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 Non esistono i preti pedofili esistono i pedofili mascherati da preti

E' incontestabile e reale il numero dei religiosi condannati o attualmente indagati per gli innumerevoli abusi a danno di bambini. Questo gravissimo peccato e reato penale viene compiuto non da "preti pedofili" ma da autentici veri pedofili che, ingannando la chiesa e il prossimo, si sono travestiti da preti. E' il classico lupo travestito da agnello, è il classico pedofilo. Non possiamo però condividere il messaggio distorto e gravemente dannoso che sta passando, non solo nei confronti della Chiesa Cattolica, ma soprattutto verso i bambini e il loro diritto alla verità e alla correttezza. Il messaggio di sintesi è quello di una diffusione quasi epidemica dell'orrore della pedofilia fra i preti. Tale convincimento, assolutamente fuorviante e privo di qualsiasi fondamento sia statistico che scientifico, ci fa dimenticare di interrogarci sul fenomeno della violenza sessuale a danno dei bambini. La verità è altra ed è, come più volte da noi ricordato, che la pedofilia è un male diffuso in ogni ceto sociale e in ogni istituzione (familiare, scolastica, religiosa di ogni credo o orientamento, sportiva). La Chiesa Cattolica istintivamente ha reagito prima autoproteggendosi, come ogni istituzione, la famiglia "in primis", ma poi ha sapientemente affermato che chi abusa di un bambino è fuori dalla Chiesa, annunciando, di "denunciare i preti pedofili". La Chiesa Cattolica ha anzi il merito di essere la prima istituzione che ha cominciato a diventare permeabile alle istanze di verità e tutela che sono state avanzate dalle vittime dei "veri pedofili e falsi preti". Ci auguriamo ora che alle buone intenzioni seguano fatti concreti, volontà di approfondire e conoscere per mettere in pratica quanto auspicato. Attendiamo adesso iniziative tese a collaborare per crescere assieme, tra istituzioni religiose e laiche, tra vescovi ed esperti, tra chi ha la responsabilità educativa e formativa dei bambini e chi si occupa dell'ascolto delle vittime, per una reale conoscenza dei diritti dei bambini e della loro tutela. In un nostro monitoraggio abbiamo chiesto a più di 2000 adolescenti chi era l'abusante nei casi di violenza subita in provincia di Vicenza ed in provincia di Treviso, e i preti non sono nemmeno l'1% a differenza di qualsiasi altra categoria sociale, professionale o confessionale. Il male, si sa, cerca di colpire il pastore per disperdere le pecore, ma se non desideriamo comportarci da pecore ci dovremmo chiedere perchè si parla così tanto della pedofilia tra i preti e non si parla invece con lo stesso impegno dei pedofili che nell'80% dei casi appartengono alla cerchia parentale? Perché non si parla di quel 30% formato dai cugini più grandi che usano violenza su loro cuginette, perché non si spende lo stesso vigore comunicativo su quel 20% di padri incestuosi? Negli Stati Uniti pochi giorni fa hanno arrestato un pediatra che ha usato violenza a più di 100 bambini: come mai questa notizia non è stata riportata con la stessa enfasi di quando si parla di un prete pedofilo? Perché non si usano gli stessi spazi comunicativi per informare che cos'è veramente la pedofilia, la cultura pedofila che trova terreno fertile proprio nelle connivenze, nelle omertà familiari, nelle relazioni parentali che favoriscono il perpetuarsi di inaudite violenze a danno dei bambini per salvaguardare un'ipocrita facciata di persone perbene? Pochi giorni fa una vittima di un pedofilo, ora trentenne, mi ha confidato: quell'essere meschino che mi ha usato violenza ha già avuto la sua condanna, anche se patteggiata, ma ancora più grave sarà quella che lo aspetta, senza sconti di pena e senza appello dal Giudice supremo che annunciava per questi il severo giudizio già 2000 anni fa "meglio per lui che gli si leghi una macina al collo e lo si sprofondi nel mare….". Tuttavia, continuava la ragazza, dopo tanti anni da quei fatti non riesco ancora a perdonare quei parenti che si sono mascherati dietro la facciata del "buon nome", che non si sono apertamente schierati dalla mia parte ma che, anzi, hanno convissuto con il pedofilo, hanno banchettato assieme, ed altri che, pur sapendo, hanno meschinamente continuato a vivere come se niente fosse accaduto causando anche loro del male, a me e a quelli che mi hanno coraggiosamente difesa." Probabilmente si preferisce comunque sempre collocare la pedofilia al di fuori dei nostri sentimenti, oltre l'istituto familiare, o comunque pensare e convincersi che la pedofilia possa risiedere in altro contesto, ben definibile e controllabile, identificandolo in un ambito ben preciso ad esempio nei preti. La chiesa sta cercando di fare pulizia nelle sue sacrestie, attendiamo ora simile coraggioso intervento anche nelle famiglie, nelle scuole, nelle Istituzioni e che adulti responsabili siano finalmente capaci di proteggere i bambini cacciando letteralmente chi viola i sacrosanti diritti dei bambini e non diventarne "compagni di merende".

 

Graziano Guerra - Presidente S.o.s. Infanzia Onlus