Pasqua e pedofilia foglio di stile Nuova pagina 2

 

 Pasqua: occasione per far risorgere anche il rispetto e la tutela dei più piccoli

La questione "pedofilia-chiesa" non si placa e, ahimè, temo terrà banco ancora per diverso tempo. Qui in Europa siamo solo all'inizio, basti solo immaginare la notizia di oggi che cita "Der Spiegel" secondo la quale "nel suo primo giorno di attività il telefono attivato dalla Conferenza episcopale tedesca per le vittime di preti pedofili ha ricevuto ben 4.459 chiamate". In questi giorni in cui si ricorda la Passione di Nostro Signore sorge spontanea la riflessione che nei testi storici, almeno in quelli che ci hanno comunemente formati, non vengono riportati i nomi delle persone che hanno lapidato, torturato, ucciso Gesù Cristo. Rimane impressa nella memoria storica il nome di chi l'ha tradito e di chi se ne è lavato le mani: Giuda e Ponzio Pilato. Questo credo sia importante per comprendere quanto male faccia l'indifferenza, il non volere schierarsi, non assumersi le responsabilità. Non è solo una questione di preti è una questione di uomini, uomini e donne di questo mondo che devono acquisire la consapevolezza che al di sopra di qualsiasi interesse ci sta l'interesse superiore del Bambino. Sicuramente i religiosi sono ancora più colpevoli per il loro ruolo e la Chiesa Cattolica ha delle responsabilità morali molto più importanti, proprio in quanto Chiesa, proprio perchè si erge a baluardo dei valori e della moralità. Effettivamente l'accusa che viene rivolta alla Chiesa non è tanto di avere al suo interno dei pedofili (che esistono in qualsiasi categoria sociale), ma piuttosto quella di aver taciuto, nascosto, insabbiato... per paura dello scandalo. Ci scrive una iscritta alla nostra newsletter: "Credo che questa accusa sia giusta. Lo credo perchè è una mentalità che colpevolmente la Chiesa Cattolica ha passato ai cattolici, a tutte quelle famiglie che sono state colpite dalla disgrazia della pedofilia e che hanno taciuto, magari anche sotto suggerimento di qualche prete. Perchè, non ce lo nascondiamo, possiamo anche essere cattivi cristiani e poco praticanti, ma la nostra mentalità è imbevuta di morale cattolica, molto più di quanto ce ne rendiamo conto. Spesso mi chiedo che farebbe Gesù Cristo se tornasse qui, oggi, e gridasse la verità nelle piazze, così come era solito fare a Gerusalemme. Ah, verrebbe presto messo a tacere anche lui, temo. Amiamo tutti puntare il dito, nessuno però è disposto a fare dell'autocritica. La Chiesa la sta facendo ora, si, ma mi sembra sia solo perchè oramai vi è costretta dalle circostanze. Tuttavia nemmeno quelli che la accusano sono da meno per ipocrisia. Facile parlare del problema ora, che sono coinvolte persone conosciute e importanti (il Papa, nientemeno!) quando invece si tratta di gente comune non importa a nessuno, non fa notizia..."

Oggi le cronache riportano casi di pedofilia che hanno visto per protagonisti negativi alcuni religiosi ma ci basta conoscere qualche numero per capire quanto sia infondata la teoria secondo la quale esiste un'equazione preti/pedofilia:

nel 2004 la Conferenza episcopale ha commissionato uno studio indipendente al John Jay College of Criminal Justice della City University of New York, che non è un'università cattolica ed è unanimemente riconosciuta come la più autorevole istituzione accademica degli Stati Uniti in materia di criminologia. Questo studio ci dice che, dal 1950 al 2002, 4392 sacerdoti americani ( su oltre 109.000) sono stati accusati di relazioni sessuali con minorenni. Di questi poco più di un centinaio sono stati condannati da tribunali civili. Secondo quella ricerca il 78,2% delle accuse si riferisce a minorenni che hanno superato la pubertà. Avere rapporti sessuali con una diciassettenne non è certamente una bella cosa, tanto meno per un prete: ma non si tratta di pedofilia. Dunque i sacerdoti accusati di effettiva pedofilia negli Stati Uniti sono 958 in 42 anni, 18 all'anno. Se si paragona la Chiesa cattolica degli Stati Uniti alle principali denominazioni protestanti si scopre che la presenza di pedofili è - a seconda delle denominazioni - da due a 10 volte più alta tra i pastori protestanti rispetto ai preti cattolici. La questione è rilevante perché mostra che il problema non è il celibato: la maggior parte dei pastori protestanti è sposata. Nello stesso periodo in cui un centinaio di sacerdoti americani era condannato per abusi sessuali su minori, il numero di professori di ginnastica e allenatori di squadre sportive giovanili - anche questi in grande maggioranza sposati - giudicato colpevole dello stesso reato dai tribunali statunitensi sfiorava i 6.000!

Anche in questo caso non ci si abbandona certo al "mal comune mezzo gaudio", figuriamoci! Ce ne fosse anche solo uno di responsabile di simili azioni sarebbe deprecabile e ribadisco a maggior ragione se è un prete.

Le migliaia di testimonianze in nostro possesso raccontano di violentatori che assumevano il ruolo di genitore, zio, nonno, cugino, insegnante, ed anche alcuni religiosi.

Non è un prete, degno di questo incarico, non è un genitore, non è un educatore e non è nemmeno un uomo comunemente inteso: è un pedofilo, un criminale e niente altro.

Questa associazione si è preoccupata di avvisare ed informare gli ambienti diocesani sul pericoloso effetto a danno dei bambini di insegnamenti e consigli, anche in confessionale, ad opera di alcuni sacerdoti frutto sicuramente di inadeguata preparazione nel merito già 8 anni fa ed ha continuato a sollecitare interventi collaborativi per formare i religiosi su queste tematiche.

Ricordo inoltre che già nel 2005 il sottoscritto a pag. 102 del libro "Un Nuovo orizzonte per l'infanzia" denunciava pubblicamente l'effetto negativo che subivano le vittime di violenza per le "raccomandazioni al silenzio" imposto da alcuni sacerdoti. Purtroppo anche loro, alcuni religiosi, hanno contribuito a formare una cultura omertosa. 

Partendo da questo concetto, si deve passare dallo sdegno e la rabbia alla proposta di una svolta, dalle buone intenzioni ai fatti concreti. Auspichiamo che le forme di autotutela che hanno garantito solo interessi personali e il perpetuarsi delle violenze, perdano di significato di fronte alla sacralità di ogni bambino. Chiesa, famiglia e scuola, tutti, non solo a parole, compiano lo sforzo per capire, e quindi conoscere, cos'è l'abuso sui minori, quali sono le reali dimensioni, le specificità e le dinamiche che lo contraddistinguono. A quel punto, ne siamo certi, non ci sarà più nessuno che di fronte alla denuncia di un minore verrà a chiederci: e adesso cosa faccio?

La chiesa cattolica ha avuto il merito di essere la prima istituzione ad affrontare la pedofilia, ora mi auguro che possa essere tra le prime a proporre una svolta, ponendosi in ascolto di chi ha quasi sempre gridato nel silenzio, per riaffermarsi, la chiesa con i suoi ministri, luogo di ascolto, punto di riferimento, ancora di salvezza.

Ci auguriamo che questa Pasqua faccia risorgere in tutti gli adulti il rispetto, la tutela, il riconoscimento di tutti valori fondamentali che ci fanno riconoscere come "uomini e donne" di questo mondo.

Graziano Guerra Presidente S.o.s. Infanzia Onlus