di violenza fisica (il 18,8%), circa 5 milioni (il 23,7%) di violenza sessuale.

 

Il Mattino 24/10/2009

Secondo studi internazionali, circa un bambino su dieci nel mondo sviluppato subisce abusi ogni anno ma le statistiche ufficiali indicano che, di questi, ne vengono identificati meno di un decimo, sia perché non sempre si riesce a riconoscere un abuso sia perché capita che medici, scuola e personale sanitario tendano a non denunciarne i segnali, appunto non riconoscendoli.

In Italia, secondo dati recenti, i casi di abuso e di maltrattamento contro i minori sono in costante aumento, con circa 1000 denunce per violenza sessuale lo scorso anno. In circa il 70 per cento dei casi le vittime sono bimbe, il più delle volte con meno di dieci anni (l’80 per cento di tutti gli abusi riguarda piccoli con meno di 14 anni). Da studi condotti in 21 paesi industrializzati circa il 36% delle donne e il 29% degli uomini dichiarano di aver subito violenza sessuale durante l’infanzia. Contrastare il problema, innanzitutto riconoscendone in tempo i segnali, non è semplice, ma è di vitale importanza. È provato, invero, che gli effetti degli abusi durano fino all’età adulta, quando i soggetti che li hanno subiti si mostrano propensi ad atteggiamenti violenti o sessualmente perversi. Nell’esperienza maturata nel nostro centro antiviolenza, che si occupa, però, principalmente di donne maltrattate (a vario titolo: violenza fisica, psicologica, economica), quest’ultimo dato risulta costante nella anamnesi dei soggetti seguiti. Rilevante e da non sottovalutare è il dato della «violenza assistita»: in Italia sarebbero circa un milione i minori che assistono a episodi di violenza e maltrattamenti all’interno delle mura di casa, con conseguenze psicologiche devastanti che possono segnarli per un’intera vita. La cooperativa sociale W.I.N. (Women in Network), che ha sede operativa in Casagiove, della quale sono consulente legale, gestisce oltre al centro antiviolenza una casa rifugio (protetta e in località anonima) per donne maltrattate, anche con figli al seguito. Nei dieci anni di attività della struttura sono stati accolti e ospitati, per periodi variabili, circa 200 tra donne e minori vittime di reato. Si sono rivolte ai nostri operatori (avvocati, psicologi, sociologi, pedagogisti e operatrici specializzate nel settore) oltre 600 donne. Il centro è diventato man mano punto di riferimento non solo delle donne che si sono rivolte allo stesso privatamente, ma anche di enti pubblici (servizi sociali dei comuni), del Tribunale civile e penale (spesso sono state ricoverate donne in anonimato) di Santa Maria Capua Vetere, ma anche di altri Tribunali campani e non, del Tribunale dei minori di Napoli e di Salerno. Per il secondo anno consecutivo, il Centro (nel 2009 unitamente alla Cooperativa Sociale Cerchi d’Acqua Onlus di Milano, al Centro Donna Lilith di Latina e al Soccorso Rosa dell’ospedale San Carlo Borromeo di Milano) è partner della Fondazione Pangea Onlus (organizzazione no profit che dal 2002 lavora per favorire condizioni di sviluppo economico e sociale delle donne e delle loro famiglie) e sta sviluppando il «pangeaprogettoitalia» che sostiene il lavoro di realtà che operano da anni per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere e per la tutela, il supporto e il reinserimento nel tessuto socio-economico delle donne che hanno subito violenza. *consulente legale della cooperativa sociale W.I.N. © RIPRODUZIONE RISERVATA