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La vera pace familiare e sociale non può nascere solo dal sentirsi tutti fratelli o tutti amici, ma si alimenta dalla diversità, e può essere attuata soltanto mediante la giustizia. La giustizia per forza di cose richiede il discernimento del bene e del male, un discernimento che porta a precise e coraggiose scelte di tutela dei più piccoli, dei più deboli ed indifesi alla ricerca della verità. Sottomettendosi al principio che la parola dell'adulto vale di più di quella del Bambino si consente a far divenire lecito, vero e tollerato ciò che per suo comodo e interesse - dell'adulto - conviene. Non ci arrenderemo a sostituire il concetto di verità, con quello di consenso perchè significherebbe considerare relativa la verità e così anche la distinzione tra il bene e il male. Crediamo sia doveroso riflettere sull'espressione usata da Papa Benedetto XVI, "dittatura del relativismo", poichè ci insegna che il pensiero debole, il disimpegno, il relativismo, e' una resa. Non possiamo assistere come spettatori passivi in questo mondo dove si perpetuano gli abusi e le violenze a danno di piccole vittime innocenti tra le mura domestiche, il massacro di Beslan o nel Darfur, la mercificazione dei bambini, il turismo sessuale, la pedopornografia. Siamo impegnati, ed esortiamo tutti ad assumersi le proprie responsabilità per riaffermare i valori universalmente riconosciuti, i principi etici che si basano sul riconoscimento dei diritti, del rispetto e della tutela dei più piccoli ed indifesi: i Bambini. Per tutti i Bambini, quelli di ieri, di oggi e di domani: per il Bambino che eravamo, il Bambino che avremmo voluto essere, il Bambino che non siamo mai stati e per Quello che non avremmo mai voluto essere. |